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Politica | 08 luglio 2019, 10:52

Bagnasco sulla vertenza Pernigotti: "Di Maio in silenzio, inconcepibile continuare a prendere in giro i lavoratori"

Il deputato di Forza Italia: "Linea di Governo Lega e M5S sia unica. Da tavolo Mise del 17 esca soluzione certa"

Bagnasco sulla vertenza Pernigotti: "Di Maio in silenzio, inconcepibile continuare a prendere in giro i lavoratori"

“È inconcepibile che non si possa trovare una soluzione per la crisi della Pernigotti -  dichiara il deputato di Forza Italia Roberto Bagnasco a proposito della crisi della Pernigotti -. Prima è saltata la vendita, la produzione è ormai stata spostata da Novi Ligure e la scommessa della riconversione, rischia di portare ad uno “spezzatino”, come dimostrano le 7 manifestazioni d’interesse per la reindustrializzazione del sito in provincia di Alessandria. Un quadro che non garantisce una soluzione veloce né tantomeno tutela i diritti dei 250 lavoratori, così come dimostra il fallimento della trattativa per la cessione del comparto gelateria. È notizia di questi giorni il passo indietro dell’imprenditore riminese Emendatori come confermato dai sindacati e dall’assessore regionale al Lavoro del Piemonte Elena Chiorino, nel consiglio itinerante della Regione Piemonte tenutosi proprio nella città dell’industria dolciaria, attiva sul territorio dal 1860, che ha riacceso i fari sulla questione".

"Per l’azienda, sembra che tutto sia bloccato a febbraio, nella confusione più assoluta - si legge ancora nel comunicato di Bagnasco -. Salvini dice no a scorporare l’impresa ed il leghista Durigon, anche Sottosegretario al Lavoro, assicura di voler aiutare la Pernigotti, lamentando l’arroganza di chi non prende in considerazione possibili acquirenti ed annuncia il tavolo del 17 luglio al Ministero dello Sviluppo Economico. Dal M5S, invece, arrivano rassicurazioni sull’applicazione del Decreto Dignità, di cui ancora non si vedono i frutti. Mi chiedo, pertanto, dove siano finite le promesse del Ministro Di Maio, ad oggi in silenzio, e quali siano le azioni che intende intraprendere il Governo per salvare i lavoratori. Mi unisco pertanto anche io al monito lanciato dalla Regione Piemonte, in una lettera al Mise, chiedendo spiegazioni e prendendo una posizione durissima rispetto alla proprietà. Dal tavolo del 17 luglio auspico esca una soluzione certa e praticabile per smettere di prendere in giro i 100 lavoratori cassaintegrati ed i 150 dell’indotto”.

Redazione

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