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Cultura | martedì 27 novembre 2018, 11:50

Dopo le mostre di Philadelphia e New York “Nenne Sanguineti Poggi, un’artista senza confini” è arrivata a Genova

Apprezzata dal pubblico americano l'artista savonese, scrittrice, pittrice e sorprendente autrice di decorazioni dei più importanti monumenti in Eritrea ed Etiopia, è stata presentata l’autobiografia, le opere e il film sulla sua vita piena di colori

Dopo le mostre di Philadelphia e New York “Nenne Sanguineti Poggi, un’artista senza confini” è arrivata a Genova

È stata inaugurata ieri lunedì 26 novembre alle 17,00 alla Biblioteca Lercari in Villa Imperiale di Genova l’ultima mostra sull’artista Nenne Sanguineti Poggi. Nata a Savona in una nobile famiglia di intellettuali e storici (come il nonno paterno Vittorio Poggi etruscologo sovrintendente del Museo Archeologico di Firenze) fu pittrice, mosaicista, ritrattista e disegnatrice talentuosa, ma anche scrittrice e giornalista, inviata speciale dell'ONU.

“Una donna a tutto tondo” sottolineano Vincenzo e Deborah Sanguineti, rispettivamente figlio e nipote dell’artista “nata nel 1909 e vissuta oltre 100 anni, tra Africa e Italia, al di fuori degli stereotipi e delle convenzioni sociali del suo tempo. Dopo la mostra di Philadelphia del 2016, l’ultima mostra a New York al El Barrio’s Artspace PS109 è stata l'occasione per saldare collaborazioni con Istituzioni importanti che hanno riconosciuto il valore di questa artista come NOIAW, Wolfsoniana, Rye art Centre, Politecnico di Milano e Archivio dell’architetto Mezzedimi, con cui Nenne Sanguineti ha realizzato diverse opere”.

Dice Arianna Cesarone Assessore alla cultura del Municipio Bassa Val Bisagno di Genova “Come istituzione, è un grande privilegio e onore ospitare finalmente in Italia questa mostra-evento dedicata a una donna e un'artista "senza confini” con anche la presentazione dell’autobiografia, proiezione del film sulla sua vita”.

“Dopo le mostre di Philadelphia e New York, che abbiamo progettato e promosso per valorizzare e ricordare una figura di primo livello della cultura e dell’arte italiana, conosciuta, apprezzata e celebrata in Africa, di recente scoperta dal pubblico americano, comincia oggi una nuova promozione in Italia. Una figura eclettica e geniale, con una personalità, che emerge anche dalla sua autobiografia: Di che colore dipingersi che abbiamo ripubblicato proprio l'anno scorso con l'editore SAGEP" dice Monica Brondi che da anni cura gli allestimenti e la comunicazione dell’artista.

All’inaugurazione era presente anche l’arch. Nelly Cattaneo Dottoranda di Ricerca in Conservazione dei Beni Architettonici del Politecnico di Milano: “Il titolo “un’artista senza confini” è davvero ciò che meglio permette di catturare tutte le dimensioni di Nenne Sanguineti Poggi, anche per gli ambiti pertinenti ai nostri studi all’interno del Politecnico di Milano, che riguardano le architetture di Asmara e i suoi spazi urbani.” E aggiunge “Non è azzardato ritenere che l’essere ligure abbia avuto un ruolo, piccolo o grande che sia, nell’atteggiamento “senza confini” di Nenne Sanguineti Poggi. Del resto le caratteristiche storicamente riconosciute ai liguri di proiettare il proprio campo di azione in luoghi ancora da scoprire, e di anticipare nuove direttrici economiche e commerciali, e nel nostro caso artistiche, appartengono sicuramente all’artista. Le stesse caratteristiche sono testimoniate dall’intera vicenda coloniale italiana nel Corno d’Africa, che infatti ha sancito un legame speciale tra Liguria ed Eritrea, legame che inizia con l’inizio stesso dell’avventura coloniale italiana (basti menzionare il ruolo di Rubattino e Sapeto, o figure come Padre Giovanni Stella prima, Salvago Raggi e Cavagnari più avanti) e che si protrae pienamente fino all’esperienza artistica di Nenne Sanguineti Poggi".

Mosaicista di talento, l’imperatore Hailé Sellassié le commissionò per il governo etiopico diversi lavori per opere pubbliche in varie città dell’impero che realizzò in mosaico, ceramica, guazzo ed altorilievo in cemento anche per clienti privati. Negli anni 1950 dipinse in Eritrea e in Etiopia pitture ad olio di stile post-impressionistico: paesaggi, figure, scene di vita locale catturate dal vero. Espose in diverse mostre personali ad Asmara e Addis Abeba, che furono anche inaugurate da ambasciatori d'Italia, dalla regina Giuliana d’Olanda e dalla figlia dell'imperatore, la principessa Tenagnework.

Il critico Luca Pietro Nicoletti ha approfondito la ricerca storico-artistica su Nenne Sanguineti Poggi: “La sua esperienza” dice “sollecita spunti di riflessione, fra loro interconnessi, su un complesso ventaglio di problemi di carattere prettamente visivo quanto di storia sociale dell’arte. Da una parte, infatti, il dato anagrafico e una breve sinossi biografica mostrano dei caratteri di eccezionalità: in una generazione parca di donne artiste, e ancor più di artiste che abbiano ricevuto incarichi e commesse pubbliche di un certo rilievo, il suo è un caso non comune. In una stagione in cui il rapporto delle donne con la produzione artistica segue sentieri tortuosi, alla ricerca di un proprio spazio di autonomia espressiva, Nenne Sanguineti Poggi non fatica ad accreditarsi all’interno della comunità artistica e a ritagliarsi un ruolo di primo piano in quei cruciali trent’anni della sua vita trascorsi nel Corno d’Africa".

All’inaugurazione è interventa anche la grafologa Maria Teresa Morasso che ha realizzato il profilo grafologico dell’artista e grazie alla presenza di Sagep Editori è stato possibile acquistare la nuova edizione dell’autobiografia “Di che colore dipingersi?”.

La mostra è promossa da Franco Parisi, curatore della Galleria e della collezione italiana delle opere di Nenne Sanguineti Poggi (www.nennesanguinetipoggi.com) e Punto a Capo comunicazione che ne ha curato il catalogo e l'immagine, in collaborazione con l’Associazione Visioni, l'Associazione Qui Arte, Galleria d’arte del Cavallo, con il Patrocinio del Municipio 3 di Genova Bassa Val Bisagno.

Redazione

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