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Cronaca | 14 maggio 2019, 11:23

Demolizione del Morandi, l'antimafia blocca una ditta di Napoli coinvolta nei lavori

L'azienda finito nel mirino dei controlli contro il crimine organizzato, titolare di un subappalto da 100 mila euro, sarebbe riconducibile d ambienti vicinio al clan camorristico D'Amico

Demolizione del Morandi, l'antimafia blocca una ditta di Napoli coinvolta nei lavori

Come riportato da numerose teastate di informazuione nazionali una delle ditte impegnate nelle lavozuioni per la dfemolizion del ponte Morandi è stata colpita da interdittiva antimafia: si tratta della Tecnodem S.r.l., ditta napoletana che  si occupa di demolizione di materiale ferroso.

L'azienda ha ottenuto l'affidamento di un subappalto dalla Fratelli Omini da 100 mila euro, ma è stata notificata l'interdittiva dalla Dia genovese, a seguito del provvedimento emessa dal prefetto Fiamma Spena alla Tecnodem, ritenuta “permeabile di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso”.

L’amministratrice e unica socia della società, Consiglia Marigliano, è consuocera di Ferdinando Varlese, pluripregiudicato napoletano domiciliato a Rapallo, che risulta anche tra i dipendenti della stessa ditta insieme a due suoi figli e  a una nipote.

Varlese è stato condannato dalla Corte d’Appello di Napoli nel 1986 per associazione a delinquere in un processo che vedeva tra gli imputati anche soggetti affiliati al clan Misso-Mazzarella-Sarno, guidato da Michele Zaza e Ciro Mazzarella. Inoltre sempre a carico di Varlese risulta una ulteriore condanna in secondo grado risalente ai primi anni 2000 per estorsione tentata in concorso con l’aggravante mafiosa: secondo la Dia proprio quest'ultimo episodio criminale evidenzia i legami di Varlese con il clam camorristico dei D'Amico, con il qule sussistono peraltro legami di tipo parentale.

La struttura commissariale per la demolizione e ricostruzione di ponte Morandi ha quindi 'risolto' il contratto con la Tecnodem. La decisione, dopo l'interdittiva della prefettura sulla base degli accertamenti della Dia sulla permeabilità a infiltrazioni mafiose, è stata pubblicata sul sito della struttura.

La struttura ha chiesto l'immediata risoluzione del contratto con l'azienda: "Come previsto dal protocollo sottoscritto dal commissario per la ricostruzione Marco Bucci e il prefetto di Genova Fiamma Spena, dato il provvedimento interdittivo adottato dalla Prefettura nei confronti dell'impresa Tecnodem srl, la struttura commissariale ha provveduto a chiedere l'immediata risoluzione del contratto in essere all'Ati di demolizione, di cui la stessa azienda era un subappalto con incarico di "demolizione e bonifica di impianti tecnologici. Al provvedimento si è arrivati grazie all'efficienza dei controlli svolti puntualmente eseguiti nei confronti delle aziende che orbitano attorno al cantiere".

Redazione

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