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Attualità | 10 luglio 2019, 17:05

Miasmi e rifiuti a Palmaro, il Comune s’impegna per trovare una rapida soluzione

L’assessore Matteo Campora riceve il presidente del Comitato, Roberto Di Somma: “I tecnici Ireti stanno cercando la perdita nel canale di scolo. Entro quindici giorni ci riaggiorneremo con i cittadini”. Ieri intervento di Ceraudo (M5S) in Consiglio Comunale

Miasmi e rifiuti a Palmaro, il Comune s’impegna per trovare una rapida soluzione

Fogna a cielo aperto e rifiuti stoccati a Palmaro, il Comune di Genova s’impegna per una rapida soluzione del problema. Ieri, in Consiglio Comunale, l’assessore con delega all’Ambiente, Matteo Campora, ha risposto a un’interrogazione a risposta immediata sul tema (ex articolo 54), rivoltagli da Fabio Ceraudo, consigliere del Movimento 5 Stelle.

Secondo Ceraudo, “ormai sappiamo benissimo i numerosi problemi che Palmaro vive da tantissimi anni, da quando purtroppo ha perso il suo sbocco a mare e anche la sua economia. Sappiamo benissimo i problemi del cavalcavia autostradale, della portualità, dello stoccaggio dei container e quindi anche delle ferrovie e dello spostamento dei binari ferroviari, per poter dare anche qui in futuro una fascia di rispetto che consenta realmente a quel quartiere di tornare a vivere”.

Ma, prosegue Ceraudo, “in questo ultimo mese, proprio davanti alla ferrovia, si sono visti dei lavori che sono stati fatti da Rfi e che non sono bene identificati. Prima sono stati avvisati Regione e Comune che c’erano delle criticità, ma né i comitati né i cittadini hanno avuto risposte. A questo punto, il Comitato Palmaro ha presentato un esposto all’Asl 3, facendo quindi una richiesta ufficiale per avere delle spiegazioni a proposito di quei lavori e dei conseguenti detriti. Secondo un articolo di stampa, si tratterebbe di terre amiantifere, che per lungo tempo sono rimaste senza copertura adeguata, né alcuna protezione. Ci è voluto un mese e mezzo per capire che cosa fossero quei sacchi. Per molto tempo quelle terre sono rimaste tranquillamente in balia dei venti. Vogliamo capire quali sono le intenzioni da parte dell’amministrazione”.

Poi, c’è il discorso dei cattivi odori: “Gli altri problemi sono quelli derivanti dalla vasca di raccolta delle acque, in area portuale PSA, del Rio Madonnette: da un mese i cittadini si trovano di fronte a miasmi ammorbanti. Sappiamo che sono intervenuti sia l’Iren che il dirigente della Sezione Ambiente. Noi vogliamo rassicurazioni da parte della giunta su quali sono le iniziative che avete portato avanti, quali sono le soluzioni e che cosa volete fare con Rfi per portare via quei materiali e stoccarli in completa sicurezza”.

Per il Comune, ha risposto l’assessore Campora: “In data 20 giugno ho ricevuto la comunicazione da parte del Comitato Palmaro che ci rappresentava questi problemi. Ci si è attivati immediatamente con l’Ufficio Ambiente, e poi ci sono stati gli interventi da parte dell’Asl. Il primo luglio ho ricevuto un’ulteriore comunicazione dove mi si sottolineava il problema legato ai miasmi, quindi nelle scorse ore ho incontrato il Comitato, e ci siamo aggiornati, sia per questo fronte che anche per quello relativo all’inquinamento acustico. Il prossimo 25 luglio ci sarà una riunione presso Autorità Portuale, un tavolo che è ormai in piedi da circa due anni e che ha il compito di trovare una soluzione. Sui miasmi, abbiamo attivato Ireti, che sta effettuando tutta una serie di campionamenti, che sono particolarmente complessi perché si lavora all’interno di canali di scolo. L’obiettivo è quello di eliminare il problema. Siamo d’accordo con il Comitato di fare un aggiornamento entro le prossime due settimane”.

Come sempre in tutte le questioni che riguardano Palmaro, in prima linea c’è Roberto Di Somma, presidente del Comitato Palmaro. È stato lui a scrivere decine di mail certificate, nelle scorse settimane. Di Somma segnalava “la situazione che il nostro sestiere subisce da diverse settimane. Nella zona di cantiere del raddoppio del secondo binario portuale/nodo ferroviario, vi sono innumerevoli sacchi bianchi pieni, e poi si nota un canale di scolo a cielo aperto. I miasmi vanno avanti da settimane e nonostante gli interventi della società Iren, sollecitata dal nostro comitato, e intervenuta con i suoi tecnici, la situazione non è cambiata, anzi è andata peggiorando, viste anche le giornate di caldo torrido a cui siamo sottoposti in questi giorni”. Iniziano a essere un po’ troppe, a partire da Lungomare Canepa, le zone della città dove è impossibile aprire la finestra? È vera vita questa?

Alberto Bruzzone

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