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Attualità | 09 aprile 2019, 09:28

Ponte Morandi: è polemica tra Bucci e Anac

Il commissario straordinario Bucci: "Il Decreto Genova prevede che tutta la normativa antimafia rientri nell’esclusiva competenza diretta della Prefettura di Genova"

Ponte Morandi: è polemica tra Bucci e Anac

Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione), presieduta da Raffaele Cantone, ha deciso per la risoluzione della collaborazione per la vigilanza preventiva sulle procedure di affidamento dei lavori sul Ponte Morandi.

L'accordo sarebbe stato sciolto perché prevedeva che tutti gli atti fossero sottoposti al parere dell’Autorità prima della pubblicazione ufficiale, ma, secondo l'Autority questo non sarebbe mai avvenuto.

Per questo il Commissario straordinario per la ricostruzione del viadotto e sindaco Marco Bucci, ha replicato con una nota stampa: "In merito alle notizie di stampa emerse in relazione alla determinazione adottata in data 13 marzo da Anac, con la quale la stessa Autority avrebbe deliberato la risoluzione del protocollo sottoscritto il 7 dicembre 2018, pare opportuno preliminarmente chiarire che il Commissario Straordinario per la ricostruzione del viadotto Polcevera ha particolare piacere e interesse a proseguire la collaborazione con Anac".

Ma continua specificando che: "il protocollo prevedeva una ordinaria scadenza trimestrale qualora non fossero stati richiesti interventi da parte del Commissario, in relazione a procedure di affidamento instaurate dopo la stipula del protocollo avvenuta il 7 dicembre, sulle quali l’Anac avrebbe dovuto effettuare la vigilanza collaborativa in via preventiva all’adozione degli stessi atti. In effetti nessun atto di tale tipologia è stato emesso in tale periodo dal Commissario, e quindi nessun inoltro poteva essere fatto".

Inoltre: "L’attività in corso era infatti riferita a procedure di affidamento già definite in epoca precedente alla stipula dello stesso Protocollo, nei cui confronti quindi non si sarebbe potuto procedere in via preventiva, alla tipologia di verifica dell’Anac prevista. Per altro, di tale attività è stata comunque data piena e costante informativa all’ Anac con inoltro degli atti e dei documenti relativi e con pieno recepimento delle osservazioni che l’Autorità ha ritenuto di formulare".

E conclude: "Il Decreto Genova, inoltre, prevede che tutta la normativa antimafia rientri nell’esclusiva competenza diretta della Prefettura di Genova, con la quale è allo stato attuale attivo uno specifico Protocollo, stipulato il 17 gennaio scorso".

Redazione

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