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Cultura | venerdì 09 novembre 2018, 15:28

Il fascino antico e magico della liuteria che si respira a Genova

Siamo stati in uno dei laboratori di liuteria di Genova, quello di Gianmaria Assandri, che ci ha mostrato come si riparano e realizzano gli strumenti a corde secondo l'antica arte della liuteria. E a sorpresa Maurizio Less ci ha suonato una viola da gamba (VIDEO)

Il fascino antico e magico della liuteria che si respira a Genova

A Genova ci sono tanti musicisti. Ma pochissimi liutai: si contano sulle dita di una mano. Mestiere artigianale e antico, il loro, che affonda le proprie origini nel ‘700 e sembra essere in via d’estinzione, tanto che in Italia ci sono alcune scuole - nessuna in Liguria - i cui allievi, però, vengono a fare pratica e imparare anche da lui. Si tratta di Gianmaria Assandri, che da più di dieci anni ha aperto il laboratorio in Centro Storico, dopo essere stato il cosiddetto “garzone di bottega” di un altro Maestro liutaio, Federico Lowenberger, cui ha dedicato il proprio logo. Infatti Gianmaria, è un ex poliziotto con la passione per la chitarra, che al suono delle sirene delle volanti ha preferito quello degli strumenti a corda.

Quando si entra nel laboratorio di Salita Pallavicini ci si accorge di essere in un luogo dall’atmosfera che sembra di un tempo rimasto sospeso, tra i trucioli a terra, musica classica di sottofondo, violini di ogni dimensione appesi alle pareti, ponticelli di contrabbasso che pendono dal soffitto, e un’infinità d’attrezzi: “Non so neanche quanti ne ho, sono tantissimi e tutti qua: a casa non mi è rimasto neanche un cacciavite!” esclama ridendo. È proprio con quegli strumenti del mestiere – che si è mantenuto quasi invariato da secoli – che, con perizia rara, ridà vita, ma soprattutto suono, a strumenti che altrimenti resterebbero muti e inutilizzabili.

È un maestro del cesello Gianmaria, non solo abile tecnicamente, perché sono vere e proprie sculture quelle che realizza per decorare gli strumenti che crea con ogni tipo di legno disponibile – e intanto mi ricorda, scherzando, che la pronuncia corretta del legno che ha in mano è pioppo con la ‘o’ chiusa –. Il suo lavoro, infatti, è quello di occuparsi di ogni genere di strumento a corda, dal violino alla viola al contrabbasso, attraverso le riparazioni, ma anche la creazione di nuovi – il che richiede moltissime ore di lavoro, fino a 500 per un contrabbasso, stando in laboratorio ogni giorno per 12 ore - e il restauro di quelli antichi.

Infatti mentre mi parla sistema un violino di circa trent’anni, ma mi spiega anche che “spesso i genitori mi portano ad accordare la chitarra dei figli, cosa che dovrebbero imparare a fare da soli. Chiaramente per me questo è poco remunerativo: una volta ne ho accordata una e sono stato pagato con cantucci e vin santo. Ma toscani, quindi molto buoni!”.

A Gianmaria piace scherzare, è ironico e mette subito a proprio agio; infatti nel laboratorio ci sono spesso amici musicisti, come Maurizio Less, direttore artistico dell’Accademia degli Imperfetti, che danni studia e insegna musica antica, che ci ha concesso di suonarci una viola da gamba.

Ma attenzione, appeso al muro c’è un decalogo, aggiornato di continuo, in cui sono indicate le parole vietate: già che siete lì, non pronunciate “già che sei lì” o "chitarra industriale":  altrimenti tornerete a casa senza strumento accordato!

 

 

Medea Garrone

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