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Cronaca | martedì 04 dicembre 2018, 07:27

Maglio 3 e ’ndrangheta: se ne parla a Pegli con Libera

Mercoledì l’incontro in Municipio, in via Pallavicini, a pochi metri da dove venne arrestato Onofrio Garcea, uni dei vertici della ‘locale’ genovese. Tra i relatori, Pio Macchiavello, che ha curato i due gradi d’appello del famoso processo

Maglio 3 e ’ndrangheta: se ne parla a Pegli con Libera

‘Pare che Genova è ‘ndranghetista’: una dichiarazione provocatoria, ma in fondo non troppo. Perché è stato proprio il processo denominato Maglio 3 a dimostrare che la criminalità organizzata nella nostra città e nella nostra regione è purtroppo ben radicata e opera attivamente sul territorio. E’ sempre bene, quindi, tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica su questi temi, perché è proprio dove si spegne l’interesse, dove non si denuncia, dove cala il buio della buona politica e del libero confronto che le mafie di ogni tipo attecchiscono.

Da oggi e sino al prossimo 9 dicembre, in tutta la Liguria, spazio alle iniziative del ciclo ‘LiberaIdee’, ovvero un viaggio per conoscere, allargare la rete, rinnovare l’impegno civile contro le mafie e contro la corruzione.

Gli appuntamenti sono organizzati da Libera, con il patrocinio del Comune di Genova. Un incontro, in particolare, riguarderà il Municipio VII Ponente. Si svolgerà mercoledì prossimo (5 dicembre), alle ore 18, presso la Sala Consiliare del Municipio di Pegli, in via Pallavicini 5.

A parlare di mafie, ma anche del fatto che a Genova c’è una città fatta di attivismo, di fiera cultura avversa alla criminalità e di buone pratiche nei quartieri, sarà Pio Macchiavello, già sostituto procuratore generale di Genova. Insieme a lui interverranno Antonio Lijoi e Valentina Lari, entrambi dell’Osservatorio ‘Boris Giuliano’ sulle mafie in Liguria, e Carlotta Farina di Libera Genova. Previsti i saluti iniziali da parte del presidente del Municipio VII Ponente, Claudio Chiarotti.

Per una strana coincidenza del destino, via Pallavicini, sede del distaccamento pegliese del VII Ponente, è la stessa via in cui, il 21 dicembre del 2010, venne arrestato il superlatitante della ‘ndrangheta Onofrio Garcea, mentre si trovava all’interno di un esercizio commerciale, all’angolo con via Opisso. “Congratulazioni, questa volta mi avete beccato - furono le prime parole di Garcea - Avrei preferito passare il Natale in famiglia, ma non sarà così”. A riconoscerlo, facendo scattare la cattura, era stato il carabiniere di quartiere Roberto Fontana. Garcea, di recente condannato a sette anni e nove mesi dalla prima sezione penale della Corte d’Appello di Genova, è considerato uno dei vertici della ‘locale’ genovese, insieme all’ex fruttivendolo del quartiere di San Fruttuoso Domenico ‘Mimmo’ Gangemi.

“L'evento - affermano gli organizzatori di Libera - si pone all'interno del viaggio di ‘LiberaIdee’, un percorso che promuove la responsabilità contro le mafie e la corruzione tramite una ricerca sociale su scala nazionale che è stata svolta dai volontari dell'Associazione Libera e che questa settimana, dal 3 al 7 dicembre, verrà illustrata in occasione di diversi eventi, incontri e banchetti in tutta la città. Questo incontro è nato dall'idea di portare nel quartiere di Pegli il tema della presenza della criminalità organizzata di tipo mafioso, in particolare ’ndranghetista, presente sul territorio genovese. Ne parleremo con Pio Macchiavello, già sostituto procuratore generale presso il Tribunale di Genova, che ha curato i due gradi d’appello di ‘Maglio 3’, il primo e più complicato processo per associazione di tipo mafioso che ha conosciuto la nostra regione”.

Tra i promotori dell’incontro c’è Filippo Bruzzone, consigliere municipale di A Sinistra e sempre molto attivo e impegnato sul territorio: “Questo evento è fondamentale per non abbassare mai la guardia su una piaga sociale come il fenomeno mafioso. Purtroppo tutto il territorio nazionale corre il rischio di esserne pervaso e quindi i cittadini e le cittadine devono avere gli strumenti per contrastarlo. Mi sono da subito reso disponibile a dare una mano e ho trovato accoglienza piena da parte di tutto il Municipio, a partire dal nostro presidente Chiarotti. Questa iniziativa si colloca nell’idea di far uscire certi eventi dal centro e portarli in tutta la città in una visione per cui Genova, da Vesima a Nervi, deve partecipare alla vita culturale della città”.

Il rapporto ‘LiberaIdee’, una ricerca sociale su 420 questionari pari al 4,1 del campione nazionale, è stato presentato questa mattina all’Università di Genova. Alla conferenza, aperta dai saluti della Scuola di Scienze Sociali e del Dipartimento di Giurisprudenza, hanno partecipato Anna Canepa (Direzione nazionale antimafia), Sandro Sandulli (Direzione investigativa antimafia Genova), Alberto Vannucci (Università di Pisa) e Stefano Padovano (Criminologo dell’Università di Genova).

Il fenomeno mafioso è percepito dal 76,7% degli intervistati come un fenomeno globale. Guardando alla presenza sul territorio, i liguri intervistati considerano la mafia un fenomeno marginale (33,3%) o comunque non socialmente pericoloso (24,5%). Appena tre intervistati su dieci considerano la mafia in Liguria preoccupante e socialmente pericolosa. Secondo i rispondenti, tra le attività principali della mafia in Liguria vi sono il traffico di stupefacenti (61,6%), la turbativa di appalti (29,1%) il lavoro irregolare (27,2%). Il controllo del gioco d’azzardo e delle sale gioco (16,7%) e lo sfruttamento della prostituzione (27%), meno diffusi nel campione nazionale, acquistano rilevanza in Liguria.

 

Alberto Bruzzone

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