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Cronaca | 25 febbraio 2019, 19:21

A Genova "l'occhio dell'Isis", il foreign fighter in Italia per colpire gli infedeli

Depositate le motivazione della condanna a 5 anni e 10 mesi a carico di Nabil Benamir. L'uomo secondo le indagini era in attesa di istruzioni per compiere omicidi e azioni in Italia

A Genova "l'occhio dell'Isis", il foreign fighter in Italia per colpire gli infedeli

Genova - Nabil Benamir era un punto di riferimento per le organizzazioni terroristiche islamiste, l'uomo sarebbe stato una sorta di "cellula dormiente", in italia per compiere omicidi e individuare gli "infedeli" da colpire. Questo il quadro descritto dal giudice per l'udienza preliminare Cinzia Perroni nelle motivazioni della sentenza che condanna a cinque anni e dieci mesi per terrorismo l'uomo, emessa nei confronti del marocchino lo scorso novembre.

Benamir viveva a Genova in una casa popolare occupata, ed era stato fermato nell'agosto del 2017 per maltrattamenti nei confronti della compagna. Il suo nome era noto agli investigatori che si occupano di terrorismo, visto che figurava nella cosiddetta black list dei foreign fighters, ed era segnalato come importante esponente dell'Isis. La Digos di Genova, coordinata dal sostituto procuratore Federico Manotti, aveva trovato nelle memorie del telefono le istruzioni per costruire ordigni con vecchi cellulari e per fare stragi con tir e auto rubate.

Le indagini hanno anche permesso di accertare che Benamir era inserito in una chat ristretta di Telegram denominata Lupi solitari: in quel gruppo, composto da otto persone, venivano scambiati file e video di decapitazioni, ma anche le istruzioni per costruire ordigni artigianali con vecchi telefoni cellulari. Il pubblico ministero aveva aperto una inchiesta per associazione con finalità di terrorismo, a carico di ignoti, per risalire ai membri della chat.

Redazione

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