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Politica | lunedì 16 aprile 2018, 11:23

Forza Italia: il governatore Toti a cena con Berlusconi

Incontro conviviale, con signore, a Milano dopo il bailamme Scajola-Lanteri per le elezioni comunali di Imperia

Il governatore regionale Giovanni Toti ha cenato con Silvio Berlusconi, ieri sera. Più precisamente a Villa Giambelli, a Rogoredo, casa di Francesca Pascale. Un'occasione conviviale, molto ristretta, con rispettive signore. Ma sicuramente densa di argomenti, sui quali per ora vige il riserbo. 

Nel faccia a faccia con Minoli su La7, proprio ieri Toti aveva elogiato la "chiarezza del messaggio" di Salvini, auspicando invece per il movimento azzurro un cambio di rotta, e aveva invocato per il partito una "monarchia costituzionale", ossia una nuova formula capace di temperare il verticismo: "Credo che farebbe bene a tutti, compreso Berlusconi. Forza Italia ha bisogno di cambiare la propria classe dirigente, ha bisogno di democratizzare e coinvolgere i suoi amministratori e ridare slancio". 

La cena con il Cavaliere segna soprattutto un altro momento di avvicinamento dopo la telefonata della scorsa settimana sulla candidatura di Luca Lanteri, opposto a Claudio Scajola nella corsa per le Comunali di Imperia. Un braccio di ferro tra chi sostiene il "modello Toti" e i fedelissimi scajoliani, che nel Ponente ligure ha mandato in fibrillazione le diverse anime del centrodestra. 

L'ex ministro Scajola ha definito una "patacca" il simbolo di Forza Italia attribuito a Lanteri, candidato unitario che ha ricevuto l'imprimatur di Toti e degli alleati della Lega Nord e Fratelli d'Italia. "Il simbolo è pienamente legittimo" ha replicato subito il coordinatore regionale Sandro Biasotti. "Le decisioni su Imperia, di rilevanza nazionale visto il loro significato politico, aprono la strada ad una riapertura del dialogo tra Berlusconi e Toti", sottolineavano i sostenitori del governatore ligure alla presentazione di Lanteri. Con l'avvicinarsi della tornata elettorale, Toti e Berlusconi ieri sera hanno fatto il punto. 

Quanto a Scajola, il fondatore della prima ora, per anni punto di riferimento ligure del berlusconismo, "i simboli che non sono collegati alle facce non significano nulla" - ha detto. E alla domanda se si sente tradito dal Cavaliere, ha risposto: "Assolutamente, no. Anche se c'è qualcuno che cerca di mettere delle zeppe, dando false informazioni, il rapporto è di stima e di amicizia. Ma questa è un'altra partita, le patacche a Imperia non contano". 

vg

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