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Cronaca | 11 agosto 2019, 11:48

G8 di Genova: manifestante fuggitivo arrestato in Francia

Bloccato e identificato a seguito di due mandati europei: su di lui una condanna a 11 anni e 6 mesi di reclusione per gli incidenti del G8 del 2001

Foto di repertorio

Foto di repertorio

La notizia arriva dai media francesi: un italiano è stato arrestato giovedì scorso nella regione di Morbihan, nell'ovest del paese, dalla brigata nazionale per la ricerca dei fuggitivi in seguito a due mandati d'arresto europei emessi dalle procure di Milano e di Genova. 

Secondo una fonte, si tratterebbe di un ricercato per gli incidenti del G8 del 2001 a Genova che hanno causato la morte di Carlo Giuliani. Su di lui, di cui si conosce nome e cognome - Vincenzo Vecchi - pendeva una condanna a 11 anni e 6 mesi di reclusione.

Dopo 18 anni di latitanza - si legge su Adnkronos - "Vecchi è stato fermato dalla brigata nazionale per la ricerca dei fuggitivi in seguito a due mandati d'arresto europei emessi dalle procure di Milano e di Genova", ha spiegato l'avvocato generale della Procura di Rennes, Pascal Bougy.

Dopo l'arresto a Barcellona di Francesco Jimmy Puglisi, era l'ultimo dei latitanti del processo contro i manifestanti. Vecchi, 46 anni, viveva in un comune poco distante da Rochefort-en-Terre ed era stato condannato in Italia per "devastazione e saccheggio".

Secondo l'approfondimento di Adnkronos, Vincenzo Vecchi era latitante dal luglio del 2012, ultimo condannato per i fatti del G8 di Genova ancora irreperibile. 46 anni e noto esponente dell’area anarco-autonoma milanese, riferisce la Questura di Milano, era stato condannato con sentenza definitiva della Corte di Cassazione del 13 luglio 2012, alla pena di anni 11 anni e mesi 6 di reclusione per le violenze occorse durante le manifestazioni di piazza del 20 luglio 2001 a Genova, in concomitanza con lo svolgimento del Vertice dei G8.

Nelle giornate del 20 e 21 luglio 2001, travisato e in concorso con altri manifestanti, Vecchi "danneggiava, distruggeva e incendiava svariati beni mobili e immobili tra cui alcuni istituti di credito, autovetture e un supermercato, asportandone la merce esposta all’interno. Si contrapponeva con violenza alle forze dell’ordine, inneggiando gli altri manifestanti all’attacco e lanciando bottiglie, sassi e facendo esplodere alcune molotov. Spostava inoltre dalla loro sede cassonetti delle immondizie, rovesciandoli al centro della strada".

Negli ultimi due mesi l’azione investigativa della Polizia di Stato si era intensificata anche con l’avvio di intercettazioni di varia natura concesse dalla Procura Generale di Genova; l’analisi delle informazioni relative al latitante, ai suoi vecchi compagni di lotta politica ed alla famiglia, hanno quindi consentito di acquisire numerosi elementi che riconducevano la presenza del latitante in Francia. È stata quindi interessata la polizia francese, per il tramite dell’ufficiale di collegamento in servizio presso la Dcpp/Ucigos della Polizia di Stato che ha assicurato uno stretto raccordo investigativo, che ha proseguito le indagini fornendo un contributo determinante per l’esatta individuazione del latitante.

Redazione

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