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Cronaca | 16 aprile 2019, 18:13

Aereo sgancia carburante nel Mar Ligure, la precisazione: "Le sostanze volatili evaporano poco dopo lo scarico"

La nostra redazione ha contattato Gabriele Marino, ventenne genovese che sta studiando per ottenere la licenza Atpl da pilota di linea: "Quel carburante che è stato sganciato, al mare non ci è manco arrivato"

Foto generica

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Ieri un Airbus A330 della compagnia Alitalia ha dovuto interrompere il suo volo verso Tokyo Narita e per poter atterrare ha scaricato circa 80 tonnellate di cherosene sul mare italiano e precisamente sul Mar Ligure, nelle acque antistanti Genova.

L'aereo proveniente da Milano Malpensa era diretto in Giappone e una volta sul Trentino, dopo un ampio giro ha fatto ritorno nel capoluogo lombardo, non prima di essersi liberato del carico di carburante per motivi di sicurezza.

Il fatto ha suscitato preoccupazione e indignazione da parte del mondo politico e dei cittadini, così abbiamo contattato Gabriele Marino, ventenne studente genovese che sta studiando per ottenere la licenza Atpl da pilota di linea, il quale ha rassicurato spiegando diversi aspetti: “Gli aerei hanno dei pesi massimi sia al decollo che all’atterraggio. In aerei lungo raggio come il 330 in questione il peso massimo al decollo è molto maggiore di quello consentito all’atterraggio per questioni strutturali. Nel 99% dei casi tutto va bene e un aereo che decolla al peso massimo durante il volo consuma carburante e arriva a destinazione ben al di sotto del peso massimo all’atterraggio. In questo caso in cui un problema ha costretto l’equipaggio a decidere di rientrare, ci troviamo nel caso in cui un aereo che pianificava di avere carburante per 12 ore di volo deve riatterrare dopo solo 1 ora di volo, quindi non ha bruciato carburante, quindi è sopra il peso massimo all’atterraggio. Proprio per questo è stato creato il sistema di scarico carburante che serve a rilasciare da due ugelli sulle ali il carburante necessario per alleggerirsi e atterrare in completa sicurezza”.

“L’aereo è stato mandato sul mar Ligure ma molto a largo non su Portofino (i controllori sanno quali sono le zone adibite a questa procedura) e poi come tutte le sostanze volatili come il Jeta1 essa evapora poco dopo lo scarico, quindi 80 tonnellate di carburante scaricato non è paragonabile ad una petroliera che perde 80 tonnellate di carburante in mare, perché quel carburante che è stato sganciato, al mare non ci è manco arrivato. Questo è il processo per cui un canadair che deve spegnere un incendio deve sganciare ad una quota molto bassa e non dallo spazio perché se no l’acqua è impossibile che arrivi sulle fiamme. Tutto si vaporizza in poco tempo dopo lo sgancio che avviene da 16mila piedi, da circa 5 km di altezza” ha spiegato Gabriele Marino. 

Luciano Parodi

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