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Cronaca | 10 agosto 2019, 17:54

Sicurezza, nel Municipio VII Ponente manca una vera cabina di regia

L’assessore Matteo Frulio: “Rispetto agli altri anni, la Prefettura non ci ha convocati. Abbiamo fatto un sollecito. Le criticità maggiori sono sempre i bivacchi abusivi a Voltri e la sosta selvaggia sulla strada verso San Carlo di Cese”

Sicurezza, nel Municipio VII Ponente manca una vera cabina di regia

Incidente istituzionale, semplice dimenticanza oppure negligenza? L’interrogativo è aperto. Cercasi risposte. Come mai, in maniera differente e assolutamente inedita rispetto agli altri anni, alla vigilia dell’estate la Prefettura di Genova non ha convocato il tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica tra le varie forze dell’Ordine? 

La domanda arriva dall’assessore municipale alla Sicurezza del VII Ponente, Matteo Frulio, uno dei più attivi all’interno della giunta guidata dal presidente Claudio Chiarotti. Il tavolo interforze non c’è stato, sicché non esiste un vero coordinamento tra Polizia di Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Forestali, Vigili del Fuoco e tutti gli altri reparti impegnati sul territorio. 

Considerando che gli anni passati questa task force è risultata decisiva per limitare e gestire fenomeni come la sosta abusiva sulla strada verso San Carlo di Cese (i cosiddetti ‘laghetti’) e il nomadismo sullo spiaggione di Voltri, con tanto di abbandono selvaggio dei rifiuti, questo ‘buco’ è vissuto molto male, nella sede istituzionale del Municipio di piazza Gaggero a Voltri

“Noi - afferma Frulio - abbiamo continuato a fare la nostra parte, coordinando la Polizia Municipale. Non ci sono stati grossi episodi sinora, né grosse trasgressioni, ma ci stupisce questo atteggiamento da parte della Prefettura. Noi abbiamo chiesto un incontro lo scorso 4 luglio, attraverso i canali ufficiali. Siccome non ci è stata fornita alcuna risposta, abbiamo inoltrato un sollecito e attendiamo che il tavolo venga convocato. Per il momento, continuiamo ad arrangiarci da soli”. 

Questo non significa che Carabinieri e Polizia non siano sul campo, però non c’è un’azione coordinata e puntuale. Ed invece, essendo le risorse perennemente ridotte, questa sarebbe assai utile, nonché funzionale (alla sera, per esempio, su tutto il territorio del VII Ponente, che è il più ampio di tutto il Comune di Genova e rappresenta un terzo di tutta la città, vi è in servizio una sola pattuglia della Municipale). 

“I problemi sul litorale sono di meno - osserva Frulio - anche per i problemi in sé del litorale stesso. Ovvero quell’enorme cantiere che continua a esistere sulla spiaggia di Voltri, oltre alle condizioni pessime dell’arenile. È chiaro che ci vengono meno persone. Per il resto, noi ci siamo messi subito in contatto con il nuovo comandante dei Vigili, il dottor Barbazza, e abbiamo segnalato le criticità maggiori. Sono inoltre tutte attivate le nostre collaborazioni con le associazioni, per i servizi di monitoraggio”. 

Sulla spiaggia si sono svolte nei giorni scorsi, alcune operazioni di sgombero di accampamenti notturni abusivi, mentre sulla strada verso San Carlo di Cese, per contenere il fenomeno della sosta selvaggia, una pattuglia sale e scende lungo la strada in ogni fine settimana. 

Interessante la presenza a Voltri, come gli altri anni, dei cani da salvamento. “Anche quest’anno, dall’inizio di agosto - racconta Frulio - il Municipio Ponente ha accolto la proposta dei Sics, ovvero la Scuola Italiana di Cani di Salvataggio, con cani provenienti da tutto il nord Italia per avere spiagge sicure, per una tranquilla balneazione. In tutta la spiaggia di Voltri, dal San Giuliano al Cerusa, ci saranno squadre che monitoreranno l’arenile e sapranno intervenire in caso di necessità. Ancora una volta benvenuti Sics. Un ringraziamento personale a Mariella Garbèro che ha coordinato l’evento e il calendario delle loro attività”. 

La Scuola Italiana Cani Salvataggio, che in Liguria è rappresentata dal gruppo ‘Vela’, è la più grande organizzazione nazionale dedicata alla preparazione dei cani e dei loro conduttori, le cosiddette Unità Cinofile, il cui obiettivo principale è l’addestramento al salvataggio nautico dei cani di tutte le razze, purché abbiano spiccate doti di acquaticità e un peso superiore ai trenta chili. 

Per comprendere appieno la loro importanza, si pensi che solo l’Unità Cinofila è in grado di effettuare la rianimazione in acqua, impossibile senza l’aiuto del cane. I cani da salvataggio raggiungono performance notevolissime di potenza e resistenza: un unico cane è capace di trainare un battello con a bordo fino a trenta persone e di effettuare prove di resistenza di nuoto su distanze comprese tra i trecento metri e i quattro chilometri, in cui cane e conduttore nuotano insieme fianco a fianco per abituarsi alla perfetta sinergia nel lavoro di salvataggio in acqua.

Alberto Bruzzone

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