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Attualità | 25 maggio 2019, 10:41

Donne ed elezioni: il questionario di Soprattutto Europa e Centro in Europa

Soprattutto Europa e il Centro in Europa hanno voluto indagare tramite un questionario l'opinione di associazioni femminili e non sul rapporto tra donne ed Unione europea nella nuova legislatura del Parlamento europeo

Donne ed elezioni: il questionario di Soprattutto Europa e Centro in Europa

Soprattutto Europa e il Centro in Europa hanno voluto indagare tramite un questionario l'opinione di associazioni femminili e non sul rapporto tra donne ed Unione europea nella nuova legislatura del Parlamento europeo che scaturirà dalle elezioni di domenica 26 maggio.

L'esigenza di indagare sul rapporto donne/Europa nasceva dalle indicazioni fornite da sondaggi giornalistici (Sole 24 Ore) e da studi condotti dall'Unione Europea, da cui emergeva che sono soprattutto le donne ad essere incerte sul voto europeo. Dato suffragato dal divario tra votanti maschi (47%) e femmine (42%) alle passate elezioni europee. Un gap preoccupante, al quale però non pare abbia fatto riscontro nella campagna elettorale per il voto europeo alcun focus né sulle incertezze delle donne, né sulle loro opinioni sull'Europa.

"Con molto senso del limite, visto che era fuori dalla nostra portata un'indagine a tappeto, abbiamo individuato nelle associazioni femminili, in particolare genovesi,  un sensore privilegiato delle opinioni e delle esigenze delle donne", spiegano in una nota stampa le associazioni.

Il questionario era articolato in due parti: la prima tendente a verificare l'interesse, la percezione di "utilità" delle donne liguri verso l'UE, e quindi la volontà o meno di votare alle elezioni europee, la seconda sull'individuazione di interventi che l'UE dovrebbe prioritariamente realizzare nei prossimi anni per migliorare la condizione delle donne. Il questionario era preceduto da una nota che ricordava le azioni UE per parità, democrazia e diritti civili, a partire dal principio di parità retributiva sancito dal Trattato di Roma del 1957, azioni poco rappresentate e valorizzate dai media italiani.

Su 30 richieste di compilazione le risposte ricevute sono state 27, quasi tutte integralmente compilate; il questionario era rivolto ad associazioni femminili o a donne con un ruolo preminente in associazioni non tipicamente femminili. Alcune hanno preferito rispondere a titolo personale e sono quindi qualificate come opinion leader.

Le 27 risposte sono dunque riferibili a

- 12 associazioni femminili

- 10 associazioni

- 5 opinion leader.

Rispetto al primo blocco di domande la quasi totalità delle rispondenti ha dichiarato di essere "molto interessata" alle politiche UE (23), "abbastanza interessata" (3), "non molto interessata" (1). Analoga la risposta sul voto: 24 indicano il massimo livello di probabilità di recarsi alle urne, solo 2 indicano un livello di interesse appena inferiore, mentre una non risponde. Dato non scontato vista la limitata partecipazione al voto nella scorsa consultazione europea, ma certo favorito dalla specifica sensibilità del mondo associativo.

Nel secondo blocco si è passato ad affrontare direttamente le priorità per le donne. La domanda 3 riguardava tematiche affrontate dal Parlamento Europeo, ma non risolte, in diversi casi per l'opposizione di alcuni governi nazionali presenti nel Consiglio dell'Unione Europea.

Il questionario richiedeva di porre in ordine di priorità 4 temi. Mentre quello dei "finanziamenti" non è stato considerato prioritario, le risposte si sono concentrate sulle politiche, in particolare sulla necessità di intervenire contro la violenza sessuale (14), con una forte attenzione alla parità retributiva (10) e alle politiche di conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa (7). Le differenze tra i 3 blocchi non sono molto rilevanti, pur con una prevalenza del tema molto sentito della violenza sessuale.

Le risposte alla quarta domanda, che richiedeva quali ulteriori azioni l'UE dovesse intraprendere, oltre a quelle già avviate e non portate a conclusione, sono ancora più frammentarie ed esprimono da un lato l'interesse per le iniziative proposte, dall'altra la difficoltà ad attribuire un livello di priorità. Qualche nota a pie' pagina infatti diceva:" Ma sono tutte importanti!".

La proposta di misure per tener conto delle specifiche esigenze di donne e ragazze migranti ha avuto 10 preferenze, quella di un'azione di lotta contro le forme emergenti di violenza di genere (stalking e molestie on line) 8, le misure per più servizi di salute sessuale e riproduttiva e per la partecipazione delle donne nei settori in cui sono sotto rappresentate (STEM e altri) 9; quella su un approccio di genere alle politiche UE 4.

L'ultima risposta sembra avere un distacco maggiore, ma se sommiamo le priorità 1 e 2 i distacchi si affievoliscono e vi è pure un ribaltamento di priorità: servizi e partecipazione dà un totale di 16, a fronte di 15 in totale per le donne migranti.

A seguire 13 per le nuove forme di violenza e 10 per un approccio di genere. Dunque, pur con qualche differenza di accento, l'insieme delle tematiche vecchie e nuove che afferiscono in modo specifico alla vita delle donne e' visto con grande attenzione dalle associazioni. Nella massiccia risposta a questa piccola iniziativa di indagine gioca probabilmente la consapevolezza di un gap uomo/donna ancora marcato a livello europeo sia in tema lavorativo e formativo, che in quello dei diritti e della libertà femminile. Gap che non tende a diminuire, ma è semmai minacciato dalla possibile avanzata di formazioni politiche nazionaliste (oltre alla documentazione UE in materia, vedi il recente approfondimento del quotidiano francese Liberation sui programmi elettorali dei partiti nazionalisti e populisti europei).

"Sarà molto importante stimolare l'azione parlamentare nei nuovi eletti, compito prevalente dei partiti. Nel nostro piccolo di associazioni che promuovono l'informazione sull'Europa, ci ripromettiamo di osservare le iniziative pro o contro le donne dell'UE e di darne conto. Speriamo di poterlo fare in collaborazione con i media liguri ed in particolare con le associazioni femminili e le donne operanti nelle associazioni e nelle istituzioni. La sensibilità che abbiamo verificato con questo questionario e' la migliore base comune per un'azione attenta di monitoraggio delle iniziative e dei comportamenti delle elette e degli eletti nella nostra circoscrizione, il nord ovest", conclude la nota delle due associazioni.

Redazione

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