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Cronaca | giovedì 08 novembre 2018, 16:34

Multedo, il sottopasso ancora allagato: traffico in tilt

Intervento dell’autospurgo per la terza volta in due giorni. Avvenente: “Servono soluzioni strutturali”. Multedo per l’Ambiente, intanto, convoca un’assemblea pubblica e scrive ai consiglieri di Tursi: “Chiediamo di riaprire il discorso sullo spostamento dei depositi costieri”

Multedo, il sottopasso ancora allagato: traffico in tilt

Multedo ritrova la sua piscina. Lo fa con incredibile puntualità, ogni volta che piove. Perché qui non si sta parlando del glorioso impianto intitolato a Nico Sapio, nel quale si allenarono fior di campioni del nuoto, tra cui la bravissima Paola Cavallino, per i colori del Multedo 1930. No, questa è una storia assolutamente diversa. E molto meno bella. Il problema è sempre in via Pacoret. Oltre all’incrocio pericoloso e i camion spesso contromano, in questi ultimi giorni il sottopasso che conduce da via dei Reggio all’Aurelia è rimasto chiuso ripetutamente a causa di copiosi allagamenti.

Martedì l’autospurgo è intervenuto alla mattina, liberando la sede stradale dall’acqua. Poi, è stato necessario un nuovo intervento, molto più radicale, durante la serata. E questa mattina stessa scena: il semaforo rosso che avverte circa la chiusura della strada e il traffico in uscita dall’A10 deviato, insieme a quello proveniente dal centro della città, sotto il minuscolo voltino della ferrovia, che è stato rimesso in sicurezza da pochissimo tempo. Almeno quello funziona. Ma certamente non basta a garantire una mobilità degna di questo nome. Ora, se l’autospurgo è arrivato per tre volte nel giro di due giorni, senza contare tutti i precedenti dello scorso anno, significa che c’è qualcosa che non va. E non va non sull’immediato, bensì a livello strutturale.

I residenti di Multedo, di fronte all’ennesimo problema e alla milionesima ‘dimenticanza’ da parte delle istituzioni, sono furibondi. Quel sottopasso che si allaga, infatti, rappresenta l’unica via di fuga verso il mare, in caso di emergenze. E il quartiere, considerato a rischio incidente rilevante per la presenza dei depositi costieri di materiale infiammabile, dovrebbe poter disporre di queste ‘scappatoie’ in maniera perfetta, senza se e senza ma. Senza laghi di sorta, semafori rossi, autospurghi o pattuglie di vigili a deviare il traffico dentro un imbuto di voltino. La situazione, come sempre, ha due aggettivazioni ricorrenti da queste parti: annosa e grave, grave e annosa. L’ordine non importa, la sommatoria sì. Ed è preoccupante.

Mauro Avvenente, consigliere comunale ed ex presidente del Municipio VII Ponente, è stato molto attivo in questi giorni, per sensibilizzare sulla questione. “Ho scritto - informa l’esponente del Partito Democratico - una segnalazione all’ingegner Pinasco del Comune di Genova. E’ chiaro che qui occorre un lavoro molto più approfondito rispetto alle pompe degli autospurgo. Stiamo parlando di un’arteria fondamentale per il traffico non solo di Multedo. Non è possibile che ci siano tutti questi problemi ogni volta che piove un po’ di più”.

Intanto, il Comitato Multedo per l’Ambiente, a proposito di questo e dei molti altri temi aperti su Multedo, organizza per la prossima settimana un’assemblea pubblica. Appuntamento mercoledì sera, alle ore 21, presso la sede del Comitato, in via Ronchi 23. “Chiediamo ai cittadini di partecipare - affermano i membri del direttivo - per scambiarci informazioni ed idee al fine di prepararci ai due incontri istituzionali di venerdì 16 novembre. Il primo con l'assessore Campora e con i funzionari di Amiu circa la messa in esercizio di un parcheggio di mezzi leggeri di Amiu in via dei Reggio alta. Coglieremo l'occasione per rappresentare la necessità di opere di pulizia in viale Villa Chiesa, via Antica Romana e altre criticità del quartiere”.

Quanto al secondo vertice, Multedo per l’Ambiente informa che “sarà con gli assessori Balleari e Garassino, oltre che con i funzionari di Autostrade per l'Italia, circa l’interdizione di uscita dal casello di Pegli di mezzi pesanti di altezza superiore a metri 3,5. Chiederemo anche di accelerare l’installazione delle telecamere di sorveglianza”. Tra le altre azioni intraprese, pure una riguardante il possibile spostamento dei depositi costieri da Multedo.

Il sindaco Bucci si era preso pubblicamente questo impegno, parlando in più sedi e in più occasioni di ‘delocalizzazione’. “Alcuni giorni fa - scrive Multedo per l’Ambiente - abbiamo inviato a tutti i capigruppo del Consiglio Comunale di Genova e al sindaco una richiesta di convocazione di una commissione ad hoc per la delocalizzazione dei depositi costieri, per permettere al sindaco di onorare la sua promessa di avere una decisione per la fine dell'anno. Avrete notato che negli scorsi due mesi non abbiamo fatto pressione sulle istituzioni. Comprenderete e condividerete la nostra decisione di non distrarre attenzione ed energie per la risoluzione di emergenze create dal crollo del Ponte Morandi. Abbiamo preferito defilarci momentaneamente per il rispetto dei cittadini e dei Comitati di coloro che sono stati direttamente colpiti. Ora abbiamo deciso di riportare l'attenzione sui bisogni di Multedo”.

La lettera, pervenuta ai vari capigruppo di Tursi, spiega: “Lo scorso marzo il nostro Comitato Multedo Ambiente aveva organizzato un incontro tra istituzioni, cittadini e imprenditori sulla delocalizzazione dei depositi costieri da Multedo. Unanime era stato l'intento di procedere all’eliminazione del rischio per l’incolumità e per la salute dei cittadini. Successivamente il sindaco si era ripromesso di decidere sulla nuova destinazione, compatibile con la sicurezza e con la tutela dei posti di lavoro e delle ricadute economiche, entro la fine dell’anno. Poiché la data è ormai vicina e il processo decisionale del sindaco sarà probabilmente basato sui pareri del Consiglio Comunale, chiediamo che venga al più presto calendarizzata una commissione”. E il comitato ricorda il proprio diritto “a chiedere attenzione sulla risoluzione di un problema che continua a peggiorare e che non trova riscontri risolutivi da parte della magistratura, nonostante le denunce di possibili gravi episodi di inquinamento”.

Alberto Bruzzone

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