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Cronaca | 23 marzo 2019, 17:00

Pegli, il modello da imitare per i lavori socialmente utili

L’intesa tra operai ex Ilva e Comitato Pegli Bene Comune funziona alla perfezione. Laura Michelini racconta il dietro le quinte: “Tanta passione e bravissime persone. I risultati arrivano con l’impegno di tutti e ne beneficia l’intera collettività”

Pegli, il modello da imitare per i lavori socialmente utili

Esistono lavori socialmente utili che sono realmente ‘sociali’, in quanto creano coesione e stimolano il senso di riscatto di persone che hanno avuto difficoltà nella loro occupazione, e che sono realmente utili: perché portano beneficio, pulizia, ordine e decoro a tutta la cittadinanza. A dare un calcio, e pure bello forte, alle dicerie e ai pregiudizi, secondo cui questo tipo di operazioni sono puramente una perdita di tempo, quando non una presa in giro, ci pensa il Comitato Pegli Bene Comune.

Il gruppo, coordinato da Laura Michelini, una giovane pegliese che sa unire alla buona volontà e le idee anche indubbie capacità organizzative, da cinque anni si avvale di un accordo con i lavoratori dell’ex Ilva (oggi Arcelor Mittal) collocati in cassa integrazione: un’intesa che porta enormi vantaggi a tutta la delegazione e che dimostra come, quando le cose sono gestite in maniera seria e puntuale, i risultati arrivino con piena concretezza.

Venerdì scorso, volontari e operai hanno completato l’ennesima opera meritoria, rendendo il litorale di fronte a Pegli praticamente perfetto. Da ponente a levante non c’è più un pezzetto di legno, un tappo di bottiglia, un qualsiasi rifiuto portato dal mare o abbandonato da qualche incivile. Ed è questo, nella speranza che i cittadini lo riescano o lo vogliano mantenere tale, un bellissimo biglietto da visita in vista dell’imminente bella stagione.

Se non c’è un sasso fuori posto, lo si può dire tranquillamente: è merito del Comitato Pegli Bene Comune e dei lavoratori socialmente utili dell’ex Ilva. Dopo la pulizia straordinaria dello scorso week-end, effettuata dai volontari e pure da qualche consigliere sempre molto responsabile e intraprendente (è il caso di Filippo Bruzzone e di Mauro Avvenente), restavano alcuni lavori particolarmente pesanti: grossi tronchi che andavano spostati e rimossi.

Così Laura Michelini, che si occupa di gestire e rendere fattivo l’accordo tra comitato e lavoratori in cassa integrazione (che grazie a questa attività riescono ad arrotondare il loro salario), ha scelto questa ‘mission’: “I lavoratori che ci danno una mano sono una decina in tutto. Vengono a rotazione, sicché praticamente tutte le mattine dal lunedì al venerdì ne abbiamo almeno un paio sul territorio. Si occupano della pulizia delle spiagge, come in questo caso, ma anche del decoro dei parchi urbani, come Villa Doria e Villa Rosa, della pulizia dei viottoli e dei sentieri. Il territorio di Pegli è molto vasto, anche al suo interno, quindi di cose da fare ce ne sono sempre. Molte le notiamo noi volontari, altre ci vengono segnalate dai cittadini, le calendarizziamo e appena si può interveniamo”.

Va specificato che questa attività non è assolutamente sostitutiva né in conflitto con il servizio comunale né con le competenze di Aster, anzi è regolare e assolutamente autorizzata. Sono le classiche ‘mani in più’ su cui i volontari possono contare, insieme al costante supporto da parte di Amiu. Un accordo, quindi, molto prezioso: “Io sono molto contenta - osserva Laura Michelini - perché con i ragazzi dell’Ilva si è creato un bellissimo rapporto e perché, se coordinati e seguiti, sono veramente dei bravi operai e dei grandi lavoratori. Non è vero che i lavori socialmente utili sono una cosa finta e che poi si ‘nascondono’. Nel nostro caso non è assolutamente così. Io sono dell’idea che questo sia uno strumento utilissimo, a beneficio di tutti. Certo, come ogni cosa, bisogna farla bene”.

Avere una spiaggia come un biliardo è senza dubbio un fatto positivo. Insieme al fatto che le acque di Pegli sono tornate balneabili, questo può essere un punto di reale ripartenza per tutta la zona, per il commercio al dettaglio e le attività turistiche e recettive. Resta solo un ‘neo’. Il Comitato Pegli Bene Comune torna a farlo presente: si tratta della foce del Rio Rexello, che risulta inquinata. Quello è l’unico tratto di mare che non ha passato, l’anno scorso, i controlli dell’Arpal. Il problema sarebbe portato da alcuni scarichi irregolari.

L’assessore comunale all’Ambiente Matteo Campora ha promesso di risolvere la questione entro l’inizio dell’estate. Intanto, però, i cittadini, proprio su invito del Comitato Pegli Bene Comune, hanno organizzato una petizione. Secondo Laura Michelini, “bisogna dire una volta per tutte basta ai ripetuti fenomeni di inquinamento che da anni si manifestano alla foce del torrente Rexello e che pregiudicano la balneazione nel tratto di mare ad essa prospicente. Nel 2017, Pegli ha ottenuto la tanto desiderata balneazione per i due tratti di mare denominati come ‘Spiaggia Multedo’ e ‘Lungomare Pegli’, grazie a un miglioramento negli anni della qualità delle acque e a una deroga concessa in quanto area portuale, oltre che all’impegno congiunto di cittadini, associazioni territoriali e forze politiche. Purtroppo il tratto di mare a ovest di Molo Ciarafoni, meglio noto ai pegliesi come Molo Lomellini, è rimasto escluso dalle zone balneabili, in quanto i dati batteriologici, costantemente monitorati durante la stagione estiva, sono ancora fortemente al di sopra dei limiti di legge, proprio a causa dell’apporto di inquinanti da parte dei rivi, e in particolare del torrente Rexello. Occorre adesso risolvere il prima possibile le cause dell’inquinamento batteriologico già a partire dalla stagione balneare 2019 oramai alle porte”.

Alberto Bruzzone

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