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Cronaca | 12 agosto 2019, 12:28

Lungomare Canepa, i cittadini replicano duramente a Bucci

Il Comitato: “Ma quale demolizione dei palazzi. Servono ben altre scelte. Il sindaco pensi a riprendere il dialogo con noi”. E mentre il Comune parla di tirar giù alcuni edifici, Toti annuncia i fondi per la galleria fonoassorbente: ma tra loro si parlano?

Lungomare Canepa, i cittadini replicano duramente a Bucci

Lungomare Canepa, l’ennesima provocazione. Non basta che i cittadini siano costretti a respirare aria malsana per ventiquattro ore al giorno. Non basta che siano funestati da ogni tipo di rumore, per ventiquattro ore al giorno. Non basta che non possano mai aprire le finestre, che siano prigionieri dentro le loro case, che siano sempre più vittime inascoltate, e sempre più frustrati e stressati.

Ora s’avanza l’ipotesi che le loro case vengano demolite. Per risolvere il problema. E la prospettiva non l’ha avanzata una persona qualunque. Perché si tratta del sindaco di Genova, Marco Bucci. Oggi, dopo qualche giorno di silenzio, il Comitato Lungomare Canepa replica con un duro comunicato, dove si dimostra allibito, per non dire altro.

Secondo il gruppo di cittadini presieduto da Silvia Giardella, “quando parla il sindaco della sesta città d’Italia, ciò che dice è da prendere molto sul serio. Perciò l’ipotesi di demolire alcuni palazzi di lungomare Canepa è da ritenersi una concreta idea del primo cittadino di Genova. E qui iniziamo a non capire. Non capiamo, innanzitutto, perché questa intenzione venga prospettata mediaticamente, senza aver preventivamente esposto la drammatica ipotesi agli interessati. È un dato di fatto che questa scelta ingeneri panico in una popolazione già profondamente oltraggiata da un progetto viabile devastante per l’intero quartiere”.

La delusione è fortissima: “Ben altro comportamento - affermano dal Comitato - ci saremmo attesi da parte di un’amministrazione che, a più riprese, ha additato la condivisione con i cittadini quale cardine del proprio operato, e che perciò aveva promesso pubblicamente la realizzazione dei presidi urbanistici e architettonici da noi richiesti: galleria fonoassorbente e una vera fascia di rispetto. In secondo luogo, non comprendiamo il motivo per cui la demolizione di ‘due o tre palazzi di lungomare Canepa’ possa costituire un’alternativa alla galleria fonoassorbente, poiché la problematica acustica colpisce tutti gli edifici del fronte mare e anche quelli, più interni, di via Sampierdarena”.

Ma, soprattutto, viene da chiedersi una cosa: il sindaco Bucci e il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti tra loro si parlano? Perché mentre uno prospetta la demolizione di alcuni palazzi, l’altro, pochi giorni prima in Consiglio Regionale, ha parlato di possibili finanziamenti da Anas per la realizzazione della galleria fonica. Idee chiare zero, quindi. Parole al vento moltissime. Ed è sempre il modo migliore per non arrivare a nulla.

Il Comitato Lungomare Canepa precisa: “Siamo abituati a pensare che le case vengano demolite da catastrofi naturali o da inderogabili motivazioni di pubblica necessità, come l’edificio di via Giotto a Sestri Ponente, non certo per sostituirle con parcheggi e giardini. Di fatto, le ipotizzate demolizioni nulla avrebbero a che fare con la realizzazione della strada di scorrimento, i cui pertinenti espropri furono realizzati in epoca antecedente al cantiere. Di certo l’idea di demolire, mai pronunciata in due anni di interlocuzioni con il sindaco, viene esternata in concomitanza con l’avvio della vertenza legale a tutela della salute dei cittadini che vedrebbe anche il Comune quale controparte. Abbiamo personalmente interloquito con svariati professionisti, architetti in testa, che hanno elaborato altrettanti progetti di reale riqualificazione e rilancio del waterfront di Sampierdarena, proprio per mitigare gli effetti della nuova strada sull’abitato e al contempo restituire a Sampierdarena il legame con il proprio mare. Una riqualificazione sarebbe possibile senza amputare il centro storico di Sampierdarena, anzi integrandolo con nuove e moderne infrastrutture a misura d’uomo a disposizione non solo dei residenti ma anche dei turisti e di un tessuto lavorativo di ambito marittimo e portuale potenzialmente crescente”.

La chiusura è con un auspicio: “Ci auguriamo che il sindaco vorrà riprendere il filo interrotto a giugno 2018, nel corso dell’ultimo incontro, per un serio confronto sul destino di questa parte della città, il cui bacino portuale, lo ribadiamo, dà e darà a Genova e al Paese un contributo economico misurabile in termini di Pil”.

Ma altrettanto misurabile, da queste parti, è il danno in termini di salute che questa autostrada a cielo aperto sta creando. E di cui nessuno, seriamente e responsabilmente, si sta occupando.

 

Alberto Bruzzone

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