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Cronaca | sabato 10 novembre 2018, 18:00

Sestri, riaperto per metà il ponte di via Giotto

I veicoli in arrivo da via Chiaravagna possono finalmente girare a destra: un primo passo avanti verso una parziale decongestione del traffico. Bernini: “La seconda parte dell’opera è legata al completamento del lotto 10 della strada a mare”

Sestri, riaperto per metà il ponte di via Giotto

In via Giotto a Sestri Ponente la situazione della viabilità sta lentamente migliorando. I progressi rispetto alle code infinite delle scorse settimane sono stati garantiti da una primissima, seppur parziale, riapertura del ponte sul torrente Chiaravagna, che collega la stessa via Giotto  con via Hermada. Uno snodo rimasto preluso e di cui si è sentita la mancanza, ancor di più dopo la caduta del Ponte Morandi, con tutto il traffico proveniente da via Chiaravagna e in parte anche da Borzoli deviato all’incrocio con via Siffredi.

La realizzazione del nuovo ponte, che è andata avanti con notevole ritardo, non può ancora dirsi completa, ma intanto questo primo passo dà segni evidenti di decongestione, insieme alla riapertura di una metà di viale Canepa a doppio senso di marcia. Si va avanti verso la normalità, almeno per quanto riguarda la delegazione di Sestri. Mentre tutto ciò che riguarda il casello autostradale e le conseguenze della caduta del ponte sul Polcevera dureranno, purtroppo, per moltissimo tempo.

Stefano Bernini, consigliere comunale del Partito Democratico ed ex presidente del Municipio VI Medio Ponente si era interessato alla questione attraverso un’interrogazione a risposta immediata in sala rossa: “I lavori per questo nuovo ponte si sono protratti troppo, poi è successa la sciagura del Ponte Morandi e i ritardi si sono sentiti ancora di più. Ora che sono stati completati i sottoservizi, una prima corsia è stata aperta. Le auto, arrivate in fondo a via Chiaravagna, possono girare finalmente a destra, per prendere via Hermada e quindi le direzioni ponente e levante oppure per entrare dentro Sestri attraverso piazza Aprosio. E’ un piccolo passo. Lo hanno chiesto a gran voce gli automobilisti ma anche i commercianti, perché questa zona stava diventando ‘morta’”.

Quanto alla seconda parte del ponte, “i lavori - spiega Bernini - inizieranno quando la situazione della viabilità in zona strada nuova sarà migliore. Ovvero quando sarà completato il lotto 10, quello che prevede la rampa da via Guido Rossa direttamente al casello di Genova Aeroporto. A quel punto, il ponte di via Giotto potrà essere nuovamente chiuso e completato. Dal momento di ripresa dei lavori, occorreranno circa due mesi per finire anche il secondo tratto”. La tempistica è quindi legata a quella del cantiere ‘principale’ sul tratto dell’Aurelia verso Cornigliano. Le prime due rampe, una per senso di marcia da e verso il casello autostradale, dovrebbero arrivare entro il 30 novembre. Ma il condizionale è d’obbligo, anche perché direttamente legato alle condizioni meteo.

Intanto, nei giorni scorsi si è parlato in consiglio comunale pure di un’altra importante opera di cui si discute - e si sogna - da anni: la cabinovia per collegare la stazione ferroviaria di Genova Sestri Ponente con il polo tecnologico degli Erzelli. Un progetto che è stato studiato dall’Università di Genova. Proprio la Facoltà di Ingegneria, dopo anni di rinvii, è pronta a traslocare sulle colline tra Sestri e Cornigliano.

Il consigliere di Forza Italia Guido Grillo ha chiesto notizie in merito, anche a seguito dell’incontro svoltosi ai primi di ottobre a Palazzo Tursi tra l’amministrazione comunale, il management della società Erzelli, Aeroporto, Rete Ferroviaria e i tecnici della mobilità del Comune di Genova per fare il punto sulla realizzazione di una monorotaia o una funicolare.

Stefano Balleari, vicesindaco e assessore alla Mobilità del Comune di Genova, ha dato le ultime informazioni: “La scorsa primavera abbiamo affidato al Ditem dell’Università uno studio comparativo su tutti sistemi di collegamento possibili fra Sestri Ponente e gli Erzelli, visto che nel 2023 si trasferirà l’Università e poi un ospedale. Il miglior sistema di collegamento è risultato essere quello della monorotaia. Il 3 di ottobre durante l’incontro abbiamo concertato un percorso che preveda un’intermodalità completa che includa l’aeroporto, la stazione ferroviaria e la collina di Erzelli”.

Alberto Bruzzone

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