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Sanità | 06 luglio 2019, 08:00

Malati di...stress! I consigli di nutrigenomica curati da Simona Oberto

Dietro questa nostra condizione patologica, purtroppo molto sottovalutata, si nasconde ciò che la Nutrigenomica definisce “Discrepanza evolutiva”. Tradotto?

Malati di...stress! I consigli di nutrigenomica curati da Simona Oberto

La Nutrigenomica più volte sottolinea il fatto che lo “stress”, se gestito male, può essere più dannoso a livello cellulare, di qualsiasi “cibo spazzatura”. Lo sapete che il nostro cervello, se sottoposto a forti stati di stress, produce tossine che nel tempo andranno a inquinare il nostro organismo a livello sistemico, interessando quindi apparati, organi, tessuti e cellule?

Parlo di un cervello che sempre più spesso si trova in una condizione di iposoddisfazione e ipervigilanza, condizione tipica dell’uomo postmoderno, della società tecnologica e industriale. In parole povere siamo troppo tesi e spesso, profondamente scontenti. Dietro questa nostra condizione patologica, purtroppo molto sottovalutata, si nasconde ciò che la Nutrigenomica definisce “Discrepanza evolutiva”. Tradotto? Se i cambiamenti avvengono troppo in fretta, il nostro organismo non ha il tempo di adattarsi, e questo mancato adattamento può risultare fatale addirittura per la nostra sopravvivenza. In poche parole siamo vittime di una trasformazione ambientale e alimentare a 360° troppo profonda e repentina, che ha lasciato spiazzato il nostro DNA ancora fermo al mondo primitivo di 200.000 anni fa.

Se DNA e ambiente viaggiano su binari troppo distanti, il corpo e la mente si ammalano! Non c’è dubbio, l'uomo moderno rischia di diventare sempre più malato e insoddisfatto, proprio perchè la nostra biologia non ha avuto modo di adattarsi al nuovo contesto, in quanto l'evoluzione biologica ha bisogno di tempi molto più lunghi rispetto ai pochi decenni nei quali sono avvenuti i drastici cambiamenti nel nostro stile di vita. Ma che cosa è lo stress? Lo stress o meglio “la risposta allo stress” è una condizione fisiologica e naturale che caratterizza il nostro organismo difronte a uno “stimolo stressogeno”, cioè è un insieme di specifiche reazioni biochimiche e neurologiche che permettono di ottimizzare la risposta a un pericolo imminente, momento nel quale è di fondamentale importanza la nostra capacità di scelta: chiamata appunto di “attacco o di fuga”. In pochi secondi dobbiamo essere in grado di decidere la strategia migliore per difenderci da un attacco esterno. Ed ecco perché all'interno del nostro organismo avvengono specifiche e basilari risposte biologiche come: l'incremento del battito cardiaco, della pressione, il rilascio di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo, l'aumento dello zucchero nel sangue, e altre reazioni che devono ottimizzare la nostra risposta allo stimolo stressogeno. Ma questa ottimizzazione, cioè una reazione adeguata allo stimolo, avviene solo se abbiamo un organismo forte ed efficiente, ben nutrito a livello cellulare e se abbiamo una mente lucida!

Ma quanti di voi possono dire di avere una adeguata risposta allo stress? Quanti di voi si infuriano per un posteggio “rubato”, una fila inaspettata, una risposta inadeguata, una parola di troppo, un guasto improvviso? Tutti i giorni abbiamo a che fare con un capufficio arrogante, un collega geloso, un vicino di casa maleducato, un commerciante disonesto, un automobilista indisciplinato. L'uomo moderno è sottoposto a stimoli di natura psicologica sia in ambiente familiare che sociale, stimoli che rendono l'interazione con la risposta allo stress molto più complessa. Mettiamoci poi gli “inquinanti chimici” che si nascondono nel cibo, nell’acqua e nell’aria, che ci inquinano la mente e il corpo e il gioco e fatto! Tutto ciò risveglia le nostre paure, molto diverse da quelle dell’uomo preistorico che di fronte a una belva feroce, utilizzava il meccanismo di “attacco e fuga” in modo molto più equilibrato.

Le nostre paure sono di natura più psicologica: la paura di non essere accettati, di non essere all’altezza, la paura del cambiamento, di ciò che non conosciamo, la paura di non essere amati e capiti…tutte condizioni che nel tempo ci regalano scarsa autostima, incapacità di raggiungere gli obiettivi, sensi di colpa, frustrazioni e mancate gratificazioni che ci portano in uno stato cronico di stress patologico. Sto parlando di uno stress che si instaura nel nostro corpo a piccole dosi, giorno dopo giorno, accumulandosi negli anni. Uno stress psicologico, latente sicuramente sconosciuto al sistema nervoso dei nostri lontani antenati, ecco perché siamo così incapaci di tollerarlo! Questo tipo di stress provoca una eccessiva secrezione di cortisolo, ormone che facilita l'aumento di peso, l'accumulo di zucchero nel sangue e quindi di conseguenza, lo sviluppo di patologie importanti come la resistenza insulinica, il diabete, malattie cardiovascolari, o squilibri neuropsicologici come ansia e depressione. Lo stress patologico influisce negativamente anche sul nostro sistema immunitario rendendoci più attaccabili da agenti esterni patogeni. Lui, è alla base di molte patologie cronico-degenerative di cui soffrono milioni di persone nel mondo.

Allarmismo il mio? Certo che no!! Realtà dei fatti! Guardatevi in giro! Osservate il viso e gli atteggiamenti delle persone che incrociate nei vostri impegni quotidiani. Quanti sguardi tesi, espressioni arrabbiate, nervi a fior di pelle, reazioni ingiustificate, a volte violente o maleducate, vi capita di osservare? L’aria è carica di tensione e insoddisfazione. Le persone sono sempre più incapaci a gestire gli impegni, le relazioni sociali, le emozioni. E quasi sempre i rapporti con gli altri si fondano sul sospetto e sulla diffidenza. Non a caso la maggior parte delle nostre malattie sono proprio di “origine psicosociale”, origine che racconta la nostra incapacità ad adattarci all'ambiente in cui viviamo e a relazionarci con il prossimo. Allora, un consiglio pratico per restituire allo stress il suo antico e sano ruolo fisiologico? Innanzi tutto, non sottovalutatelo!

Un modo per gestirlo meglio è sicuramente quello di limitare per quanto possibile gli inquinanti esogeni, cioè quelli che introducete dall’esterno. Iniziando magari da un primo punto fondamentale: la vostra alimentazione. Cercate il cibo fresco, stagionale, senza additivi chimici, ricco di nutrienti. Fate come me, scegliete il “cibo vivo”, perché solo lui è in grado di nutrire veramente le vostre cellule, rendendole più resistenti agli stimoli stressogeni!

imona Oberto cura il sito web www.cibocuranaturale.com e la pagina facebook "Il tuo coach alimentare".

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