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Attualità | 17 luglio 2019, 09:21

Lutto nel mondo della cultura: è morto Andrea Camilleri, siciliano con “Genova nell’anima”

Nel 2015 l'Università di Genova gli aveva conferito la Laurea ad Honorem, mentre nel 2016 aveva ricevuto il Grifo del Comune (VIDEO)

Lutto nel mondo della cultura: è morto Andrea Camilleri, siciliano con “Genova nell’anima”

È morto a 93 anni Andrea Camilleri. Lo scrittore, regista, sceneggiatore e drammaturgo, nato il 6 settembre 1925 a Porto Empedocle, in Sicilia, si è spento a Roma, dove era stato ricoverato il 17 Giugno scorso all’Ospedale Santo Spirito di Roma a causa di un arresto cardiaco.

Dopo “Conversazioni su Tiresia”, Camilleri si trovava nella Capitale per mettere in scena alle Terme di Caracalla “L’autodifesa di Caino”, mentre il suo ultimo libro, “Il cuoco di Alcyon”, uscito da pochi giorni in libreria, è già primo in classifica.

Si tratta dell’ultima fatica dedicata al celeberrimo Ispettore Salvo Montalbano, che ha fatto la fortuna di Camilleri, con 26 romanzi, tradotti in 40 Paesi e letti da ben 25 milioni di persone, e oltre cento libri in totale.

Siciliano della provincia di Agrigento, Camilleri aveva anche Genova nel cuore. Amico di Lele Luzzati e Gina Lagorio, più volte, infatti, aveva raccontato di essersi innamorato del capoluogo ligure e in particolare del borgo marinaro: “Se dovessi trasferirmi in qualche posto mi trasferirei a Boccadasse”.

Questo legame tra lui e la città sarà infatti indelebilmente impresso nelle pagine – e poi sullo schermo televisivo con Luca Zingaretti nei panni dell’Ispettore di Vigata – della serie di romanzi sulle indagini di Montalbano, eternamente fidanzato a distanza con la genovese Livia Burlando.

E dopo tanto successo, l’Università di Genova nel 2016 aveva conferito allo scrittore la Laurea ad Honorem in Lettere Moderne, mentre nel 2015 il Sindaco Doria lo aveva premiato con il Grifo del Comune. Camilleri, allora 90enne, aveva inviato una lettera al sindaco Doria, per ringraziarlo:

"Illustre Sindaco, vorrei ringraziare lei e la città di Genova per l'alto onore tributatomi con il conferimento del Grifo. Mi creda sono veramente, sinceramente dispiaciuto di non poter essere oggi con tutti voi, non poter passeggiare per la vostra splendida città che è diventata nella mia memoria, un luogo dell'anima. Ho infatti impressa l'immagine labirintica e al contempo generosa, solare e aperta di Genova e dei genovesi tutti e l'odore del porto che mi fa tanto odore di casa. Avrei voluto approfittare dell'occasione per poter rivivere tutto questo, ma purtroppo a 90 anni non si può più fare tutto e spesso non si riescono a fare le cose a cui si tiene di più. Un abbraccio lei e tutta la città. Suo Andrea Camilleri".

E se è vero, come affermava in "Conversazioni su Tiresia", che "noi siamo ciò che sentiamo e ciò che diciamo", allora possiamo dire che il Maestro Camilleri fosse anche genovese.

Qui la Lectio magistralis del giallista siciliano in occasione della Laurea Honoris Causa, in cui dice di Genova: "Mi sentivo a casa mia, c'era qualcosa che mi faceva innamorare di questa città" e in cui spiega da dove nasce il personaggio di Livia, da Raffaella Perillo, la prima ad aver condotto Camilleri a Boccadasse.

Redazione

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