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Cronaca | 04 marzo 2019, 13:18

Lavoratori di Moody in piazza chiedono un tavolo di confronto alle istituzioni

Lavoratori in presidio davanti a Moody, in tutto sono una cinquantina i dipendenti che rischiano il posto, ma si tratta solo di un elemento della complessa crisi figlia del fallimento di Qui Group

Lavoratori di Moody in piazza chiedono un tavolo di confronto alle istituzioni

I dipendenti di Moody si sono ritrovati davanti all'esercizio commerciale chiuso per protestare contro la repentina serrata dell'attività, e per chiedere attenzione alle istituzioni, in ragione anche delle altre crisi aziendali che hanno colpito le imprese commerciali dell'area: per lavoratori e sindacalisti il rischio è quello della desertificazione della zona, già duramente provata da diverse chiusure fra cui quella della Rinascente. 

Attualmente i lavoratori sono senza stipendio, sospesi dal servizio, e quindi non possono neppure beneficiare di alcuna forma di ammortizzatori sociali. 

Le voci dalla piazza:

"Questi lavoratori - spiega la segretaria Fisascat Cisl Liguria, Silvia Ananzino - si sono ritrovati chiusi il negozio dalla sera alla mattina. Abbiamo chiesto un incontro alla curatela per trovare una soluzione nel più breve tempo possibile. L'unica speranza di questi lavoratori è che presto l'attività sia mandata a gara e arrivi un nuovo imprenditore pronto ad investire". Nessuna novità invece dalle istituzioni locali, che secondo Silvia Avanzino non hanno ancor dimostrato il dovuto interesse alla vertenza, nonostante le sollecitazioni dei sindacati: "Abbiamo chiesto più volte alle istituzioni di creare un tavolo sulla gestione delle crisi occupazionali nel commercio, ma ad oggi non è ancora successo. Ci troviamo in pieno centro e c'è il rischio della desertificazione: chiediamo misure urgenti per ricollocare queste persone nel mercato del lavoro".

"Questi lavoratori rischiano il posto, perché se nessun imprenditore rileva l'attività rimarranno a casa - ribadisce Cristina D'Ambrosio, segretaria ligure Uiltucs -. Si tratta di un problema che riguarda la desertificazione di tutta la zona limitrofa; certamente Moody fa parte di un gruppo (Qui Group) che ha avuto altri problemi, ma ha anche subito il decremento di passaggi dovuto alla chiusura di altre attività dell'area, come la Rinascente. Il timore che noi abbiamo è che nessuno venga più a investire nel centro città, e per noi genovesi che siamo già duramente colpiti da altre situazioni è un fatto piuttosto grave".

Redazione

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