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Eventi | 20 marzo 2019, 09:00

In scena al Teatro Corte "Odissea un canto mediterraneo"

Martedì 26 marzo appuntamento con il progetto di Sergio Maifredi prodotto da Teatro Pubblico Ligure. Ne sono protagonisti Peppe Servillo e Mario Incudine insieme ad Antonio Vasta, Anita Vitale, Giorgio Rizzo, Antonio Putzu, Faisal Taher, l’Orchestra popolare siciliana e l’Ensemble di organetti diretta da Pippo Benevento

In scena al Teatro Corte "Odissea un canto mediterraneo"

La Stagione 2018/2019 del Teatro Nazionale di Genova ospita il nuovo spettacolo di Teatro Pubblico Ligure Odissea un canto mediterraneo, in scena al Teatro della Corte da martedì 26 a domenica 31 marzo. Dopo avere portato in scena, per undici anni e in tutta Italia, i canti dell’Odissea affidati uno per uno a grandi interpreti contemporanei in Odissea un racconto mediterraneo, Sergio Maifredi tramuta questa esperienza nel canto di Nessuno, un uomo che va in cerca di risposte che possono dare solo altre persone e altri luoghi. Il punto di partenza o di arrivo è la Sicilia, una terra omerica, crocevia di lingue e culture mediterranee, confine, approdo di tutti e di Nessuno. Odissea un canto mediterraneo è un concerto di cui sono protagonisti Peppe Servillo e Mario Incudine, quest’ultimo anche autore delle musiche con il maestro concertatore Antonio Vasta e regista insieme a Maifredi. Servillo e Incudine si esibiscono insieme a Vasta, Anita Vitale, Giorgio Rizzo, Antonio Putzu, Faisal Taher, l’Orchestra popolare siciliana e l’Ensemble di organetti diretta da Pippo Benevento. Tanti musicisti sul palco per un concerto dedicato al viaggio e alla capacità dell’uomo di raccontare storie: al viaggio inteso come andare via dalla propria terra, perché non ci appartiene; al viaggio inteso come capacità di ritornare per ripartire ancora.

"Odissea un canto mediterraneo -  dichiara Sergio Maifredi – è un concerto nato sulle sponde del Mediterraneo: in scena gli odori dei porti, il sapore delle spezie e del sale e le voci dei popoli che sono alle origini della cultura, restituendo, anche in questo mio progetto, parole antiche per pensieri nuovi. Questa nuova Odissea parla la lingua del Mediterraneo un portolano che sa di arabo e genovese, persiano, greco, spagnolo e siciliano; una lingua di scambi e di commercio. Evocando i racconti che appartengono all’immaginario collettivo, a partire dall’Odissea: «Da Omero – conclude Sergio Maifredi – prendiamo la storia, i personaggi, i momenti fondamentali del racconto epico. Prendiamo tutto e al tempo stesso tutto è reinventato: Odisseo compie un nuovo viaggio, in un mediterraneo contemporaneo inseguendo il desiderio di essere finalmente Nessuno".

Redazione

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