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Sanità | 30 marzo 2019, 09:00

Il nostro stomaco digerisce alimenti ed emozioni. A cura di Simona Oberto, consulente alimentare specializzata in nutrigenomica

Paracelso, geniale alchimista del Cinquecento, scriveva: «Noi dobbiamo assorbire gli alimenti. Così il nostro corpo, in origine privo di veleni, assorbe i veleni che sono uniti agli alimenti.

Il nostro stomaco digerisce alimenti ed emozioni. A cura di Simona Oberto, consulente alimentare specializzata in nutrigenomica

Sempre più persone in studio mi raccontano dei loro disturbi gastrointestinali: reflussi, acidità, inappetenza, pesantezza di stomaco, stanchezza, sonnolenza post prandiale, eruttazioni, alitosi, coliche, meteorismo, gonfiore addominale ecc. E sempre più mi viene da commentare: “Povero, il nostro stomaco...antro oscuro e sempre più “infiammato”.

Paracelso, geniale alchimista del Cinquecento, scriveva: «Noi dobbiamo assorbire gli alimenti. Così il nostro corpo, in origine privo di veleni, assorbe i veleni che sono uniti agli alimenti. Ma per lottare contro questo, possediamo in noi un potere di neutralizzazione chimica e di eliminazione. Questo potere risiede nello stomaco...». Gli alchimisti volevano estrarre dagli elementi grezzi naturali la “quintessenza”, che ritenevano essere “l'energia radiante” che vitalizzava gli altri quattro elementi della natura. E il fuoco era l’elemento con cui iniziavano la purificazione della materia. Sempre Paracelso ,“ ...un processo analogo svolge lo stomaco verso i cibi, che dentro di esso bruciano e si trasformano nell’essenza utile all’uomo, che verrà poi assorbita dall’intestino...” Lo stomaco è dunque “luogo e strumento di trasformazione”, come descritto in molti miti antichi e moderni, in cui l’eroe viene inghiottito da un mostro e rimane nel suo stomaco fino a quando viene restituito al mondo “trasformato”, “digerito”.

È quanto accade ad esempio nel mito biblico di Giona ma anche nella storia di Pinocchio, dove l’essere inghiottito dalla balena è il “passaggio-chiave” che consente al piccolo eroe di ritrovare il padre e tornare nel mondo, dove da burattino diventerà bambino. Cioè dalla materia grezza diviene “vita”. Lo stomaco si lega anche a tutti i miti di “discesa agli inferi” da Ulisse nell’Odissea, a Dante nella Divina Commedia. Una cavità profonda in cui si discende, sembra dunque il passaggio obbligato perché si possa verificare una vera trasformazione, un “passaggio di maturità”, un cambiamento! Anche il cibo non sfugge a questa regola: entra grezzo nella cavità dello stomaco, viene purificato e infine trasformato in energia e in “materia vivente” vale a dire nella nostra carne. E questo perché, l’essenza di ciò che mangiamo, grazie alla digestione e all’assorbimento, diventa di giorno in giorno il nostro corpo.

E la frase: “ Noi siamo quello che mangiamo”, per quanto inflazionata, è dunque veritiera. Ma esiste anche un altro di tipo di cibo, quello “emozionale”, il cui sapore è intimamente legato al vissuto personale e all’atmosfera affettiva nella quale si vive. Lo stomaco dunque non è chiamato solo a digerire gli alimenti, ma anche le emozioni che la nostra psiche vi associa. Per diventare “noi”, il cibo necessita quindi di una mente serena e appagata...ma sappiamo bene che non è sempre così! “Quante ne ho dovute mandar giù”, “Questa proprio non la digerisco.”, “Quel tipo mi sta sullo stomaco.”, ecco sono tutte frasi comuni in cui l’avversione emotiva per persone e situazioni è vissuta anche a livello gastrico. Allora i sentimenti, i pensieri, le emozioni e il cibo vengono inconsapevolmente trattati proprio come se fossero la stessa cosa.

Quindi possiamo dire che le turbe gastrointestinali si riconducono ad una “elaborazione errata degli avvenimenti”! Il "bruciore allo stomaco" parla della presenza di un fuoco che brucia all'interno, ma che non si esprime mai sotto forma di rabbia e ribellione (rabbia inespressa). La collera, nei confronti di un evento che abbiamo trovato ingiusto e davanti al quale ci siamo sentiti impotenti, ci rode all'interno (eccesso di acido cloridrico) fino a determinare rancore e astio. Il sintomo è immediato, mentre lo scompenso patologico a volte non si manifesta subito, finchè non ci ritroviamo a 30 anni con un’ulcera allo stomaco o con un reflusso acido che non ci permettono di digerire neanche una banale insalata “scondita”! E allora cosa fare?? Qual è la ricetta per imparare a digerire bene gli alimenti e le emozioni? La risposta la troviamo nel nostro stile di vita che deve necessariamente essere caratterizzato da scelte di salute. Scelte che riguardano la nostra alimentazione, che dovrebbe essere il più sana ed equilibrata possibile, infatti solo scegliendo cibi naturali, freschi e poco elaborati e facendo una integrazione guidata di nutraceutici e fitonutrienti, possiamo essere sicuri di nutrire bene le nostre cellule! A ciò dobbiamo aggiungere una regolare e adeguata attività fisica che permetterà alle nostre cellule di mantenersi pulite. Ma tutto ciò da solo non basta! Perché la cellula si nutre anche e soprattutto di gratificazioni e di una buona gestione delle emozioni, in un contesto di relazioni sociali e personali. Importantissimi per la nostra salute psicoemozionale sono infatti il buon senso, la coerenza, la fiducia, la volontà, l’apertura mentale, la disposizione al cambiamento e soprattutto la “consapevolezza”. Solo la consapevolezza di ciò che nuoce o porta vantaggio alle nostre cellule, ci permette di avere una salute psicofisica ottimale.

“Mens sana in corpore sano” scriveva Giovenale già nel 100 d.C. Perché non può esserci un corpo sano senza una mente lucida ed equilibrata, in grado di gestire le nostre emozioni, di tenere sotto controllo lo stress e le tensioni psicologiche, generate dalla paura, dalla rabbia e dalle frustrazioni della vita quotidiana. Una mente in grado di cicatrizzare i traumi affettivi, le delusioni, le mancate gratificazioni, che ci dà la forza di cambiare, di resettare tutto...di ricominciare da capo. E allora come Counselor psicoemozionale mi sento di dire che: “ Non possiamo pensare di “digerire la vita” se non impariamo a nutrire la nostra mente con gratificazioni che vanno oltre a un buon piatto di spaghetti alla carbonara!"

Simona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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