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Politica | 07 luglio 2019, 17:30

Politiche sociali, Volpi e Salvatore (M5S): "Immobilismo della gestione Toti si traduce in aumento disoccupazione in Liguria"

La capogruppo regionale M5S e la portavoce M5S alla Camera dei Deputati: "Grazie alla tenacia del Movimento si vedono i primi positivi risultati ovunque, tranne che in Liguria"

Politiche sociali, Volpi e Salvatore (M5S): "Immobilismo della gestione Toti si traduce in aumento disoccupazione in Liguria"

"Nel 2016, come M5S in Regione Liguria, avevamo presentato una proposta di legge per introdurre il reddito di cittadinanza, proponendolo inizialmente come sperimentazione, per i cittadini il cui reddito era ed è sotto la soglia di povertà relativa. Abbiamo cercato anche le coperture: servivano 27 milioni di euro. Ovviamente la nostra proposta venne bocciata. Eppure, quella stessa cifra, la Giunta Toti l'ha trovata eccome... ma non per politiche sociali, bensì per destinarla all'acquisto del palazzo-reggia della Regione in piazza De Ferrari.

Lo fece con una procedura di indebitamento che, si sa, ricadrà sulle spalle dei liguri, mentre ricorrere all'indebitamento per una misura come il reddito di cittadinanza, che oltre a risollevare le persone in difficoltà rimette immediatamente in circolo il denaro così investito, nell'economia reale del territorio, non è neanche lontanamente paragonabile con l'investimento in un immobile superfluo. Ne va da sé che riteniamo che quell'acquisto non fosse assolutamente necessario infatti l'Ente ha già spazi più che sufficienti in via Fieschi, e riteniamo che Toti avrebbe potuto risparmiare quei soldi destinandoli alle fasce più bisognose e a iniziative di utilità pubblica - ha dichiarato la capogruppo regionale Alice Salvatore -. Ora che Toti è già in piena campagna elettorale e ed è impegnato a lanciare il suo movimento politico, apprendiamo che fra i suoi cavalli di battaglia vi è la 'demolizione' del reddito di cittadinanza. Queste politiche e queste dichiarazioni irresponsabili, unite ai dati drammatici sull'occupazione in Liguria la dicono lunga sulla mancanza di visione della Giunta Toti".

"Questa ristrettezza di vedute ci porta al capitolo più dolente e fallimentare della Giunta Toti: mentre nel resto d'Italia la disoccupazione sta calando e continua a calare, la Liguria è purtroppo in netta controtendenza. Nella nostra regione, infatti, dal 2015, cioè da quando si è insediato Toti, la disoccupazione è salita e continua a salire - aggiunge Salvatore -: dati alla mano, in Liguria oggi ci sono 5.600 occupati in meno. In particolare, negli ultimi 10 anni, nella Sanità ligure sono stati persi 1.700 posti: l'80% di questi sono andati in fumo negli ultimi 4 anni. Vale a dire proprio in concomitanza con il governo Toti. Di fronte a una situazione di questo genere, l'atteggiamento di questa Giunta, e in particolare dell'assessore Berrino cui competono le politiche occupazionali, è quello di incolpare il Ministero. Assistiamo quotidianamente a uno scaricabarile e quel che è peggio a un attacco continuo ai centri per l'impiego".

"I centri per l'impiego, strumenti vitali per aiutare i cittadini a ricollocarsi, subiscono inaccettabili rallentamenti proprio da parte di Berrino, che dovrebbe invece incentivarli. Assistiamo a ingiustificati ritardi in tutti i settori, soprattutto nella Sanità, e a un inaccettabile immobilismo", aggiunge Salvatore.

"Il MoVimento 5 Stelle sta presentando una proposta che la sinistra in Italia non ha mai nemmeno messo in agenda: il salario minimo orario, una misura che esiste in quasi tutta Europa, presente in 22 paesi su 28, incluse Francia e Germania. È giunto il momento di adottare questo strumento di giustizia sociale per i lavoratori anche in Italia - ha affermato la portavoce M5S alla Camera dei deputati, Leda Volpi -. Il salario minimo infatti restituisce dignità al lavoratore, permettendogli di non essere più vittima del ricatto del ‘lavoro a ogni costo’, e valorizza le aziende sane che oggi devono competere con le false cooperative e certe multinazionali che sfruttano gli italiani". 

"È inaccettabile solo pensare che nel 2019 ancora migliaia di lavoratori in Italia siano costretti ad accettare ‘paghe’ di 3 o 4 euro l’ora - prosegue -. Le imprese non devono temere il salario minimo: un lavoro pagato bene è un lavoro più produttivo".


"Inoltre, stiamo portando avanti la riduzione del costo del lavoro e della pressione fiscale sulle imprese - conclude Volpi -. Su questo tema abbiamo già ridotto di 9 punti l’IRES (Imposta sul reddito delle società), vale a dire dal 24 al 15%; esteso il regime forfetario al 15% per le microimprese fino a un fatturato di 65mila euro annui; raddoppiata la deducibilità Imu sui beni strumentali (dal 20 al 40%); adottato la cedolare secca al 21% per gli immobili commerciali sotto i 600 mq; esteso sgravi fiscali per le assunzioni a tempo indeterminato (nel Sud abbiamo incluso anche gli over 35); e ridotto del 30% i premi Inail".

Comunicato stampa

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