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Cronaca | 09 dicembre 2018, 13:41

Il progetto ‘Staccapanni’ pronto ad arrivare nelle scuole

Cooperativa Emmaus intende collocare contenitori per il riciclo di indumenti presso gli istituti elementari, per insegnare ai bambini i valori del riuso e della solidarietà. Lorella Fontana (Lega): “Analoghe strutture pure nei Municipi e presso i centri civici”

Il progetto ‘Staccapanni’ pronto ad arrivare nelle scuole

Il progetto ‘Staccapanni’, nato negli anni scorsi per il recupero e il riuso degli indumenti usati, arriva nelle scuole elementari. L’iniziativa è stata presentata venerdì mattina a Palazzo Tursi, nel corso di una commissione consiliare congiunta che ha visto riunite la V (Territorio e Politiche per lo Sviluppo delle Vallate), la VI (Sviluppo Economico) e la VII (Welfare).

Erano presenti, insieme ai rappresentanti istituzionali: Giuseppe Armas (direttore della Cooperativa Emmaus di Genova che si occupa dell’erogazione del servizio), Gigi Borgiani (direttore della Fondazione Auxilium) e Franco Catani (condirettore di Caritas Genova). Il progetto ‘Staccapanni’, infatti, è nato nel novembre 2000 su iniziativa della Fondazione Auxilium e della Caritas Diocesana di Genova in collaborazione con Amiu. La gestione del servizio è svolta da Emmaus Genova. Lo ‘Staccapanni’ è stato appositamente studiato per promuovere la cultura del riciclo e della condivisione e incrementare la raccolta differenziata. Ma, specialmente negli ultimi periodi, sono stati sempre più frequenti gli episodi di manomissione e di rottura dei cassonetti. La commissione consiliare ha affrontato questo tema, fornito dati numerici e poi parlato dell’iniziativa che prevede di coinvolgere gli studenti più piccoli, all’insegna dei valori del riciclo e soprattutto della solidarietà.

“La raccolta di indumenti usati nelle scuole elementari - affermano i rappresentanti della Cooperativa Emmaus - è finalizzata a orientare ed educare il bambino all’acquisizione di abitudini e di comportamenti corretti per la promozione della raccolta differenziata degli indumenti in ambito domestico, al fine di renderlo maggiormente consapevole del valore del riuso”. Secondo Emmaus, “per raggiungere tale obiettivo, il progetto prevede il coinvolgimento attivo dei ragazzi e dei loro genitori nella selezione dei capi di abbigliamento, come abiti, scarpe e borse, usati ma ancora riutilizzabili. Prevede poi il loro conferimento, attraverso un apposito contenitore scolastico, studiato per motivare i bambini alle prassi di conservazione ambientale sotto forma di gioco”.

All’interno del contenitore, sarà posizionato un cestello con ruote, per rendere lo svuotamento più agevole e per facilitarne lo spostamento all’interno degli spazi scolastici. Le scuole aderenti all’iniziativa inseriranno questa proposta all’interno del loro programma di educazione ambientale. “L’adesione - precisa Emmaus - avrà la durata dell’intero anno scolastico. La raccolta del materiale e lo svuotamento del contenitore sarà con cadenza mensile, secondo un calendario di date prestabilite”.

Tra i partecipanti alla commissione, il consigliere comunale Mauro Avvenente del Partito Democratico: “Abbiamo appreso con piacere di questa iniziativa nelle scuole e, al tempo stesso, per superare il problema della vandalizzazione dei cassonetti collocati nelle strade, abbiamo proposto di sistemare delle strutture, simili a quelle che andranno nei vari istituti, presso le nove municipalità cittadine, in modo che ci sia sempre un presidio. Solidarietà e cultura del riciclo dei materiali e decoro urbano possono pacificamente convivere a beneficio di tutti. Ringrazio la capogruppo della Lega, Lorella Fontana, per essersi attivamente interessata della questione”. Fontana illustra: “La commissione sul progetto ‘Staccapanni’ da me richiesta e convocata a maggio aveva mostrato, ed io ne avevo chiesto la convocazione proprio a tal fine, molte criticità. Una parte della sinistra l'aveva vista come una condanna della Lega alla povertà. Non era questo invece il senso. Come Lega si chiedeva una rivisitazione del progetto per evitare che ciò che tutti i cittadini donano per i bisognosi finisca lungo i marciapiedi, quindi inutilizzabile o addirittura nei mercati dell'usato. Con piacere l'aggiornamento, sempre da me chiesto, della commissione ha rivelato da parte delle stesse associazioni che seguono il progetto il riconoscimento dell'esigenza a migliorare lo stesso e addirittura dando vita al nuovo progetto appunto destinato alle scuole, ma estendibile pure alle sedi municipali e ai centri civici. Questo nuovo progetto è molto interessante soprattutto da un punto di vista educativo, anche sul piano dell'educazione civica”.

Quindi, secondo Lorella Fontana, “se si riesce a mettere da parte le barriere ideologiche e comprendere che è giusto lavorare per migliorare progetti validi per il sociale reale, i risultati si vedono”.

L’iniziativa nelle scuole dovrebbe partire prossimamente. Nelle prossime settimane il progetto sarà illustrato ai dirigenti scolastici, cercando la loro adesione in maniera il più estesa possibile.

Alberto Bruzzone

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