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Sanità | 16 aprile 2018, 18:20

Donna morta per meningococco a Genova: sai di che cosa si tratta?

Voci genovesi sulla tragedia accaduta all'Evangelico di Voltri, dove è deceduta una giovane mamma, stroncata dal batterio. Cosa si sa di questa malattia?

Donna morta per meningococco a Genova: sai di che cosa si tratta?

E' morta per meningite da meningococco a 36 anni, Clara Ravera, di Masone, mamma di un bimbo di 3 anni. Da alcuni giorni lamentava un forte mal di testa e dolori al collo. Ieri pomeriggio è stata ricoverata all'Evangelico di Voltri con febbre altissima e nella notte è deceduta. I parenti e le persone entrate in contatto con lei sono state sottoposte alla profilassi a cura dell'Asl 3. 

Un caso isolato, di una malattia rarissimamente diffusa, che però rimane tra le più temibili, sia per la rapida evoluzione sia per i possibili esiti permanenti (mutilazioni degli arti, cicatrici, sordità, ritardo mentale, danni renali), quando non fatali. Sulla malattia meningococcica regna ancora molta confusione tra le persone e probabilmente poca informazione, così come accade per la meningite, termine che riporta a diversi tipi di germi. 

Nel 2016 sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Quello che si teme in questi casi è l'eventualità di un focolaio, come accaduto negli anni scorsi, dove si è rivelata più elevata la trasmissione dell'infezione da meningococco di tipo C negli adulti. 

Proprio per la sua rarissima (per fortuna) diffusione, poco se ne sa tra la gene. Ma nel contempo è percepito il bisogno di una maggiore informazione. 

Ecco alcuni pareri dei genovesi:  

"Devo confessare di non saperne abbastanza. So che è gravissima, che è mortale, ma non so in cosa esattamente consiste. Se ne sente parlare e in Liguria c'è stato qualcosa. Ho ancora un po' di fiducia nel sistema sanitario nazionale, ma non conosco bene la situazione".

"So che è una patologia grave, ma nello specifico non so nulla. Dovrei interessarmene di più, come del resto di miliardi di altre cose... Se dovessi occuparmi in dettaglio di tutto, non uscirei vivo... E' un ragionamento un po' fallace, ma è comune".

"Non la conosco precisamente; ne ho sentito parlare. La temo, perché mi risulta siano morti diversi bambini. Ne ho paura perché ho tre figli... Bisogna sottoporre i bambini alle vaccinazioni, ma non quelli che arrivano in Italia. Quindi, sì, mi fa paura".

"Credo che si contragga per contatto aereo. La vaccinazione penso sia possibile. Le informative non guastano mai". 

"C'è un'informazione sempre un po' distorta, soprattutto per quanto riguarda la sanità. Non è una priorità, purtroppo, perché si muore più di tumori. Non conosco la notizia, non quale ceppo abbia causato il decesso. Anche con i vari vaccini che si possono fare per la meningite permane il dubbio. Ovviamente fa paura... a chi non farebbe paura la meningite. Allo stesso tempo non è bene esagerare con gli allarmismi". 

"Ne ho sentito parlare, ma sono poco informato in materia. Penso comunque che vada fatta più informazione". 

"Sono quei forti mal di testa, giusto? Purtroppo casco dalle nuvole e non sono preparato sull'argomento". 

Ecco, invece, alcune informazioni utili sulla meningite meningococcica:

Che cosa è?

Il batterio che causa la malattia meningococcica infettiva è “Neisseria meningitidis”, chiamato anche Meningococco. Quando questo batterio penetra all’interno dell’organismo umano causa una serie di gravi manifestazioni cliniche, quali: meningite (infiammazione delle membrane che avvolgono il cervello ed il midollo spinale), sepsi (infezioni del sangue), polmoniti (infezione dei polmoni) ed altri quadri clinici nei quali il batterio viene isolato in parti del corpo normalmente “sterili” (caratterizzati cioè da assenza di germi).

Come si trasmette?

Il meningococco è un batterio che si localizza transitoriamente a livello del rinofaringe nel 10-20% di adolescenti e adulti (portatori sani), senza causare malattia. La sua trasmissione avviene nella maggiore parte dei casi nell’ambito di contatti stretti da parte dei portatori sani, tramite le goccioline aerodiffuse generate attraverso tosse, starnuti e fonazione. Il periodo di contagiosità dura fintanto che il batterio è presente nelle secrezioni nasali e faringee. Al momento non sono noti motivi che causano il passaggio dal rinofaringe all’interno dell’organismo con le conseguenti gravi manifestazioni cliniche, per cui è importante essere vaccinati, in quanto gli alti livelli di anticorpi possono impedire al neningococco di andare a localizzarsi nel rinofaringe, ma anche di combatterlo in caso di un suo passaggio all’interno dello stesso organismo.

Chi sono i soggetti a rischio?

Chiunque può contrarre la malattia da meningococco, anche se esistono alcune specifiche categorie di persone maggiormente a rischio, tra cui:i bambini nella fascia di età tra 0 e 4 anni (in particolare nel primo anno di vita); gli adolescenti e giovani adulti (fascia di età 15-24 anni); i pazienti affetti da patologie che causano un abbassamento delle difese immunitarie; il personale medico-sanitario che abitualmente lavora nei laboratori che isolano il Meningococco; i soggetti che vivono in un ambito territoriale, dove si è sviluppato un focolaio epidemico.

Quanto dura l’incubazione?

Il periodo di incubazione tra l’infezione e lo sviluppo della malattia varia tra 1 a 10 giorni, ma di solito è meno di 4 giorni.

Come si manifesta? 

Nella fase iniziale i sintomi tipici della meningite sono: irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale), febbre alta, mal di testa, nausea o vomito, alterazione del livello di coscienza, convulsioni. I neonati risultano essere particolarmente a rischio. 

Quali sono le conseguenze?

La percentuale di mortalità della malattia meningococcica varia tra il 10% ed il 15%. Risulta essere leggermente più alta negli adolescenti. Una percentuale di soggetti che si ammalano e sopravvivono (variabile tra 11% e 19%) presenta una serie di gravi e permanenti esiti, quali: perdita di udito, disabilità neurologica, amputazione degli arti, cicatrici cutanee deturpanti. Quanti sierogruppi esistono?Attualmente sono stati identificati tredici tipi (sierogruppi) di Meningococco, tra i quali cinque: A, B, C, Y, W135, sono i responsabili del maggior numero di casi nel mondo. I sierogruppi B e C sono quelli che circolano più frequentemente in Italia, anche se rimane sempre alto (approssimativamente il 30%) il numero delle infezioni segnalate per le quali non è disponibile conoscere il particolare sierogruppo capsulare.

Esistono buoni comportamenti di prevenzione?

Il Ministero della Salute consiglia la vaccinazione come unica forma di prevenzione sicura. Vale poi la raccomandazione per alcuni comportamenti a rischio. Com’è riportato in una nota del Ministero, “la frequentazione di locali molto affollati per alcune ore (per esempio discoteche), l’uso di alcol e la abitudine al fumo, durante i periodi con un aumento dei casi di malattia invasiva da meningococco, potrebbe aumentare il rischio di contagio attraverso il contatto ravvicinato con potenziali portatori". 

 

vg

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