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Attualità | 26 maggio 2019, 17:24

Museo Luzzati, Tursi in campo per trovare un nuovo spazio

Passa all’unanimità la mozione presentata in Consiglio Comunale. Da quasi un anno i locali di Porta Siberia non sono più accessibili. “Ma vanno preservate l’eredità e il patrimonio storico di questo grande maestro”

Museo Luzzati, Tursi in campo per trovare un nuovo spazio

 

Ha portato in alto il nome di Genova nel mondo, ha emozionato e stupito generazioni di bambini e ragazzi, ha incantato generazioni di adulti con le sue splendide e inimitabili scenografie teatrali, ha dato un contributo mirabile alle arti di ogni tipo.

Eppure, il Museo dedicato a Emanuele Luzzati, presso Porta Siberia, negli spazi del Porto Antico, non riesce proprio a sopravvivere, non riesce a stare al passo con il ricordo, imperituro, di un grande interprete e uomo di cultura dei nostri tempi.

“Costi di gestione insostenibili”, e così, da ormai quasi un anno, la struttura non è aperta al pubblico e il maestro Lele vive sì attraverso le sue opere, ma non più in uno spazio tutto suo. In una città che dimentica troppo spesso (e speriamo non volentieri) chi l’ha portata in alto, questa è una ferita quotidiana, una vicenda molto triste, ma anche un fronte da riparare prima che sia veramente troppo tardi.

Con questo intento, nei giorni scorsi, si è mossa la politica. In Consiglio Comunale è stata approvata all’unanimità la mozione datata 19 aprile 2019 e presentata dai consiglieri Mario Mascia, Stefano Anzalone, Mario Baroni, Guido Grillo, Stefano Costa, Lorella Fontana, Franco De Benedictis e Lilli Lauro, avente come oggetto: “Museo Luzzati”.

Nel testo, si ricorda come Lele Luzzati, nato a Genova nel 1921 da una famiglia di origine ebraica e costretto ad abbandonare la sua città nel 1938 a causa delle leggi razziali, sia stato interprete di una cultura figurativa abile e colta, capace di usare con maestria ogni sorta di materiale: dalla terracotta allo smalto, dall’intreccio di lane per arazzi all’incisione su supporti diversi.

“Luzzati - scrivono i consiglieri - ha collaborato con registi, architetti, artisti e scrittori di fama internazionale, ed è stato un maestro in ogni campo dell’arte applicata, noto soprattutto come scenografo e illustratore. La ricchezza del suo mondo fantastico, l’immediatezza e l’espressività del suo stile personalissimo ne hanno fatto uno degli artisti più amati e ammirati del nostro tempo”. Nonostante tutto questo, “rileviamo che la sede del Museo Luzzati, dedicato al grande maestro genovese, presso Porta Siberia, imponente edificio progettato nel Cinquecento da Galeazzo Alessi e restaurato nel 2000 dall’architetto genovese Renzo Piano, dal 1° giugno 2018 ha chiuso i battenti, a causa dell’insostenibilità dei costi di gestione, della struttura e dei programmi. Ma, nondimeno, appare secondo noi opportuno mantenere viva la memoria dell’illustre maestro genovese, anzitutto individuando idonei spazi fisici dove custodire il suo archivio e avviare l’attività della costituenda Lele Luzzati Foundation”.

Per questo, i consiglieri impegnano il sindaco Marco Bucci e la Giunta Comunale “ad attivarsi affinché venga individuata una sede idonea, una ‘Casa Luzzati’, ove collocare l’archivio Luzzati e la costituenda Lele Luzzati Foundation. Inoltre, a preservare l’eredità e il vasto patrimonio storico, artistico e culturale dell’illustre maestro Emanuele Luzzati, con l’organizzazione di manifestazioni e con la promozione di tutte le iniziative di propria competenza quali, a titolo meramente esemplificativo, convegni ed eventi atti a conservare la memoria, anche con il coinvolgimento degli istituti scolastici genovesi di ogni ordine e grado, dell’Università di Genova e di tutti gli enti e associazioni interessati, sia nazionali che internazionali, all’uopo inserendo in bilancio le somme necessarie”.

Tursi, quindi, si prende il preciso impegno a finanziare, eventualmente, delle iniziative in memoria di Luzzati, e scende in campo per la riapertura di uno spazio ‘fisico’. Un segnale molto importante, a un anno di distanza da quell’annuncio dato dalla Porto Antico spa attraverso un comunicato: “È arrivato il momento di una pausa per il Museo Luzzati. La storica sede di uno dei musei più originali del panorama cittadino ha bisogno di alcuni interventi di manutenzione, indispensabili per aggiornare il progetto espositivo ed ottimizzare la fruizione della struttura anche dal punto di vista logistico”.

In realtà, le motivazioni della chiusura sono più profonde e vanno ricercate dal punto di vista economico. “La nostra idea - commentava Giorgio Mosci, presidente di Porto Antico spa - è di investire e rilanciare il museo in modo che possa restare in piedi. È una sfida che non può essere affrontata con annunci, ma con fatti concreti. Stiamo aprendo delle tavole rotonde con il Comune, e anche con altri partner come Palazzo Ducale, per capire che tipo di direzione debba prendere la struttura. Noi vogliamo che abbracci mostre più popolari e attrattive, senza però snaturarsi, quindi mantenendo sempre un focus centrale su Luzzati, nome famoso in tutto il mondo. A questa aria fresca nel contenuto vogliamo affiancare dei lavori, fra cui la messa a nuovo dell’ingresso”.

Chissà se i genovesi, a ogni livello e a ogni titolo, sapranno fare una bella sorpresa, a quel maestro che delle sorprese e delle emozioni ha fatto una ragione della propria vita.

Alberto Bruzzone

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