/ Sanità

Sanità | 23 marzo 2019, 10:19

Allo specchio... i primi segni di invecchiamento precoce. A cura di Simona Oberto, consulente alimentare specializzata in nutrigenomica

Da giovani, il nostro organismo, grazie ai potenti sistemi tampone e antiossidanti riesce a difendersi, ma superata una certa età le nostre “protezioni” si fanno più fragili e meno efficienti! Come difenderci?

Allo specchio... i primi segni di invecchiamento precoce. A cura di Simona Oberto, consulente alimentare specializzata in nutrigenomica

Mariasole si guarda allo specchio, una mattina come tante altre, e scorge vicino alle tempie i primi capelli bianchi. A questo punto osserva il suo volto un po’ più a lungo del solito, si mette in favore di luce e si sofferma su particolari, fino a quel momento ignorati. La sua attenzione è attirata da quel gruppetto di rughe sottili ma profonde agli angoli delle palpebre.

La concentrazione cresce e subito nota delle leggere occhiaie sotto gli occhi, eppure la sera prima è andata a dormire presto e la sua cena è stata equilibrata e leggera! La sua perlustrazione continua: con le mani si accarezza la pelle e prendendola tra le dita la tira leggermente per provarne l’elasticità. Il risultato la spiazza! La sua pelle è secca, spenta e poco elastica. A questo punto dà un occhiata ai suoi capelli e nota che sono sempre più radi, fragili e opachi. Il suo volto è stanco e il suo sguardo è spento, si rende conto che qualcosa sta cambiando in lei…eppure ha solo 45 anni ma il suo volto ne dimostra molti di più! E per la prima volta il suo pensiero si sofferma sull’invecchiamento del suo organismo.

“Invecchiamento precoce”, aggiungerei io. Sì, perché il nostro organismo non sta più invecchiando in modo naturale e fisiologico ma forzato e patologico. Invecchiamento alla cui base c’è una corresponsabilità dello “stress ossidativo”. Ma che cosa è lo stress ossidativo? E perché è in grado di farci invecchiare prima? Facciamo un passo indietro. La Nutrigenomica ci insegna che il cibo è un’ “informazione molecolare” che, entrando all’interno del nostro organismo attraverso l’apparato digerente, modula i processi metabolici più profondi, ma il cibo è anche il nostro “carburante”. Infatti ogni alimento che ingeriamo viene metabolizzato per produrre energia indispensabile per il corretto funzionamento del nostro organismo. Per produrre l'energia l'organismo ha bisogno di alimenti e di ossigeno. La gran parte del processo energetico avviene nei mitocondri, degli organelli presenti in ogni nostra cellula, definiti appunto “centrali energetiche”. L’ossidazione è parte naturale di questo processo, essa priva alcune molecole di ossigeno di uno dei due elettroni che possiedono, trasformandole appunto in radicali liberi (ROS).

I ROS sono paragonabili al gas di scarico di un motore di una macchina! Se sono in quantità minima sono benefici, in quanto aiutano il sistema immunitario nell'eliminazione di germi e batteri patogeni, ma se il loro livello si innalza troppo, diventano tossici. Perché? Perchè queste molecole instabili, girando all’interno del nostro organismo alla ricerca dell’elettrone perso, danneggiano tutto ciò che incontrano: dalla membrana cellulare, alle proteine, fino allo stesso DNA. Il loro effetto dannoso è ingigantito anche dal fatto che, con un effetto domino, si diffondono molto facilmente, trasformando le cellule attaccate in altri radicali liberi. Il nostro organismo in condizioni fisiologiche normali è in grado di tenere sotto controllo queste pericolose molecole, attraverso l’attivazione di speciali sistemi tampone e potenti sistemi antiossidanti, ma quando la produzione endogena di radicali liberi supera la capacità di neutralizzazione da parte dei meccanismi antiossidanti, si viene a determinare appunto uno “stress ossidativo” che a lungo andare procura una progressiva usura psicofisica, definita “invecchiamento precoce”.

Questo processo viene accelerato anche dal fatto che le cellule, costrette a vivere in un ambiente iperacido e carico di tossine, si “difettano” più facilmente, perdendo la funzionalità e la capacità di rigenerarsi e ripararsi. Sono numerose le ricerche scientifiche che dimostrano una forte correlazione tra l’aumento dello stress ossidativo e il diffondersi, in età sempre più giovane, di patologie neurodegenerative come l’arteriosclerosi, il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, o malattie minori come l’alopecia androgenetica! Ma quali sono i fattori più comuni che favoriscono i ROS? Fattori chimici ( l’abuso di farmaci di sintesi, le droghe, il fumo, l'alcool e tutte le sostanze inquinanti), fattori fisici (radiazioni da bassa frequenza, rumore, radiazioni ultraviolette, ioni positivi, microonde, campi elettromagnetici), fattori biologici (parassitosi, infiammazione cronica, malattie infettive), fattori mentali (depressione, attacchi di panico, ansia), fattori nutrizionali (disturbi alimentari, iponutrizione), ma anche un eccesso o difetto di attività fisica. Il nostro organismo risponde a questi “stressogeni” attivando potenti sistemi antiossidanti come gli enzimi Catalasi, il Superossido Dismutasi, il Glutatione, il CoEnzima Q10 e l’acido alfalipoico.

Quest’ultimo oltre a essere un acido grasso endogeno, cioè prodotto dall’organismo, viene introdotto anche con l’alimentazione, attraverso: broccoli, spinaci, pomodori, insalate, piselli, riso integrale, cavoli e carne. Questo potente antiossidante favorisce la rigenerazione di altre potenti sostanze antiossidanti quali la vitamina C e la vitamina E, inoltre aumenta i livelli di glutatione nelle cellule. A proposito di vitamina C, essa è contenuta soprattutto nella frutta e nella verdura. Ma anche in piante come la rosa canina, l’acerola o il camu camu o in germogli, come l’erba di orzo o in bacche come quelle di goji e quelle di acai. Il giuggiolo ne contiene ben 20 volte in più rispetto a qualsiasi tipo di agrume. E ancora il succo di Noni che oltre a contenere un’ottima quantità di vitamina C è molto ricco di vitamina A. La vitamina A è abbondante anche nell’olio di fegato di merluzzo, nelle uova, nel peperoncino, nelle carote e nella paprika. Altro potente antiossidante è la vitamina E presente negli oli vegetali, come l'olio di germe di grano, di mandorle, di girasole, d'oliva, di cotone e di mais, ma anche nelle mandorle, nocciole e arachidi. Antiossidanti sono i polifenoli, le antocianine e i flavonoidi come la quercetina contenuta nelle cipolle e nei funghi o il licopene, un carotenoide che troviamo nel pomodoro (soprattutto nella parte gelatinosa e nei semi).

Molti polifenoli antiossidanti sono presenti nell’olio extravergine d’oliva spremuto a freddo, nel cioccolato extra fondente, nel vino rosso, nel te verde e nero e nei frutti di bosco. Ogni giorno le nostre molecole subiscono migliaia di attacchi da parte dei ROS. Da giovani, il nostro organismo, grazie ai potenti sistemi tampone e antiossidanti riesce a difendersi, ma superata una certa età le nostre “protezioni” si fanno più fragili e meno efficienti! Come difenderci? Con uno stile di vita sano ed equilibrato, come quello che ci insegna la Nutrigenomica, la scienza che si prende cura delle nostre cellule.

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium