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Cultura | sabato 07 luglio 2018, 15:17

Gabriele Salvatores, al Cine&Comics: "Il cinema è immagini, come i fumetti"

Ospite d’onore del Cine&Comics Fest della giornata di ieri è stato il regista premio Oscar per “Mediterraneo” Gabriele Salvatores, che ha incontrato il pubblico nella Piazza delle Feste del Porto Antico, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera

Gabriele Salvatores, al Cine&Comics: "Il cinema è immagini, come i fumetti"

Ospite d’onore del Cine&Comics Fest della giornata di ieri è stato il regista premio Oscar per “Mediterraneo” Gabriele Salvatores, che ha incontrato il pubblico nella Piazza delle Feste del Porto Antico, ripercorrendo le tappe fondamentali della sua carriera.

Dai ricordi di bambino, quando con la nonna andava al cinema a vedere “Marcellino pane e vino” e “Lawrence d’Arabia”, a quando negli anni ’60, prima del debutto cinematografico, suonava con la propria band e, da studente di Legge sognava “di essere un avvocato più alla Jack Nicholson in “Easy Rider, che come quello che avrebbe voluto mio padre”.

E poi, tappa intermedia, quel del teatro, di quando lavorava con i “Comedians”, Abatantuono, Orlando, Bisio e Catania in quella compagnia di soli uomini che ha definito una “truppa da sbarco”, e che sarebbe stata compagna di tanti film successivi. E poi l’arrivo sul sete cinematografico, senza dimenticare i grandi maestri che sono sempre stati suo punto di riferimento, da Bertolucci, citato in “Quo vadis baby”, a Fellini, Antonioni e Pasolini, passando per i grandi registi tedeschi.

Tra ricordi commuoventi e divertenti, Salvatores ha ripercorso le tappe dei principali film, compreso “Denti”, con Paolo Villaggio; da “Mediterraneo” a “Marrakech express” a “Nirvana” a “Non aver paura” a “Italy in a day”, ricordando che “il cinema è fondamentalmente immagine, e il mio maestro era Nino Baragni, montatore di tutti i film di Pasolini e di Leone e degli ultimi di Fellini. Quando montavamo le scene nei miei film, fino a “Puerto Escondido”, metteva il volume a zero e diceva che se ci si emozionava la scena col volume basso, allora voleva dire che funzionava. Quindi il cinema è immagine.” Tanto che “Italy in a day” deve la propria bellezza proprio al montaggio di tante immagini girate da “registi” diversi e montate in modo sapiente.

E immagine sono i fumetti. Quindi, come nello spirito di Cine&Comic Fest, il regista ha raccontato il suo rapporto con i cinecomic, sia come autore che come spettatore, soffermandosi in particolare sul progetto cross-mediale de “Il ragazzo invisibile” che ha avuto il merito di riportare al cinema la figura del supereroe italiano. “Abbiamo scelto come super potere l’invisibilità perché era il meno costoso per il cinema! Scherzo, in realtà è un effetto difficile da creare. Ma ho scelto questo perché penso che sia il più adatto per un adolescente: da ragazzo volevo essere invisibile, per timidezza e insicurezza, e contemporaneamente mi sentivo spesso invisibile alle feste, quando le ragazze non mi consideravano nemmeno.”

E dopo “Il ragazzo invisibile - seconda generazione”, per il quale Gabriele Salvatores ha appena ricevuto il Nastro ArgentoVivo cinema&ragazzi, è giù pronto un nuovo progetto, di cui “non posso rivelare ancora molto – conclude il regista – ma posso dire che è la storia di padre e figlio autistico che si mettono in viaggio per l’America. Un altro film on the road, con protagonisti Abatantuono, Santamaria e Golino.”

Medea Garrone

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