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Cronaca | 24 marzo 2019, 09:43

Sviluppo Genova: “Il Lotto 10 farà respirare il traffico”. Ma lungomare Canepa insorge

Giusta l’esigenza di migliorare la viabilità. Ma questi cittadini, molto prima che cadesse il Ponte Morandi, avevano già chiesto opere di mitigazione dell’impatto ambientale. Galleria fonica e centraline, però, non sono mai arrivate. Il Comitato emette un duro comunicato d’accusa

Sviluppo Genova: “Il Lotto 10 farà respirare il traffico”. Ma lungomare Canepa insorge

Martedì mattina, come noto in città, aprirà la seconda rampa del cosiddetto Lotto 10, che collega la strada a mare Guido Rossa con il casello autostradale di Genova Aeroporto. Comune di Genova e Regione Liguria hanno rimarcato a più riprese la conclusione in anticipo dei lavori. È un fatto rilevante, specialmente dopo le enormi criticità che il capoluogo ligure ha pagato e continua a pagare dalla mattina del 14 agosto scorso, con il crollo del Ponte Morandi

Sviluppo Genova, che si occupa dei cantieri, ha evidenziato, attraverso un comunicato stampa, che “questo ultimo intervento darà maggior respiro alla viabilità cittadina, completando quanto già realizzato, il 7 dicembre 2018, con l’apertura della rampa sud, a senso alternato”. 

‘Respirerà’ la viabilità cittadina, bene. Ma la domanda è: respireranno anche tutti gli abitanti dei palazzi che si affacciano su lungomare Canepa? E, soprattutto, quanto e che cosa respireranno? 

Non se ne vuol fare né una questione politica, né da tribuni del popolo, ci mancherebbe. Risolvere i problemi della viabilità è importante per consentire alla città di proseguire la sua vita, soprattutto in senso economico, produttivo e degli spostamenti. Semmai, la questione è cronologica: perché ben prima del crollo del viadotto sul Polcevera (molto ma molto prima), i residenti di lungomare Canepa, attraverso il loro Comitato, avevano richiesto opere di mitigazione rispetto all’impatto ambientale rappresentato da quell’arteria già in passato trafficatissima. In particolare, una galleria fonica in grado di isolare dai rumori - sia diurni che soprattutto notturni - e una centralina per il rilevamento dell’inquinamento. 

Ma niente di tutto questo è mai arrivato. Né prima, quando lungomare Canepa (la parola lungomare è forse la peggior definizione, sia perché il mare da qui non si vede più sia perché, se rimanda a una passeggiata, qui fare anche solo due passi è assolutamente sconsigliabile) era un’importante arteria urbana, né adesso, che è praticamente diventato un raccordo autostradale in tutto e per tutto. 

Ieri sera, i battaglieri cittadini che si riuniscono sotto le insegne del Comitato Lungomare Canepa hanno emesso un duro comunicato. I ‘giorni dell’ira’ non si esauriscono. La rabbia, anzi, aumenta, giorno dopo giorno. Come dar loro torto. 

“A un anno esatto dall’assemblea pubblica, promossa dal Comitato Lungomare Canepa, con la quale i cittadini chiedevano alle istituzioni di tutelare la loro salute e il tessuto sociale del loro quartiere da un progetto problematico, le istituzioni hanno voluto regalare ai medesimi l’ennesima doccia fredda, anzi ghiacciata”, si legge nel testo. 

Secondo il Comitato, “a dispetto di un anno di promesse, le istituzioni e la politica genovese e ligure hanno certificato davanti ai nostri occhi che il progetto iniziale di lungomare Canepa non subirà alcun cambiamento, ad eccezione degli accorgimenti tecnici legati all’abbattimento del muro deciso dal sindaco Bucci. Questo significa: nessuna opera di mitigazione dell’inquinamento acustico ed atmosferico, se non quelle poche ed insufficienti già previste nel progetto originario; eventualità di intervento sulle abitazioni civili, con l’effetto di recludere i cittadini nelle proprie abitazioni; nessuna fascia di rispetto pedonale, realmente fruibile, tra la strada e l’abitato e nessuna area riservata alla vivibilità del quartiere al di là dei già previsti parcheggi; progressiva chiusura del varco viabile, in prossimità di via Molteni, come da capitolato speciale d’appalto”.

L’accusa è ben precisa: “Nessuna delle istanze iscritte nella petizione, firmata da quasi tremila cittadini, è stata accolta - scrive il Comitato Lungomare Canepa - come si evince dalla planimetria del progetto modificato a luglio 2018 in Conferenza dei servizi. Queste conclusioni sono l’esito dell’incontro, avvenuto nei giorni scorsi, con le istituzioni locali e con i responsabili dell’appalto”.

Restano perciò sul tappeto le promesse, rimandate a data da definirsi. E i cittadini tornano a chiedere, a gran voce: “Quando s’intende rilevare strumentalmente il disagio dei cittadini con apposite misurazioni dell’inquinamento generato dalla strada? Che cosa si vuole fare per tutelare la salute degli abitanti di Sampierdarena? Verificata l’incapacità o l’inerzia nel risolvere, oggi, una questione tutto sommato non insormontabile come quella di lungomare Canepa, che attiene a un solo chilometro di strada asfaltata, ci chiediamo con quale grado di prontezza e determinazione le istituzioni saranno in grado, domani, di affrontare e risolvere la questione dei depositi chimici e, dopo domani, le negatività del previsto ampliamento del porto di Sampierdarena”. 

Il Comitato cita anche l’elenco delle promesse rimaste tutte nell’aria: “Attendiamo di scoprire quale sia la malattia del paziente per poterla curare (23 luglio 2018); non è più possibile installare protezioni acustiche perché il Comitato ha voluto abbattere il muro (ottobre 2018); la galleria si farà quando sarà terminato il nuovo viadotto Piano (febbraio 2019); il manto fonoassorbente di ultima generazione risolverà tutti i problemi acustici (marzo 2019)”.

Promesse nell’aria, per l’appunto. Che rischiano di diventare tanto malsane e indigeste quanto l’ossigeno che si respira da queste parti. È proprio vera quella canzone che fa: ‘Piove su chiunque, ma su qualcuno sempre, piove un po’ di più’. 

Alberto Bruzzone

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