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Cultura | 13 agosto 2019, 09:28

Festival Musicale del Mediterraneo: al via la 28esima edizione a Genova

Dal 31 agosto al 21 settembre in diverse location del capoluogo

Festival Musicale del Mediterraneo: al via la 28esima edizione a Genova

Sono location da sogno quelle della 28esima edizione del Festival Musicale del Mediterraneo: dal Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale al Chiostro del Museo Diocesano passando per il Parco dell’Acquasola, Palazzo Tursi, Palazzo Bianco, il Museo del Castello D’Albertis, il Teatro Duse e il Celso oltre alla parata che coinvolgerà tutto il centro sino alle periferie. Luoghi simbolo di quella Genova culturale e storica che trattiene la memoria dei fasti passati, accogliendo nei suoi scrigni senza tempo solo sfide selezionate e di acclarato valore.

Lo spirito del Festival Musicale del Mediterraneo, organizzato dall’Associazione Echo Art dal 1992, è proprio quello di innestare sull’energia di luoghi simbolo solo temi specifici in prime nazionali ed europee. Dal 31 agosto al 21 settembre Genova diventa così teatro della scoperta e della valorizzazione di musiche rare, tramite concertieventi collaterali a carattere espositivo e workshop. Di fatto la sua rilevanza e la sua unicità nel panorama delle kermesse italiane è già stata riconosciuta dall’Unesco che ne ha rimarcato “L’importanza della valorizzazione dei linguaggi e la promozione delle culture dei popoli”.

Tra gli eventi che sono risultati più seguiti dalle decine di migliaia di spettatori nell’arco di quasi tre decenni quelli degli Aborigeni australiani, dei Dervisci turchi, dei Tuareg del deserto, degli Indios dell’Amazzonia, delle polifonie Zulu e di quelle sarde e corse, gli incontri tra Antonella Ruggiero e l’orchestra multietnica della Banda di Piazza Caricamento, anche se l’elenco, che conta tutti i continenti, sarebbe lunghissimo.

Ultimamente il Festival Musicale del Mediterraneo si è concentrato su diverse aree geografiche per un triennio richiesto dal Bando Performing Art della Compagnia di San Paolo: EurAfrica nel 2018, Eurasia quest’anno (2019) e EurAmeriche nel 2020, focalizzando luoghi comuni e differenze, creando luoghi sonori di scambio e di creazione. Una ventina gli spettacoli del 2019 che verranno svelati nella conferenza stampa presso la Feltrinelli di via Ceccardi 18-24r a Genova il 30 agosto alle 11 alla presenza di organizzatori e artisti, cui seguirà rinfresco.

Per ora il patron Davide Ferrari, volto noto anche della musicoterapia che pratica al San Martino e al Gallino, anticipa gli eventi dalle ore 21 del 3 settembre “Le Vie dell’Estasi” (Palazzo Ducale) con Dervisci Sema Ensemble di Istanbul insieme alla danza contemporanea (DEOS Dance Ensemble Opera Studio – Echo Art Ensemble Italia), il 5 settembre l’ “Omaggio al Dalai Lama” (Parco dell’Acquasola) , il 12 settembre “Paganini meets India” che unisce Jyotsna Srikhant al Quartetto Perosi (Palazzo Tursi) e il 21 settembre l’ “Omaggio a Pina Bausch” con Tadashi Endo (Teatro Duse). In particolare in quest’ultimo Tadashi Endo, danzatore di danza Butoh, coreografo, direttore del Butoh Center MAMU e Direttore Artistico del Festival MAMU Butoh & Jazz a Gottingen, incarna nel vero senso della parola, la saggezza di entrambi, la danza occidentale e orientale, il teatro e le tradizioni. Dopo aver studiato come regista teatrale a Vienna, si è esibito in collaborazione con musicisti jazz. Nel 1989 ha incontrato Kazuo Ohno che ha già realizzato una profonda relazione tra la danza di Endo e la danza Butoh. Da allora Tadashi Endo ha sviluppato i suoi movimenti in quella danza etica ed espressiva e ad oggi, si possono vedere i meravigliosi risultati. La sua danza, infatti, è una sintesi di teatro, performance e danza in cui l’artista riesce ad esprimere il campo di tensione tra ying e yang, maschio e femmina e il loro eterno avvicendarsi.

Tadashi Endo e Pina Bausch si sono conosciuti attraverso la loro amicizia con Peter Kowald (contrabbasso) e con il grande maestro Butoh Kazuo Ohno. Avevano tutti lo stesso desiderio: volevano, con la loro arte, portare amore e umanità in questo mondo.

Altro punto d’orgoglio oltre alla fitta rete di incontri è la serie di workshop intitolata "WOMUS", World Music School, pratiche e teorie delle Musiche dei Popoli. Nel dettaglio domenica 8 settembre dalle ore 9:30 alle 17:30 al Parco Museo Castello D'Albertis si svolgerà il laboratorio di Sainkho Namtcylak della Repubblica di Tuva sulle tecniche di voce sciamanica femminile e domenica 15 settembre (9:30-17:30) sempre al Museo Castello D'Albertis il workshop tenuto da Tran Quang Hai del Vietnam, sul canto armonico della Mongolia.

Inoltre ci saranno diversi seminari sulla musica e lo strumento armeno” duduk “ (il 14 settembre) e sul teatrodanza Kathakali indiano (in via di definizione).

In più ci saranno diversi incontri al Celso (Centro Studi Arti Orientali) con approfondimenti, a partire da martedì 10 settembre alle 18 con il duo di donne iraniane Chakam e le Musiche di Via della Seta.

La manifestazione è realizzata con il sostegno della COMPAGNIA DI SAN PAOLO (Maggior Sostenitore), con il contributo di REGIONE LIGURIA, del COMUNE DI GENOVA, evento già patrocinato da UNESCO. Si ringrazia per il sostegno e la collaborazione COOP LIGURIA, IREN, CELSO (partner attività collaterali),GOETHE INSTITUT, CAMERA DI COMMERCIO DI GENOVA, PALAZZO DUCALE -FONDAZIONE PER LA CULTURA, TASCO, COOP. SOLIDARIETA' E LAVORO, GENOVA MUSEI. Si riconferma Media Partner MENTELOCALE.IT e LINEATRAD FOLK TELEVISION.

Sono partner dei concerti: Amici di Paganini, Associazione Musicaround, Teatro Necessario, DEOS Danse Ensemble Opera Studio, Teatro Nazionale di Genova, Gezmataz.


Comunicato stampa

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