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Sanità | martedì 04 dicembre 2018, 12:16

La denuncia di Usb sull'ospedale Galliera: "Inesorabile declino, voluto e creato ad arte"

Il sindacato: "Il padiglione C che potrebbe ospitare da anni i diversi reparti di degenza, però i pazienti non li trasferiscono! Hanno speso milioni di euro per ristrutturarlo e adeguarlo affinchè venisse utilizzato prevalentemente come reparti di ricovero, ma i pazienti non ci hanno mai pernottato"

La denuncia di Usb sull'ospedale Galliera: "Inesorabile declino, voluto e creato ad arte"

Il sindacato Usb ha diffuso un duro comunicato, con cui denuncia la situazione dell'ospedale Galliera; per il sindacato di base la struttura vive un "declino inesorabile" figlio di scelte sbagliate e dell "consapevole" intenzione di ridimensionare l'ospedale.

"All'inizio degli anni 2000 cambia radicalmente lo spirito e la “mission” che aveva contraddistinto l'Ente fino a quel periodo - si legge nella nota stampa di Usb - Finisce l'epoca del grande ospedale voluto dalla Duchessa e mantenuto da grandi luminari fino a quel periodo. Si ridimensiona il nosocomio che negli anni floridi aveva ottenuto il riconoscimento dell'Alta Specializzazione. Cambiano i vertici dirigenziali e subentra così la politica dei tagli, a partire dai posti letto (un taglio di oltre 100!) fino ai servizi. Contemporaneamente inizia l'era degli appalti e delle esternalizzazioni, con i mega appalti (cucina, mensa, pulizie e gestione calore) che causano un aumento esponenziale dei costi nel bilancio dell'Ente. Aumentano quindi i costi degli appalti, aumentano notevolmente le spese per le consulenze esterne e si inizia a parlare della costruzione del nuovo Galliera".

"A metà del 2005 cambia nuovamente il management e partono nuovi appalti e ulteriori consulenze esterne per lo studio e la fattibilità di un nuovo ospedale, altri milioni di euro che si aggiungono alle spese di un bilancio già “provato” - prosegue Usb - Partoriscono un primo disegno/progetto nel 2009, poi ne arriva un altro, spese su spese per un ipotetico nuovo ospedale. Aumentano pure le spese per gli incarichi legali affidati agli esterni. Si devono affrontare i numerosi contenziosi giudiziari avviati da diversi comitati, associazioni, e cittadini comuni che si oppongono alla cementificazione di una vasta area nella collina di Carignano. Nel frattempo, però, si investono decine di milioni di euro per ristrutturazioni e adeguamenti del Padiglione C (quello che ora verrà demolito per far spazio al nuovo ospedale!), una struttura all'avanguardia e tra le più moderne e sicure dell'intero nosocomio.Aumentano notevolmente anche i costi per i contenziosi legali avviati da decine di dipendenti che hanno subito violazioni di natura legal/contrattuale (mobbing, demansionamenti, mancate retribuzioni di lavoro straordinario ed altri abusi e sopprusi di ogni genere!). Nel corso degli anni le cronache giudiziarie hanno riempito intere pagine dei quotidiani locali".

"Sopra abbiamo accennato agli oltre 100 posti letto ordinari tagliati, nel frattempo, però, abbiamo assistito anche al trasferimento del servizio di Medicina della Procreazione, un'eccellenza Ligure che è stata accolta sapientemente l'Ospedale Evangelico Internazionale. Dal primo gennaio 2018 il servizio di Spedalizzazione Territoriale viene trasferito quasi in blocco (personale e auto di servizio) alla ASL 3 Genovese. Dal primo gennaio 2019 verrà trasferito definitivamente anche il Laboratorio di Genetica, un'altra significativa e prestigiosa perdita per il Galliera - si legge in conclusione del documento -A breve è previsto ancora un ridimensionamento con un piano di tagli dei posti letto (chiusura del reparto di Cure Intermedie e accorpamento ad altro reparto) che comporterà diversi accorpamenti tra i vari reparti.I continui tagli dei posti letto ordinari hanno causato delle ripercussioni anche sul pronto soccorso che è perennemente in sofferenza, spesso le attese sono interminabili e, in alcuni casi, le barelle con i pazienti sono stati posizionati nel corridoio all'ingresso della camera calda ostruendo pure le uscite di sicurezza! In questo contesto vengono bloccati pure i militi perchè non restituiscono in tempo le barelle in dotazione alle ambulanze.Le ricadute, per quanto sopra esposto, le subiscono quotidianamente i dipendenti e i pazienti/utenti, sono loro i soggetti che devono sopportare dei fatti assurdi e insensati. Infatti, oltre al costante sovraffollamento del pronto soccorso, a breve è previsto l'ennesimo ampliamento degli spazi, un'altra decisione assurda che provocherà ancora più disagi per gli utenti e sopratutto aumenterà lo stress e i carichi di lavoro per gli operatori! Inoltre, nei diversi reparti di degenza collocati nei padiglioni storici, i lavoratori operano in condizioni di estremo disagio perchè mancano i requisiti minimi di sicurezza antincendio (vie di fuga, compartimenti stagno, ecc.), mancano i confort necessari per assistere i pazienti, mancano adeguati impianti di condizionamento, mancano le persiane esterne che riparano dal freddo d'inverno e dall'eccessivo caldo in estate. Eppure c'è il padiglione C che potrebbe ospitare da anni i diversi reparti di degenza, però i pazienti non li trasferiscono! Hanno speso milioni di euro per ristrutturarlo e adeguarlo affinchè venisse utilizzato prevalentemente come reparti di ricovero, ma i pazienti non hanno mai pernottato in detti locali! Ora lo vogliono demolire per far spazio ad un nuovo ospedale, più piccolo, e con la metà degli attuali posti letto".

Redazione

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