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Genova | 26 marzo 2019, 18:30

Pegli, progetto allo studio per la nuova viabilità sul Varenna

L’assessore Fanghella: “Stiamo cercando di ottenere l’ultima proroga per la strada in alveo, portando il piano del percorso definitivo, che vorremmo far passare sulla sponda sinistra del torrente”. La Regione ha inviato la richiesta di riapertura dell’attuale via all’Autorità di Bacino

Pegli, progetto allo studio per la nuova viabilità sul Varenna

Strada in alveo al torrente Varenna di Pegli, qualcosa si muove. Lo scorso 16 marzo, come noto, è scaduta la concessione per i transiti dei mezzi afferenti al Consorzio per la Viabilità della Val Varenna e i camion, trovando i cancelli chiusi con il lucchetto, sono stati costretti a transitare nelle strade interne della delegazione: piazza Rapisardi, via Parma e via Opisso, che insistono su parecchie abitazioni, attività commerciali, un asilo e una scuola elementare.

Il problema è ben presente negli uffici di Tursi e l’assessore comunale ai Lavori Pubblici, Paolo Fanghella si sta occupando della questione, al fine di trovare una soluzione. “Nei giorni scorsi - afferma Fanghella - abbiamo fatto una seduta di giunta straordinaria, chiedendo un’ulteriore proroga all’Autorità di Bacino. La Regione Liguria, che un tempo aveva questa competenza, ora non ce l’ha più, in quanto passata a un organo superiore e interregionale che ha sede a Firenze. Così l’assessore regionale Giampedrone ha inoltrato a quegli uffici la nostra domanda. Nell’attesa, non ce ne stiamo certo con le mani in mano”.

Ammesso che la proroga arrivi, infatti - e non è affatto scontato - sarà vincolata, se non vincolatissima, alla presentazione di un progetto di strada definitiva, che contenga, possibilmente, pure le tempistiche di realizzazione. Questa, al momento, pare l’unica prospettiva di veder riaperta la strada in alveo.

Fanghella spiega che cosa si sta facendo: “Esiste un vecchio progetto dello Studio Sibilla relativo a una viabilità alternativa per la zona di Pegli. Si tratta di una strada sulla sponda sinistra del torrente, che si dovrebbe imboccare dall’Aurelia e che andrebbe a innestarsi laddove è stato costruito il nuovo ponte di via Cassanello. Questo progetto, anni fa, era arrivato sino alla fase definitiva. Ora, però, deve essere adeguato, in base alle nuove normative”.

Trattandosi di un percorso che costeggia le aree ex Eni e i depositi costieri della Carmagnani, e quindi in zona Rir, ovvero a Rischio d’Incidente Rilevante, vanno adottate tutte le precauzioni previste dalla direttiva Seveso 3, oltre al soddisfacimento di altri requisiti di sicurezza. “Con gli uffici da me coordinati - dice Fanghella - contiamo di poter aggiornare questo progetto attraverso un affidamento diretto, proponendo quindi una cifra intorno ai quarantamila euro, laddove ne servirebbero sicuramente il doppio. Questo è un lavoro assai importante, perché pare l’unica soluzione fattibile e definitiva per creare un passaggio alternativo ai mezzi pesanti, senza che debbano passare dentro Pegli e senza che debbano scontare limitazioni di altezza dovute al transito sotto ai ponti della ferrovia”.

È un progetto ‘importante’, che potrebbe costare tra i cinque e i sei milioni di euro: “I costi sono indubbiamente lievitati perché occorre adempiere a tutti questi obblighi di sicurezza che in passato non c’erano. Secondo un rapido calcolo, si andrà a spendere cinque volte tanto. Andrà infatti prevista una galleria”. Fanghella si leva anche qualche sassolino dalla scarpa: “Chi oggi si lamenta e protesta, ha avuto in mano il pallino della città per decenni. Come mai il progetto dello Studio Sibilla era finito in un cassetto? Si sarebbero potuti fare i lavori con molto meno. Ora si chiede ad altri di fare i miracoli. Anche i diretti interessati potrebbero mostrare un po’ più di equilibrio: non hanno detto nulla per dieci anni, pur sapendo che la concessione prima o poi sarebbe scaduta, e ora attaccano con tutta questa veemenza. Comunque, qui si va avanti a lavorare per dare una soluzione”.

È un importante spiraglio, perché se il progetto dello Studio Sibilla fosse convincente (e non vi sono dubbi che lo possa essere), alla strada in alveo potrebbe essere concessa un’ultimissima vita. È quello che auspicano tutti: i cittadini, chi ha le attività commerciali, il Consorzio per la Viabilità della Val Varenna e l’amministrazione stessa.

Il lucchetto al cancello della strada in alveo, ora preziosa quanto mai, aspetta solo di essere sbloccato, nell’interesse collettivo. E, probabilmente, solo adesso ci si rende conto di quanto quella striscia d’asfalto nel letto di un fiume, perennemente criticata, fosse in realtà così importante.

Alberto Bruzzone

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