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Attualità | 13 marzo 2019, 16:56

L'assessore Giampedrone al seminario "Servizi ambientali: pianificazione, governance e gestione dei servizi"

L'assessore: "La differenziata è cresciuta dal nostro insedamento, 2018 in ulteriore crescita. Ora la priorità è l'attuazione del piano d'ambito"

L'assessore Giampedrone al seminario "Servizi ambientali: pianificazione, governance e gestione dei servizi"

L’assessore all’Ambiente Giacomo Giampedrone ha partecipato, questa mattina in via Fieschi, al seminario dal titolo: “Servizi ambientali: pianificazione, governance e gestione dei servizi”. Al centro del dibattito, la gestione dei rifiuti, tema su cui l’attenzione della Giunta è costante fin dall’insediamento.

“Il nostro impegno primario – spiega Giampedrone - è stato quello di superare il sistema di gestione che abbiamo ereditato, da più parti definito arcaico. La situazione che abbiamo trovato al nostro arrivo era dominata da frammentazione e scarsa efficienza. In tre anni abbiamo aumentato del 10 % la raccolta differenziata a livello regionale ed abbiamo portato a 100 il numero dei Comuni che superano il 65%. Si tratta di dati del 2017: a breve avremo la fotografia del 2018, in cui si annunciano ulteriori progressi”.

Oltre alle leggi, tra cui la fondamentale 20 del 2015 che ha portato a un consistente incremento della differenziata, la Giunta ha varato il nuovo modello di governance: “L’Autorità d’ambito – aggiunge l’assessore- funziona ormai a pieno regime, e sta dimostrando di essere uno strumento valido nella fase decisionale strategica. Con la supervisione diretta della Regione è stato completato il processo di pianificazione: a metà dello scorso anno sono stati approvati i quattro Piani, provinciali e metropolitano, ed in rapida sequenza il Piano d’Ambito, riferimento principale per l’evoluzione del sistema verso gli obiettivi comunitari e nazionali”.

Il piano prevede impianti di trattamento del rifiuto residuo, biodigestori anaerobici per la frazione organica e discariche in poli unici a Taggia (IM), Vado Ligure (SV) e Genova Scarpino, oltre agli impianti di produzione di combustibile (derivato da rifiuti o solido secondario) e di biodigestione anaerobica nello spezzino. “Nell’estremo levante – prosegue - non è prevista la realizzazione di una discarica di servizio, grazie all’utilizzo della discarica genovese in contropartita al trattamento di parte dei rifiuti urbani residuali e della parte umida proveniente da Genova negli impianti locali”.“L’attuazione del Piano – conclude Giampedrone  - è al momento la nostra priorità: esistono aspetti che coinvolgono in modo diretto Province e Città Metropolitana, e naturalmente saranno gestiti coinvolgendo il territorio, incoraggiando il miglioramento delle tecnologie e stimolando processi virtuosi a tutti i livelli. Regione Liguria, come è sempre accaduto, conferma il proprio impegno a fianco degli enti locali, con una costante attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica delle soluzioni, all’equilibrio tra territori e al monitoraggio, ma con una visione che non esclude la necessaria flessibilità”.

L’impegno prioritario dell’Amministrazione regionale nella materia della gestione rifiuti, fin dai primi passi dell’attuale legislatura, è stato rivolto a superare le situazioni che avevano portato autorevoli osservatori a giudicare “arcaico” il nostro sistema gestionale, caratterizzato, nel 2015, da frammentazione, scarsa efficienza ed incapacità di traguardare obiettivi virtuosi. In tre anni, grazie alle politiche regionali riassunte in alcune leggi fondamentali come la legge n.20 del 2015, abbiamo aumentato di dieci punti percentuali la raccolta differenziata ed abbiamo portato a 100 il numero dei Comuni che supera il risultato del 65%. Si tratta di dati del 2017, ed a breve avremo la fotografia del 2018 che preannuncia ulteriori progressi.

In parallelo, si è lavorato sull’attivazione del nuovo modello di governance, con l’ Autorità d’ambito che ha raggiunto ormai un livello di operatività a regime, dimostrandosi strumento idoneo a garantire la fase decisionale strategica nel settore e, con la supervisione diretta della Regione, è stato completato il processo di pianificazione che ha condotto a metà 2018 ad avere approvati i quattro Piani Provinciali e metropolitano, ed in rapida sequenza il Piano d’Ambito, riferimento principale per l’evoluzione del sistema verso gli obiettivi comunitari e nazionali.  Il piano prevede l’assetto impiantistico a regime, con impianti di trattamento del rifiuto residuo, biodigestori anaerobici per la frazione organica da raccolta differenziata, e discariche di servizio in poli unici a Taggia (IM), Vado Ligure (SV) e Genova Scarpino oltre agli impianti di produzione CDR/CSS e di biodigestione anaerobica in aree spezzine, ove non sarà prevista la realizzazione di una discarica di servizio, grazie all’utilizzo della discarica genovese in contropartita al trattamento di parte della RUR e FORSU metropolitana negli impianti locali. In discarica in ogni caso, non potrà andare in prima battuta oltre il 45% del rifiuto indifferenziato prodotto, limite che calerà progressivamente per armonizzarsi ai futuri obiettivi comunitari.

La carenza di impianti continua a rappresentare la criticità principale per la regione, a cui si riconnette direttamente la situazione emergenziale che riguarda il territorio metropolitano, ulteriormente acuita a seguito dei tragici eventi relativi al crollo del ponte Morandi. La Regione ha continuato a farsi carico di tutti gli strumenti amministrativi e tecnici necessari alla gestione di questa difficile fase, da ultimo approvando, a fine 2018, un "Programma straordinario per la gestione emergenziale dei rifiuti sul territorio ligure a valere per gli anni 2019/2020", che aggiorna quanto già contenuto nella specifica sezione del Piano d'Ambito approvato con Deliberazione n. 8 del 6 agosto 2018, considerate le nuove problematiche logistiche ed impiantistiche sorte dopo l’evento.

In tale documento viene ulteriormente rimarcata la volontà di utilizzare in primis gli impianti liguri al fine di soddisfare i fabbisogni di trattamento, pur in un quadro variegato di soluzioni che comprendono l’Accordo Interregionale con Regione Piemonte e il ricorso diretto a termovalorizzatori lombardi per quota parte delle necessità, con il vincolo di trattare almeno il 65% del totale sul territorio ligure.

Ferma restando la necessità di implementare impianti di trattamento dell’indifferenziato per colmare le carenze impiantistiche dell’area metropolitana, risulta particolarmente strategico dotare rapidamente la Liguria anche degli impianti destinati al crescente fabbisogno di trattamento della frazione organica, con recupero di materia ed energia, i cui costi stanno rapidamente levitando a causa del deficit impiantistico complessivo, rendendo sempre meno incentivante la raccolta della FORSU.

È chiaro che senza impianti specializzati non sarà possibile arrivare all’auspicata svolta. Le politiche di prevenzione e di riuso non bastano se la spinta al riciclaggio ed al recupero non è accompagnata da adeguata infrastrutturazione, unitamente ad una semplificazione e maggior chiarezza normativa, e da opportuni strumenti modulabili di sostegno fiscale ed economico.

Oggi l’attenzione deve essere concentrata sull’attuazione delle previsioni di piano, ovvero l’avvio delle procedure per realizzare gli impianti pianificati ed affidare servizi di raccolta e trasporto su base di aree omogenee, aspetti che interpellano in modo diretto ruolo e competenze di Province e Città Metropolitana e che dovranno essere gestiti coinvolgendo il territorio, incoraggiando il miglioramento delle tecnologie, e stimolando processi virtuosi di cambiamento a tutti i livelli interessati.

Ovviamente la Regione manterrà il proprio impegno a fianco degli Enti territoriali, con una costante attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica delle soluzioni individuate, all’equilibrio tra territori, ed al monitoraggio dell’andamento complessivo, a garanzia del percorso pianificato, ma con una visione che non esclude, a fronte di accertate ed oggettive necessità, il necessario grado di flessibilità

Redazione

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