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Cronaca | 23 novembre 2018, 16:18

Multedo e Palmaro, arriva uno studio sull’inquinamento

L’Asl intende condurre un’analisi epidemiologica incrociando i dati dell’Ist, dopo anni di solleciti da parte del Municipio. Intanto il Comitato di Quartiere di Multedo scrive una lettera di fuoco alle istituzioni: “Non siamo di serie B, siamo pronti a proteste eclatanti”

Multedo e Palmaro, arriva uno studio sull’inquinamento

Inquinamento a Ponente e ripercussioni sulla salute dei cittadini, finalmente arriva uno studio epidemiologico. E’ una notizia importante, perché oltre all’elemento di novità qui si sta parlando di una vera e propria conquista.

Una procedura che i residenti dei quartieri di Multedo e di Palmaro, i più interessati da emissioni e dall’impatto ambientale dovuto alla presenza dei porti (rispettivamente petroli e container) e dei depositi di materiale chimico (Multedo), chiedono con forza da anni, supportati dai comitati, dai rappresentanti dei cittadini nel Municipio VII Ponente, da mozioni, interpellanze e qualsivoglia iniziativa ufficiale atta a smuovere le acque, a rompere il silenzio, a capire cosa sta accadendo, quale aria si sta respirando, quanto certe zone ormai compromesse da un’industrializzazione selvaggia siano più o meno vivibili. E quale sia la soglia. L’intenzione di compiere uno studio epidemiologico è portata avanti dall’Asl. Ne ha dato comunicazione, proprio ieri, il presidente del Municipio VII Ponente Claudio Chiarotti, in occasione della seduta del consiglio municipale.

L’Azienda Sanitaria Locale ha deciso di muoversi sulla base di una serie di mozioni che sono state approvate dal ‘parlamentino’ di piazza Gaggero a Voltri, ma anche a seguito di un’apposita commissione regionale sul tema. In quest’ultima, in particolare, era stato evidenziato come, osservando i tassi di mortalità delegazione per delegazione, le cifre variavano verso l’alto proprio nei quartieri di Multedo e Palmaro.

Sono statistiche che vanno oltre il crudo dato numerico. E che non possono non allarmare. “Lo studio - afferma Massimo Currò, consigliere municipale del Movimento 5 Stelle - verrà effettuato incrociando i dati dell'ex studio di San Martino dell’IST con rilevamenti ambientali che verranno fatti appositamente”. Dovrebbe esserci la possibilità di fotografare la situazione nel più piccolo ambito possibile, andando oltre al quadro di quartiere per quartiere, per arrivare a quello di sestiere per sestiere.

“Notizia bellissima, ottimo risultato - commenta Filippo Bruzzone, consigliere municipale di A Sinistra - Dopo un anno di proposte e lotte abbiamo ottenuto, anche grazie alla battaglia portata avanti dal Municipio, uno studio epidemiologico fatto da Asl 3 per Palmaro e Multedo. Avremo finalmente uno studio serio che ci permetterà di capire quali siano i problemi di salute del nostro territorio e da lì intraprendere azioni che migliorino la vita dei cittadini”.

E’ un passo in avanti importante, in un mare d’indifferenza, promesse non mantenute, silenzi, reticenze: situazioni che il Ponente sconta da sempre, storicamente. E che hanno spinto l’Associazione Comitato di Quartiere di Multedo a scrivere, nei giorni scorsi, un’accorata e arrabbiata lettera alle istituzioni. Come dire: e venne il giorno in cui i multedesi s’inquietarono leggermente. Anzi, per citare un vecchio film degli anni Ottanta, ‘s’incazzarono come belve’. La missiva è stata indirizzata al ministro Costa, al viceministro Rixi, al governatore Toti, al sindaco Bucci, agli assessori di Tursi Campora e Vinacci, ai parlamentari liguri Bruzzone e Traversi, al presidente del VII Ponente Chiarotti, ad Asl e Arpal.

Ma, cosa principale, grazie al lavoro e all’impegno dei membri del comitato multedese, il testo è stato condiviso e firmato da un ricco numero di realtà e associazioni: Arciconfraternita SS. Nazario e Celso, A.S.D Multedo 1930, Comitato di Via Cassanello, Comitato Liberi Cittadini di Certosa, Comitato Lungomare Canepa, Comitato Palmaro, Comitato Pegli Bene Comune, Comitato San Biagio, Comitato Spontaneo cittadini Borzoli e Fegino, Comitato Val Varenna, Società operaia Cattolica San Luigi, Gruppo Facebook Meno rumore, meno fumo, più lavoro da porto Pra’. I cittadini insistono su alcuni concetti: “Sabato 3 novembre, l’aria del quartiere di Multedo è stata per l’ennesima volta ammorbata da miasmi riportabili a gas e alla movimentazione di prodotti petrolchimici/petroliferi. L’aria era irrespirabile. Quanto avvenuto non è un evento isolato, ma solo l’ultimo di una serie infinita di eventi inquinanti che da decenni contaminano l’aria del nostro quartiere. Le istituzioni locali, negli anni, ci hanno di fatto abbandonati a una difficile e complessa convivenza con realtà industriali impegnate in attività spesso insalubri e pericolose per la sicurezza dei cittadini”.

I residenti, supportati dalle altre realtà attive sul territorio del Ponente, ricordano come “conviviamo con ben quattro realtà a Rischio Incidente Rilevante, distanti poche decine di metri l’una dall’altra e tutte nel mezzo del centro abitato, comprese scuole ed edifici pubblici. Sono circa 30 anni che comitati e realtà associative denunciano eventi inquinanti preoccupanti, senza esser mai stati ascoltati. Un muro di gomma che ha dell’incredibile. Mail, telefonate, esposti alla Procura, segnalazioni agli enti competenti, che non si degnano neanche di rispondere. Questa è la storia del nostro quartiere. Un quartiere inascoltato da sempre, come se qui vivessero cittadini di serie B”.

Per questo la voce si leva alta: “Siamo seriamente preoccupati. Non sappiamo cosa respiriamo e cosa respirano i nostri figli. Le aziende con le quali siamo costretti a convivere continuano a rispondere sventolando certificazioni, ‘bollini blu’, ma Multedo, con tutto ciò che è costretta a sopportare, è la realtà contro la quale quel mondo fatto di di carte, certificazioni, spesso autocelebrative, va a sbattere. La nostra quotidianità è ormai caratterizzata dalla paura per la stretta convivenza con siti pericolosi e insalubri e dal degrado che inevitabilmente ne consegue. Il senso di impotenza nel quale le istituzioni ci hanno costretto a vivere in questi decenni è frutto di quella politica che sotto elezioni propone soluzioni, per poi sparire nel silenzio. Ci siamo sempre distinti per la nostra pazienza, per il nostro senso civico e per il rispetto delle istituzioni, ma siamo pronti a dimostrare, anche con azioni eclatanti, che qui non ci sono cittadini di serie B”. Chissà se la prospettiva dello studio epidemiologico servirà un minimo a calmare gli animi. O resterà l’ennesimo impegno soffiato in aria e scritto solo sulla carta?

Alberto Bruzzone

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