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Eventi | 14 giugno 2019, 17:41

75° anniversario della deportazione nazifascista dalle fabbriche genovesi, la cerimonia a Sestri Ponente

La manifestazione ricorda un episodio del 1944, descritto dallo storico Antonio Gibelli nel suo libro “16 giugno 1944: un atto di guerra tedesca contro gli operai genovesi”:

75° anniversario della deportazione nazifascista dalle fabbriche genovesi, la cerimonia a Sestri Ponente

Domenica 16 giugno, alle ore 10,30, in piazza Baracca, a Sestri Ponente, alla presenza della consigliera comunale Lorella Fontana, prenderà il via la cerimonia di commemorazione del 75° anniversario della deportazione nazifascista dalle fabbriche genovesi.

Il programma della manifestazione si svolgerà con i seguenti appuntamenti: alle ore 10.30, presso la Basilica N.S. Assunta in piazza Baracca, verrà officiata la Santa Messa. A seguire, nell'atrio di Palazzo Fieschi, si svolgerà la deposizione delle corone votive. Infine nel salone Palazzo Fieschi si terrà l'orazione commemorativa a cura di Ivano Bosco,  segretario generale CGIL Reggio Emilia.

La manifestazione ricorda un episodio del 1944, descritto dallo storico Antonio Gibelli nel suo libro “16 giugno 1944: un atto di guerra tedesca contro gli operai genovesi”:

Genova era la città da punire nel suo cuore operaio e industriale, il più combattivo che, con nuove manifestazioni di sciopero, si era dimostrato ancora indomito e ostile. Reparti armati tedeschi e forze fasciste circondarono la S. Giorgio, la SIAC, l’Ansaldo, la Piaggio e bloccarono i lavoratori che tentavano di fuggire. Armi alla mano procedettero alla selezione dei più giovani e li caricarono su vagoni ferroviari. Circa 1300 rimasero in trappola.Qualcuno riuscì a fuggire, qualcuno morì nel tentare di farlo gettandosi dal treno, qualcun altro fu colpito dai nazisti nel corso del tentativo. Per altri la meta fu inizialmente Mauthausen, poi uno dei campi di lavoro forzato del Reich. Alcuni non tornarono. I loro nomi si aggiunsero al martirologio delle deportazioni che già comprendeva gli ebrei prelevati nell’autunno precedente, gli antifascisti catturati singolarmente, le vittime delle rappresaglie”.

Redazione

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