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Sanità | 12 gennaio 2019, 12:00

"Pole Pole": il viaggio in barca per unire i ragazzi autistici di tutta Italia

E' genovese il "Progetto Pole Pole" pensato per i ragazzi autistici. Da un'idea di Andrea Contini, la circumnavigazione della penisola in 16 tappe con a bordo i ragazzi e i loro accompagnatori (VIDEO)

In foto: Andrea Contini, Simonetta Lumachi ed Emanuele Dello Strologo

In foto: Andrea Contini, Simonetta Lumachi ed Emanuele Dello Strologo

Quando si dice “essere sulla stessa barca”. Loro hanno preso questa locuzione metaforica proprio alla lettera ed è così che, ammainate le vele della Pole Pole – un Bavaria 41 di 12 metri attraccato al Porto Antico -, Andrea Contini, Emanuele Dello Strologo e Laura Cerri, con la collaborazione di Simonetta Lumachi, partiranno per un periplo molto speciale della nostra penisola.

Si tratta, infatti, del Progetto Pole Pole che coinvolgerà ragazzi autistici di tutta Italia, che attraverso l’esperienza del viaggio per mare, tra le attività di bordo e la convivenza con il resto dell’equipaggio, aumenteranno la propria autostima e autonomia e svilupperanno il senso di cooperazione e solidarietà. L’iniziativa, gratuita, è partita da Andrea Contini, pedagogista, scrittore e velista, e Laura Cerri, psicologa e psicoterapeuta, che fanno parte dell’Associazione Sportivo Dilettantistica “Navigare in Amicizia”, che hanno coinvolto anche l’Associazione “Philos – Accademia Pedagogica”, presieduta da Simonetta Lumachi, e il fotografo Emanuele Dello Strologo.

A bordo della nave-studio, con gli educatori, saliranno, a staffetta, in ogni porto, due ragazzi. Saranno 16 tappe, da Sanremo a Trieste, passando, in Liguria da Loano, Genova, Lavagna, Lerici, e poi in tutte le regioni, dalla Toscana alla Sicilia, fino alla risalita in Friuli-Venezia Giulia. Si salperà ad aprile, per una navigazione che in totale durerà un mese e durante la quale i ragazzi avranno a disposizione un diario di bordo e una carta nautica personalizzata donata a ognuno dalla Marina Militare. Insomma, si tratta di buona pratica d’inclusione davvero particolare, che consentirà ai ragazzi, maschi e femmine, di sintonizzarsi con l’ambiente esterno circostante, tra terra, cielo e mare, attraverso i ritmi di vita più lenti e tranquilli rispetto a quelli abituali. Ma apprenderanno anche comportamenti ecosostenibili, come la riduzione del consumo dell’acqua, l’alimentazione sana e la riduzione dei rifiuti.

 

"Il bello di questo viaggio è conoscere tante persone che si dedicano con passione al loro lavoro e ci credono - spiega Andrea - Questa barca mi sta regalando tante emozioni. E chi lo avrebbe mai detto che un guscio di vetroresina avesse queste possibilità. Il bello della vita che sorprende nelle più svariate modalità".

 

Medea Garrone

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