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Economia | 24 aprile 2018, 17:41

Ilva, nuovo tavolo giovedì: si comincerà a parlare di occupazione

Ancora posizioni distanti al tavolo Ilva al Mise. Uilm e Fim bacchettano la Fiom per la "fuga in avanti"

Ilva, nuovo tavolo giovedì: si comincerà a parlare di occupazione

Sono emersi punti di convergenza al vertice Ilva di oggi a Roma, ma rimangono distanti le posizioni sulla parte variabile della retribuzione legata ai premi di rendimento. Giovedì 26 aprile nuovo tavolo al Mise e questa volta si comincerà a discutere di occupazione e organici.

Per il Ministero, il tavolo "ha finora consentito di individuare punti di convergenza che garantiranno ai lavoratori il riconoscimento dei trattamenti economici legati alla retribuzione fissa attualmente in essere. Nel corso dell'incontro l'azienda AmInvestco ha inoltre presentato una proposta sul possibile schema del futuro premio di risultato (PdR) ed i principi chiave che lo disciplinano. I sindacati non hanno però condiviso questa proposta e hanno avanzato alcune osservazioni sulle quali l'azienda si è resa disponibile a discutere e approfondire a partire dal prossimo incontro"

Il viceministro dello sviluppo economico Teresa Bellanova:

E' una trattativa complessa e c'e' bisogno di tempo. Oggi abbiamo comunque fatto un passo avanti Finalmente è stata raggiunta una convergenza per la parte che riguarda la parte di salario fisso, non solo quella riguardante il Ccnl ma anche la parta fissa relativa al contratto aziendale di secondo livello. Rimane invece ancora aperto un punto che riguarda il salario variabile. 

Il 26 speriamo di cominciare a discutere più nel merito per quanto riguardano gli organici. Da parte del Governo abbiamo dato alle parti tutta la disponibilità di tempo necessario per arrivare a un'intesa. Sicuramente per il Governo il punto dirimente è quello di salvaguardare posti di lavoro, salvaguardare un'azienda che ha grandi prospettive e mantenere in Italia una grande produzione di acciaio insieme all'impegno che abbiamo sempre avuto di ambientalizzare lo stabilimento di Taranto e far vivere cittadini e lavoratori in una condizione di maggiore sicurezza dal punto di vista ambientale e lavorativo. 

Il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro: 

Spostano le voci ma l'obiettivo è sempre quello di ridurre il salario per cui le distanze rimangono e giovedì dovranno dirci chiaramente quanti lavoratori assumerà Mittal, per noi è chiaro che devono essere tutti gli attuali 14 mila dipendenti. 


Genova giovedì l'Rsu ha convocato l'assemblea dei lavoratori. Una scelta doverosa visto che continuiamo da mesi a sederci a tavoli che non portano da nessuna parte: è giunto il momento di informare i lavoratori. Comincia Genova ma altre assemblee verranno convocate nei prossimi giorni anche negli altri stabilimenti. 

In pratica chiedono ai lavoratori di tagliarsi circa 3 mila euro di salario all'anno fino al 2023-24 se prendiamo a modello un lavoratore di quarto livello. Se il governo pensa di farci ingoiare il rospo si sbaglia. 

Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova, e Alessandro Vella, segretario generale Fim Genova: 

Ancora una volta la Fiom di Genova su un negoziato alquanto complicato che interessa la struttura industriale del Paese e il destino dei lavoratori del gruppo Ilva, con una scelta unilaterale emette un comunicato a firma Rsu Fiom senza una preventiva discussione con le Rsu Fim e Uilm, indicendo un'assemblea retribuita per giovedì 26 aprile. 

La cosa incredibile che, mentre al tavolo nazionale si discute unitariamente tra le segreterie Fim Fiom Uilm e la delegazione sindacale, la Fiom di Genova si distingue come al solito per la sua scorrettezza con fughe in avanti che non aiutano sul territorio genovese a costruire un percorso unitario. Caso unico nell'ambito della vertenza aperta con Mittal. Ma davvero la Fiom, in nome di questa presunta egemonia che pensa ancora di avere, in modo arbitrario pretende di dettare linee alla Fim e alla Uilm di Genova? 

La trattativa con Mittal è ancora in una fase di stallo. Negli incontri che abbiamo sviluppato il 23 e il 24 aprile presso il Mise abbiamo chiesto a Mittal di fare passi in avanti sugli aspetti normativi e salariali (inerenti alla contrattazione integrativa di secondo livello) che per noi non vanno messi assolutamente in discussione e di avanzare una proposta concreta sugli organici che per quanto ci riguarda deve dare certezza e garanzia di salvaguardia occupazionale per tutti gli addetti del gruppo.

rg

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