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Cronaca | mercoledì 02 gennaio 2019, 16:34

Pegli, il punteruolo rosso continua a far strage di palme (FOTO)

Moltissimi alberi attaccati anche in viale Modugno, oltre che presso i giardini pubblici. Il vivaista Marco Devoto: “E’ un problema di difficile soluzione. Un rimedio sicuro e realmente efficace purtroppo ancora non esiste”

Pegli, il punteruolo rosso continua a far strage di palme (FOTO)

È uno sterminio. Una vera ecatombe. Il punteruolo rosso ha fatto strage di tutte le palme di Pegli. In poche, tra quelle ad alto fusto, sono ormai riuscite a scampare al terribile insetto. Che attacca, purtroppo, con particolare predilezione la specie denominata Phoenix Canariensis, ovvero quella più bella, elegante, alta e maestosa.

Nella delegazione del Ponente, a essere colpiti sono gli alberi dei giardini pubblici così come quelli presso le abitazioni private. Il punteruolo non fa distinzione né di censo, né di proprietà, né di sana o non sana manutenzione. Arriva dall’alto, depone le sue uova laddove le foglie sono più morbide, e qui le larve iniziano a scavare il cuore della palma, sino a comprometterla definitivamente. Quasi mai si riesce ad accorgersene in tempo, perché l’unico segnale manifesto sono i rami che si afflosciano. E, quando questo avviene, non c’è più nulla da fare. Iniziano ad aumentare, a Pegli ma un po’ in tutta la Liguria, i tronchi mozzati, senza più vegetazione, praticamente senza vita vera. Senza più bellezza.

Il problema del punteruolo è purtroppo ancora attuale. Ma in realtà è da diverso tempo che il Ponente genovese è costretto a farci i conti, a conviverci. Senza aver trovato ancora una reale soluzione. Già lo scorso settembre Mauro Avvenente, consigliere comunale del Partito Democratico ed ex presidente del Municipio VII Ponente, aveva segnalato la criticità a Comune e Aster.

“Temo - spiegava - che l'ospite più indesiderato, odioso e devastante, di cui avremmo certamente fatto a meno, sia arrivato a Pegli. Il punteruolo rosso pare stia colpendo le nostre splendide palme Phoenix Canariensis. Sulla piazza della chiesa Immacolata qualche settimana fa hanno dovuto capitozzare una bellissima palma e adesso alcuni cittadini mi segnalano che una palma nei giardini di via De Nicolay ha assunto le caratteristiche tipiche di quelle colpite dal maledetto parassita. Ho già provveduto - proseguiva Avvenente - a segnalare il problema ai tecnici di Aster. Pare che questa invasione che mette a rischio i nostri giardini fosse solo una questione di tempo, infatti sulle riviere liguri il punteruolo ha già fatto scempio di moltissimi esemplari di palma. Non oso neppure immaginare i giardini Peragallo o i De Andrè e tutti gli altri giardini privati di queste essenze arboree che ormai da secoli ne caratterizzavano l'aspetto”.

Il punteruolo rosso attacca preferibilmente le palme ad alto fusto, quelle decisamente più belle dal punto di vista estetico, oltre che le ‘storiche’ per quanto riguarda Pegli, quelle a cui i cittadini sono più affezionati, mentre il feeling con le Washingtonie piantate sul lungomare dopo i lavori dei primi anni Duemila non è mai scattato. E, per giunta, questi alberi per ora non corrono alcun rischio, in quanto meno ‘graditi’ al tremendo punteruolo.

Ma Marco Devoto, titolare dell’azienda Vivai Devoto, tra le principali in tutta la Liguria per il florovivaismo e non solo, avverte: “Per ora sono state colpite solamente le Phoenix Canariensis, è vero. Ma non sappiamo come si comporterà successivamente il terribile punteruolo. Può anche essere che andrà a colpire gli altri tipi di palme, perché temo proprio che di fame non vorrà morire. È un problema molto serio e di assai difficile soluzione”.

Secondo Devoto, “questo insetto è arrivato dal Nord Africa. Là, in proporzione, non ha fatto i danni che sta compiendo qui perché, evidentemente, in Africa ci sono degli antagonisti del punteruolo che hanno limitato la sua azione. Altrimenti interi palmizi sarebbero andati irrimediabilmente distrutti. La brutta notizia è che, allo stato attuale, un rimedio veramente certo ed efficace purtroppo non esiste ancora. Tutti gli interventi che sono stati adottati per contrastare il punteruolo, e che io stesso ho operato presso alcune abitazioni private, sono dei palliativi. A lungo andare, nonostante ripetute cure, pare che il parassita riesca ancora ad avere la meglio”.

È un peccato veder morire una palma. Per chi poi, come Devoto, nutre un profondo amore per le piante, oltre che una grandissima passione diventata anche lavoro, è decisamente un colpo al cuore. “Un vero dispiacere - commenta - In certi casi i trattamenti vengono ripetuti più e più volte. Non è certo l’impegno che manca. Ora si sta provando con dei funghi che vanno a bloccare le larve. Sembra un metodo efficace, ma per i risultati occorre ancora aspettare. Ormai il problema si è notevolmente ingigantito, al punto da essere fuori controllo”.

A Pegli ne hanno fatto le spese palme antichissime, anche nell’elegante zona delle ville di viale Modugno. È un altro pezzo della storia della delegazione che finisce compromesso. Sembra impossibile che un insetto di pochi centimetri possa uccidere un albero alto più di trenta metri. È pur sempre un prodigio della natura. Peccato che si porti appresso tanta negatività. E, un attimo dopo, una forte nostalgia del passato.  

Alberto Bruzzone

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