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Cultura | 16 settembre 2018, 15:00

Elena Ballerini: “Ecco come non darla… vinta ai potenti”

La conduttrice Rai, genovese di nascita, cresciuta a Loano e recchelina d’adozione, racconta i suoi consigli in un libro: un ‘catalogo’ di uomini da cui guardarsi bene. Nel frattempo, prepara altri libri e si appresta a diventare mamma

Elena Ballerini: “Ecco come non darla… vinta ai potenti”

Potenti in avaria, avvocati del diavolo, produttori seriali, nobili decadenti, onorevoli miopi... tremate! Le ragazze che non ve la danno vinta sono arrivate. E’ un manifesto, una vera e propria filosofia di vita, più che un semplice libro. Lo firma Elena Ballerini, che in centoventi piacevoli e divertenti pagine (scritte tra l’altro molto bene), offre consigli, suggerimenti, punti di vista e riflessioni su come trattare certe dinamiche uomo-donna, specialmente quando si ha a che fare con personaggi importanti e con preziose opportunità di carriera.

La Ballerini (che di vero cognome fa Pappalardo ed è figlia del celebre avvocato scomparso qualche anno fa), classe 1984, è nata a Genova, cresciuta a Loano e recchelina d’adozione. In pratica, ha percorso la Liguria da Levante a Ponente e, nel frattempo, si è affermata nel mondo della televisione, in particolare grazie a ‘Mezzogiorno in Famiglia’ su Raidue (e prima ancora con i programmi ‘La Tv ribelle’, ‘Gulp cinema’ e ‘Leggende rock’, sempre per l’emittente di stato). Le sue indicazioni su come gestire i potenti arrivano, quindi, dall’interno. “Esiste un solo potere che domina su tutti: il sesso. Un potere che tiene svegli anche i più assopiti. Ma, fate attenzione ragazze ambiziose e donne che cercate un vostro spazio nel mondo: il modo per utilizzarlo meglio è quello di non servirsene affatto”.

Il libro è emblematico sin dal titolo, ‘Come non darla… vinta’. Pubblica la casa editrice Imprimatur. Elena, che in questo momento è in pausa dal lavoro causa maternità, spiega volentieri come la pensa sul “tramutare i Mangiafuoco in Turchini, senza mai smettere di sorridere. Perché nel XXI secolo Cappuccetto rosso e il lupo cattivo condividono la stessa favola, ma Cappuccetto rosso balla coi lupi”. Ecco quindi una “carrellata di tipologie di uomini potenti con cui vi capiterà di avere a che fare nella vostra ascesa verso il posto che meritate nella società: questo manuale vi mostrerà come ottenere il meglio dalla loro conoscenza, spegnendo ardori non desiderati, bloccando mani impertinenti”.

Come nasce l’idea del libro?

Quanto c’è di personale nelle pagine, in quello che racconta? “Ogni figura descritta corrisponde a un personaggio incontrato nella vita reale, che mi ha fornito molti spunti senza dover attingere alla fantasia. L’idea nasce dal desiderio di raccontare ‘il sistema’ per scompaginarlo, ma lo strumento utilizzato è sempre l’ironia, attraverso la quale credo si possano affrontare le sfide e gli ostacoli, tenendo sempre aperta la visuale sul mondo e spingendosi oltre le catene del falso perbenismo collettivo. Desideravo creare uno spunto di riflessione per uomini e donne che si trovano a volte schierati uno di fronte all’altra con obiettivi in contrasto. Il potere è un giocattolo ingegnoso per chi lo detiene e per chi lo vorrebbe, perché ci può rendere liberi. La libertà più grande è il sesso, che quindi si trasforma in un potere, il più grande di tutti. Un Potere che si può mettere a servizio di qualcuno o al contrario utilizzare per non dover essere preda di nessuno.

Lei descrive parecchie tecniche di ‘elusione’ rispetto agli uomini. Quante sono esperienze che ha vissuto? Ha ricevuto dei consigli? Sua mamma? Le sue nonne? Le amiche?

Mi ritengo un’autodidatta. Sono espedienti di fuga che ho elaborato io stessa e messo in atto a seconda delle circostanze in cui mi trovavo. Mia madre mi ha sempre consigliato in molte cose ma in questo sapeva che avevo cognizione di come cavarmela e spesso le ho raccontato molti aneddoti divertenti sul tema.

Che cosa prova una ragazza quando entra nel mondo dello spettacolo? Quanto è importante avere un carattere forte?

Quanto serve, come dice lei, avere autodeterminazione? “Affermarsi oggi è una vera e propria spedizione. Si parte con una valigia di speranze e obiettivi che spesso si è costretti a lasciare sul posto. Bisogna saper ripartire da zero ogni volta e rimettersi in gioco, saper puntare sulle qualità più forti che possediamo. Questo è molto difficile perché si rischia di disperdere molto potenziale in tentativi sbagliati. Il mio libro non si limita ad affrontare il mondo dello spettacolo ma scandaglia il presente con il quale si interfacciano oggi le donne. Io ho percorso la via dello spettacolo che tuttavia non differisce molto da altri contesti di cui mi hanno parlato molte ragazze. Certo, nel mondo dello spettacolo posso dire che sia tutto più ‘spettacolare’ e goda anche di una risonanza maggiore. Harvey Weinstein però potrebbe sedere anche sulla poltrona del capo ufficio.

Chi deve ringraziare di più, secondo lei, se oggi è una donna affermata?

Nel mio libro ho parlato dei cosiddetti ‘Mangiafuoco’, uomini potenti che esercitano la tirannia del forte sul debole, che tuttavia possono essere convertiti in ‘Mangiafuoco Turchini’. La mia vita è un percorso lastricato di incontri con il mangiafuoco di turno. In ogni caso ho cercato di imparare qualcosa anche da chi inizialmente sembrava porre degli ostacoli al mio cammino. Tuttavia ho avuto la fortuna di incontrare molti ‘turchini’ che hanno creduto nelle mie capacità senza alcun indugio.

Ha detto che l’idea del libro nasce prima del caso Weinstein. Lei hai mai visto o vissuto situazioni simili? Ritiene sia giusto che tutto questo scandalo sia uscito alla luce del sole? Che finalmente se ne parli?

Nella mia vita fortunatamente non ho mai subito abusi di alcun tipo, perciò non posso giudicare gli strascichi psicologici di situazioni gravi come quelle raccontate da alcune attrici famose, che proprio per questo hanno soffocato nel silenzio le molestie sofferte. Diverso è il caso di chi potrebbe aver utilizzato il periodo storico per crearsi uno spazio pubblicitario. Ogni accusa dev’essere comprovata. Le molestie fisiche, se comprovate, devono essere denunciate nelle apposite sedi legali sia quando riguardano personaggi famosi che non famosi. Diverso è il confine per quelle che si possono chiamare molestie psicologiche.

Che cosa pensa del caso di Asia Argento, accusata pure lei di molestie?

Forse un tentativo di sminuire la portata delle sue denunce contro Weinstein? “Le notizie oggi assumono una portata mondiale già dopo i primi istanti dopo la pubblicazione. Le smentite possono passare spesso in sordina. Non ho abbastanza elementi per valutare la validità delle accuse contro Asia Argento. Se davvero ha pagato 380 mila euro per comprare il silenzio di Jimmy Bennett, posso dire che non è stato un buon investimento”.

Pensa che alla fine cambierà qualcosa, nel mondo dello spettacolo, dopo tutta questa tempesta?

Il mondo cambierà quando le donne siederanno maggiormente nei posti di potere. Questo vale per tutti gli ambiti lavorativi. A quel punto si sconvolgeranno tutti gli equilibri, ma non possiamo sapere aprioristicamente se sarà un mondo migliore”. I suoi consigli alle ragazze che si avvicinano ai primi provini. Affrontare le prove e i colloqui con ironia, senza pensare che a quell’occasione non ne possano seguire altre. Non c’è una sola ultima spiaggia, basta cambiare orizzonti. Perfezionarsi e mettersi sempre in gioco con umiltà tenendo sempre al miglioramento. Cercare di avere un peso nella misura in cui si vuole pesare. Non farsi travolgere dal disfattismo corale che spesso contorna chi si approccia per la prima volta al mondo del lavoro.

Nel Tigullio e nel Golfo Paradiso lei è molto amata. Che legame conserva con la sua terra?

Io sono nata a Genova ma ho trascorso la mia infanzia e giovinezza a Loano. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Giuridiche a Genova, sono approdata a Roma, dove ho intrapreso la strada dello spettacolo e ho avuto la fortuna di iniziare subito con la Tv di stato. Ho sposato un genovese e quindi attualmente vivo fra Loano e il Golfo Tigullio, dove nascerà anche il mio bimbo a dicembre. Proprio perché amo la Liguria e le mie origini, ho deciso di farlo nascere e crescere qui, dove abbiamo la fortuna di disporre di un clima meraviglioso e di paesaggi unici.

I suoi prossimi impegni televisivi?

Ho deciso di prendermi una pausa perché sono quasi al settimo mese di gravidanza e non voglio rischiare la mia salute e quella del mio piccolo continuando a viaggiare come ho sempre fatto. Da fine febbraio / marzo conto di tornare sul piccolo schermo, appena il mio bimbo potrà venire con me, ma tornerò in un nuovo ruolo. Ho trascorso gli ultimi 4 anni nella grande squadra di ‘Mezzogiorno in famiglia’, a cui devo moltissimo e sicuramente ho un bellissimo bagaglio di esperienze televisive da portare in nuovi programmi.

Scriverà altri libri?


Prima della gravidanza ero al lavoro su un nuovo saggio, ma poi si sono accavallati molti impegni e qualche difficoltà di poterli portare a termine tutti data la mia condizione. Ho lavorato su Raidue fino a giugno e condotto un’estate di eventi in tutta la Liguria. Sicuramente riprenderò a scrivere a novembre, quando sarò a casa per la maternità.

Da ligure, che effetto le ha ha fatto la tragedia del Ponte Morandi? Ci passava spesso?

Ci sono sempre passata per andare all’Università, per lavoro e per andare a trovare la mia famiglia. Come moltissimi liguri, anche il sabato prima della tragedia ero su quel ponte. Il crollo del Ponte Morandi ha tagliato le certezze di vivere al sicuro, ha diviso in due una città che era in grande ripresa, spezzato delle vite innocenti in modo atroce. Ora passandoci di lato si sente il respiro di un silenzio che racconta tutto e in quei 200 metri di vuoto si affollano le paure di tutti coloro che avrebbero potuto esserci.

Alberto Bruzzone

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