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Attualità | martedì 16 ottobre 2018, 14:17

Autostrade contro La Repubblica: "Valori di verifica travi non indicavano la sicurezza del ponte"

Per l'azienda i valori indicano solamente quale sarebbe il margine di sicurezza con l’applicazione delle norme entrate in vigore nel 2008

Autostrade contro La Repubblica: "Valori di verifica travi non indicavano la sicurezza del ponte"

Nuovo comunicato di Autostrade per l'Italia in cui  l'azienda precisa alcune questioni sollevate dal quotidiano La Repubblica. Per l'ente gestore delle autostrade italiane non esistevano noti elementi di rischi strutturale per il ponte Morandi.

"In merito a quanto riportato oggi dal quotidiano La Repubblica sui valori di verifica delle travi del viadotto Polcevera, definiti “inaccettabili” dalla Commissione di inchiesta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti perché ritenuti inferiori al livello di sicurezza del Ponte, le strutture tecniche di Autostrade per l'Italia ribadiscono nuovamente che tali valori non indicavano in alcun modo il livello di sicurezza del Morandi. I dettagli contenuti nella tabella Sp002 citata dall’articolo – peraltro noti e trasparentemente inseriti nella documentazione del progetto di retrofitting, accessibile a Ministero e Provveditorato e da questi valutata positivamente - indicano solamente quale sarebbe il margine di sicurezza con l’applicazione delle norme entrate in vigore nel 2008", scrive Autostrade.

"Norme che hanno stabilito nuovi criteri di valutazione che, essendo molto diversi da quelli precedenti, non sono cogenti ma da considerare solo in caso di nuovi progetti o di pesanti interventi strutturali. Peraltro nella documentazione del progetto di retrofitting, che prevedeva l’allineamento alle nuove norme del 2008, era chiaramente indicato che il margine di sicurezza del Ponte Morandi, calcolato con le norme dell’epoca, era pari a circa 1, a dimostrazione della confermata sicurezza dell’infrastruttura - si legge ancora nella nota stampa - La nuova normativa sulle tecniche di costruzione si applica soltanto ai progetti definitivi che nel 2008 non erano ancora stati approvati dalla Conferenza dei Servizi. La normativa non è, dunque, retroattiva. Diversamente andrebbe abbattuta e ricostruita la gran parte degli edifici delle città italiane e delle infrastrutture presenti oggi nel nostro Paese".

"Per quanto riguarda invece la presunta inadeguatezza delle attività di monitoraggio eseguite da SPEA, è opportuno evidenziare che esse sono basate su metodologie previste dalla legge, applicate costantemente in Italia a partire dal 1985 e ripetutamente condivise – l’ultima volta nel 2017 - con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - conclude il gruppo Autostrade - Un voto di 43, secondo il manuale d’uso in vigore in SPEA e noto ad Autostrade per l’Italia, indica un’opera “da segnalare” ma senza deterioramento della capacità portante, con suggerimento di programmare un intervento da realizzare a medio-lungo termine. Questa indicazione era stata recepita nel progetto di retrofitting, approvato dal Ministero, nel quale tutte queste informazioni erano contenute in modo trasparente".

RG

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