/ Attualità

Attualità | 20 marzo 2019, 12:59

La Casetta ambientale di Begato, un gioiello che merita una seconda vita

L’edificio è alimentato a pannelli solari e completamente ecocompatibile. Ariotti: “Occorre che la struttura torni a essere pienamente operativa, come lo è stata nei suoi primi anni di vita”. L’assessore Piciocchi: “Aperti alle richieste da parte di cittadini attivi”

La Casetta ambientale di Begato, un gioiello che merita una seconda vita

La struttura è bellissima: perfettamente ecocompatibile, costruita con materiali che rispettano l’ambiente, alimentata a pannelli solari, circondata da orti urbani e frutteti. Un gioiello non solo per la città di Genova, ma un po’ in tutta la Liguria. E si trova a Begato, quartiere sulle colline della Valpolcevera che non è certo tra quelli considerati di lusso.

Eppure, anche qui qualcosa di prezioso esiste. Ed andrebbe certamente sfruttato meglio. Perché quella Casetta ambientale nata nel 2002 con un investimento di un milione e settecentomila euro e di proprietà del Comune di Genova “potrebbe funzionare molto meglio, ospitando maggiori iniziative e anche fungendo da sede per alcune attività presenti sul territorio. È un edificio motivo d’orgoglio, che può essere veramente il punto di partenza per il rilancio previsto dell’intera zona, che si completerà con l’abbattimento della ‘Diga’”.

A parlare è Fabio Ariotti, consigliere comunale della Lega e presidente della Commissione Welfare, che ieri, in Sala Rossa, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata (ex articolo 54) su questo tema all’assessore comunale al Bilancio, Pietro Piciocchi.

“La Casetta ambientale - ricorda Ariotti, che rivolge sempre grande attenzione ai quartieri popolari - nasce nel 2002 come centro di educazione ambientale. Si trattava, in origine, di un’idea molto bella: ospitare iniziative sul rispetto della natura, con la presenza di associazioni, scuole, cittadini. Purtroppo, negli anni successivi, la sua funzione è venuta sempre meno, anche perché stiamo parlando di una zona con parecchi problemi. Io credo, però, che questa struttura sia talmente importante e particolare che debba lavorare a pieno regime. Sarebbe bello riempirla di nuovo con iniziative, metterla a disposizione della città, anche come sede di comitati, ad esempio”.

In zona ne sono operativi due: il Comitato Diamante e il Comitato Nuovo Diamante. Il tema centrale in questi giorni, è il previsto abbattimento della ‘Diga’ di Begato, ma non si possono certo ignorare pure le situazioni minori. E la Casetta ambientale, come sostiene Ariotti, può fare veramente da volano, in questo senso. Basti pensare, ad esempio, a quanto al Cep - un altro dei quartieri popolari della città - la presenza del Consorzio Pianacci abbia contribuito, e notevolmente, alla rinascita culturale, sociale e sportiva di un’intera e vasta porzione di territorio. Servono idee e buona volontà, certo.

L’assessore Piciocchi concorda: “La Casetta ambientale ha grandissime potenzialità. È di proprietà del Comune di Genova, ma ricordo che è nella gestione del Municipio V Valpolcevera. Sarà mia cura indirizzare al Municipio tutte le richieste di cittadini eventualmente interessati a occupare quegli spazi, anche in base al recente accordo di collaborazione tra Comune e cittadini attivi per la gestione di luoghi di proprietà pubblica”.

Sul futuro e programmato abbattimento della ‘Diga’, invece, Ariotti osserva: “Finalmente, dopo anni di parole e promesse mai mantenute, viene presentato un progetto serio e realizzabile che riguarda l’abbattimento della cosiddetta ‘Diga di Begato’ del quartiere Diamante. Non sarà solo una rigenerazione a livello edilizio, ma anche di carattere sociale. L’edificio in questione, progettato negli anni Ottanta, ha donato più disservizi che servizi, evidenziando fin da subito moltissimi problemi con costi esorbitanti di gestione e manutenzione e di ‘tapulli’ che sono serviti a poco e niente”.

Secondo Ariotti, “finalmente si viene incontro alle esigenze della popolazione con progetti concreti. Il Comune e la Regione stanno dimostrando ancora una volta di voler affrontare tutte quelle problematiche mai prese in considerazione negli anni scorsi. La vicinanza delle istituzioni nelle periferie e nei quartieri popolari è fondamentale perché si tratta dei luoghi dove i problemi di carattere sociale sono sentiti maggiormente. Lo affermo nuovamente, visto che sono cresciuto e vivo tutt’ora in un quartiere di edilizia residenziale pubblica e conosco bene le problematiche delle nostre zone. Ora sarà importante informare la popolazione, i residenti e i Comitati, in modo che vengano seguiti al meglio in questo percorso. Seguiranno nuovi incontri e, in qualità di presidente della Commissione Welfare, voglio convocare una seduta incentrata totalmente sul tema dell’abbattimento della Diga, in modo da raccogliere più informazioni possibili. Il costo dell’operazione sarà di circa 18 milioni, di cui 11 milioni per la fase di ricollocazione, con il recupero di 440 alloggi sfitti. Sette milioni, invece, saranno impiegati per la demolizione della ‘Diga’, che inizierà ad aprile 2020 e vedrà coinvolto l’intero edificio tranne la parte di via Cechov 11”.

Sono circa 400 gli assegnatari tuttora residenti: saranno ricollocati in altri alloggi di proprietà di Arte Genova e del Comune, in diversi quartieri cittadini, tenendo conto delle esigenze di ogni nucleo familiare. “Ringrazio - conclude Ariotti - l’assessore Piciocchi, la giunta e la Regione per l’impegno e il prezioso lavoro portato avanti per il raggiungimento di questo obiettivo, che sarà una vittoria per tutti noi e per la popolazione del quartiere Diamante e non solo. Possiamo ritenerci orgogliosi del nostro operato, nell’affrontare giorno dopo giorno le istanze della gente e per ridare la dignità e la vivibilità che la popolazione della nostra città merita, ora più che mai”.

Alberto Bruzzone

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium