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Cronaca | 15 giugno 2019, 17:18

Pegli, nuova sfida del Comune contro il punteruolo rosso

Tursi sta per avviare un progetto pilota in Villa Pallavicini, ai Giardini Peragallo e in piazza della Stazione. Nel parco storico, due alberi saranno abbattuti e sostituiti. Corsa contro il tempo per salvare tutti gli altri

Pegli, nuova sfida del Comune contro il punteruolo rosso

Le palme di Pegli sono, insieme a quelle dei parchi di Nervi, le ‘grandi malate’… più malate della città. Nei mesi e negli anni scorsi il punteruolo rosso, un terribile insetto che proviene dai paesi del Nord Africa, ha fatto strage di questi maestosi alberi, specialmente della loro versione più alta, rigogliosa e spettacolare: le palme della specie Washingtonia

Il punteruolo arriva dall’alto, attacca la palma sulla sua sommità e, giorno dopo giorno, mese dopo mese, la scava dentro al tronco sino a quando non c’è più nulla da fare. Complicatissimo accorgersi in tempo della sua presenza, altrettanto complicato debellare questo insetto che in Italia, e in particolare delle Riviere liguri, sembra non avere alcun agente in grado di contrastarlo. 

Ora però Palazzo Tursi, anche per preservare la storicità di questi alberi, che oltre a essere un magnifico arredo urbano naturale sono ormai un’abitudine e un panorama del cuore di quelli che sembra impossibile veder sparire, sembra aver trovato una possibile soluzione e si appresta a mettere in campo una task force. 

Il progetto pilota, per quanto riguarda Pegli, è legato a Villa Pallavicini, ai Giardini Peragallo (adiacenti alla passeggiata a mare) e a piazza Ponchielli, per tutti la piazza della stazione ferroviaria. Il Comune di Genova fa presente che “saranno trecentosessantacinque le palme sottoposte a trattamenti, nel nuovo piano per la lotta al punteruolo rosso”. Le prime notizie dell’infestazione, ricorda Tursi, “risalgono al 2015, con una palma colpita nel parco storico di Villa Piaggio, in centro città. Da allora i numeri sono andati crescendo in modo preoccupante: tre esemplari nel 2016, trentasei nel 2017, cinquantasei nel 2018 e già cinquantadue nella prima parte del 2019. Per la nostra città, che ha un patrimonio di 1.459 esemplari di palme appartenenti ai generi principali (Phoenix, Washingtonia, Livistona, Syagrus), è fondamentale fornire una risposta efficace al problema fitosanitario e paesaggistico: per questo è stato realizzato un progetto pilota organico che definisce l’importanza di interventi integrati e complementari di difesa preventiva, curativa e di ricostruzione del paesaggio”.

Il piano d’azione è sviluppato dal Settore Verde Pubblico del Comune di Genova, in sinergia con Aster e con il contributo scientifico di Claudio Littardi (Centro studi per le palme - Sanremo) e Carmelo Fruscione, e avrà una durata sperimentale di ventiquattro mesi. Sono previsti: contenimento dell’infestazione, protezione del patrimonio storico del Comune di Genova e ricostruzione paesaggistica, oltre all’analisi dei risultati ottenuti e alla predisposizione di linee guida per l’immediato futuro, utili anche a soggetti privati. 

Nei due anni di attività, sono previsti: procedure di monitoraggio visivo per la verifica di eventuali infestazioni ogni quindici giorni; trattamenti agronomici per tutelare al meglio la salute della pianta e ridurre i rischi di infestazioni; eliminazione delle palme gravemente infestate o morte; programma delle sostituzioni: per ogni singola area d’intervento verrà predisposto un piano di ricostruzione del patrimonio arboreo, diversificando, dove possibile, la scelta delle specie. 

A Pegli, due palme che sono state colpite in Villa Pallavicini, verranno abbattute e sostituite con specie diverse. Si farà di tutto, invece, per salvare i due esemplari in piazza della stazione, che sono tra i simboli indiscussi della delegazione. Accanto ad esse, verranno impiantate anche tre palme di specie Dactylifera. Stesso discorso ai Giardini Peragallo: operazione mantenimento e salvataggio dell’esistente (qui le maestose Washingtonie stanno tutt’intorno al Monumento ai Caduti di Guerra) e inserimento di tre esemplari di Dactylifera. Sul suolo del Comune, invece, non saranno più impiantate le Phoenix Canariensis, che sono particolarmente soggette agli attacchi del punteruolo rosso. 

A fornire un quadro della situazione è il vivaista Marco Devoto, titolare dell’azienda Vivai Devoto, tra le principali in tutta la Liguria per il florovivaismo e non solo. Secondo l’esperto, “questo insetto è arrivato dal Nord Africa. Là, in proporzione, non ha fatto i danni che sta compiendo qui perché, evidentemente, in Africa ci sono degli antagonisti del punteruolo che hanno limitato la sua azione. Altrimenti interi palmizi sarebbero andati irrimediabilmente distrutti. La brutta notizia è che, allo stato attuale, un rimedio veramente certo ed efficace purtroppo non esiste ancora. Tutti gli interventi che sono stati adottati per contrastare il punteruolo, e che io stesso ho operato presso alcune abitazioni private, sono dei palliativi”. 

Ora il Comune di Genova ci prova con una nuova tecnica. Si fa di tutto per salvare degli alberi, il cui valore, in questo caso, va ben oltre quello naturalistico. 

Alberto Bruzzone

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