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Attualità | 18 giugno 2019, 16:59

Voltri, chiude la succursale dell’Istituto ‘Rosselli’

L’annuncio da parte del dirigente scolastico a studenti e famiglie è arrivato nei giorni scorsi. La Città Metropolitana non ha rinnovato il contratto d’affitto dei locali. Decine di ragazzi dovranno spostarsi nella sede di Sestri Ponente già da settembre

Voltri, chiude la succursale dell’Istituto ‘Rosselli’

La succursale dell’istituto ‘Rosselli’ di Voltri chiude i battenti e decine di studenti si dovranno spostare, già a partire dal prossimo settembre, nella sede principale di Sestri Ponente. Il dirigente scolastico della scuola superiore, il professor Angelo Capizzi, lo ha comunicato a genitori e alunni, attraverso una lettera datata 14 giugno.

Il Consiglio d’Istituto ha dovuto far seguito a una richiesta giunta lo scorso 24 maggio da parte della Città Metropolitana. Il Servizio Patrimonio dell’ex Provincia di Genova ha informato la scuola del “recesso anticipato da parte della scrivente amministrazione a far data dal 3 ottobre 2019, dal contratto stipulato in data 11 giugno 2012. Si rende quindi necessario procedere alle lavorazioni finalizzate al trasferimento degli studenti dalla succursale di Scalinata Sant’Erasmo di Voltri alla sede di via Giotto 10 a Sestri Ponente, entro e non oltre l’inizio del prossimo anno scolastico 2019/2020. Quanto sopra al fine di garantire alla proprietà di rientrare in pieno possesso degli spazi entro i primi di settembre del 2019”.

La Città Metropolitana comunica inoltre che la proprietà, “stante l’esigenza di individuare un nuovo conduttore cui concedere i locali in questione, darà incarico a un’agenzia immobiliare, dalla stessa individuata, di visionare gli spazi in orari extra scolastici”.

La firma in calce al documento è di Stefano Salvarani, dirigente del Servizio Patrimonio. Città Metropolitana, in sostanza, ‘taglia’ un affitto e alla scuola non resta altro che informare alunni e genitori, dopo aver opportunamente informato i docenti.

Nella missiva inviata alle famiglie, il dirigente scolastico spiega: “Nell’ultimo Consiglio di Istituto, abbiamo ufficializzato la comunicazione da parte della Città Metropolitana della prossima chiusura del plesso di Voltri adibito a succursale del nostro istituto. Certamente ci sono ragioni strutturali di sicurezza: infatti da anni il secondo piano è inutilizzabile e molti interventi manutentivi andrebbero svolti, e altrettante sono le ragioni di ordine organizzativo. Quest’anno gli iscritti in prima alla succursale di Voltri sono solo cinque. La costante decrescita di alunni per la succursale, che si è registrata negli ultimi anni, ha spesso reso difficile la costituzione o il mantenimento delle stesse classi”.

Quindi, il preside prosegue: “Pur comprendendo il disagio di un cambio di sede durante il ciclo scolastico, siamo certi che comprenderete come l’unitarietà della sede ha enormi vantaggi, sul piano organizzativo e su quello didattico: una maggior stabilità e continuità dei docenti, la possibilità di scegliere per gli alunni di terza tra quattro indirizzi diversi, l’utilizzo completo dei diversi laboratori, l’offerta maggiore di attività pomeridiane o extrascolastiche, i frequenti incontri e conferenze con persone esterne alla scuola e infine anche il confronto e l’incontro con un maggior numero di compagni di studi. Chiaramente le classi in prosecuzione continueranno, a Sestri, a rimanere unite e gli alunni che saranno promossi dalla seconda potranno optare per l’indirizzo preferito per il triennio”.

La questione, da squisitamente tecnica, è passata sul livello politico. Perché comunque una succursale che chiude, per quanti vantaggi vi possano essere nella “unitarietà della sede”, comporta una serie di disagi, specialmente per le classi in corso. Molte famiglie hanno chiesto spiegazioni. Il Municipio VII Ponente, attraverso la consigliera Rita Bruzzone del Partito Democratico, ha preso in carico il problema. Questa mattina il tema è stato affrontato a Palazzo Tursi, in occasione del vertice dei capigruppo consiliari. È stato deciso di convocare una Commissione urgente sul tema.

Alberto Bruzzone

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