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Cronaca | 14 agosto 2019, 17:21

Pegli, i commercianti di Piazza Rapisardi: “Ci dissociamo alla lettera/esposto”

I gestori delle attività: “Proponiamo un incontro chiarificatore tra residenti, genitori, noi e il presidente del Municipio Chiarotti. Non vogliamo certo che la zona diventi deserta, ma va rispettato il nostro lavoro”

Pegli, i commercianti di Piazza Rapisardi: “Ci dissociamo alla lettera/esposto”

“Da noi non è partita alcuna petizione, non siamo soliti fare queste cose”. I commercianti di piazza Rapisardi a Pegli non ci stanno. Non vogliono essere additati come quelli che sono contrari alle persone sulla piazza, come quelli che ce l’hanno con i bambini che giocano a palla. Semplicemente chiedono che siano rispettati sia il loro lavoro che le regole di civile convivenza. E, soprattutto, si dissociano rispetto alla lettera/esposto che alcuni residenti hanno inviato, nei giorni scorsi, attraverso un legale da loro incaricato, a Municipio VII Ponente, Comune di Genova e comando della Polizia Municipale.

A parlare è Vittoria Lungheu: da ventisei anni gestisce un negozio di parrucchiera sul lato est della piazza. Incidentalmente, la sua vetrina è proprio dietro la porta improvvisata del campetto di calcio dei bambini e dei ragazzi. Vittoria, quindi, è una delle commercianti che vive la situazione peggiore. ‘La Voce di Genova’, in una nota assolutamente di colore, ha parlato del suo caso. “Ma non sono stata io - ci tiene a precisare la negoziante - né a suscitare la lettera/esposto, né a chiamare i vigili, né ad aderire ad alcuna forma di petizione. Nessuno di noi commercianti lo ha fatto. Personalmente, non è il mio modo di protestare, non sarebbe nelle mie abitudini”.

Vittoria, però, chiarisce che “il problema effettivamente esiste. Ma è dettato dall’educazione delle persone, dal modo in cui si comportano. I bambini fanno i bambini e giocano, le mamme dovrebbero guardarli un po’ di più”.

Siamo sempre lì. Negli anni scorsi, il Municipio ha affisso dei cartelli sulla piazza: “Ma sono bassi - commenta la parrucchiera - e praticamente non li vede nessuno”. Vi è scritto così: ‘È consentito praticare giochi di qualsivoglia genere sulle strade pubbliche o aperte al pubblico transito, compresi i marciapiedi e i portici, salvo quando questi possono arrecare intralcio o disturbo ovvero costituire pericolo per sé o per gli altri o procurare danni. Bimbi, giocate e divertitevi rispettando chi vi sta intorno. Adulti, aiutate i vostri figli a capire come comportarsi in modo corretto’.

Sulla struttura che protegge l’ascensore della sottostante rimessa interrata, invece, alcuni proprietari di box hanno affisso un cartello scritto con il pennarello: ‘Pericolo vetro. Non tirare pallonate contro il vetro’.

Ognuno si arrangia come può. Vittoria sta come ‘barricata’ dentro al suo negozio: “Io lavoro con forbici e rasoi. E se per caso mi arriva addosso una pallonata mentre sto tagliando i capelli a un cliente? Per questo sono costretta a tener spesso la porta chiusa, ma non è giusto”.

I commercianti stigmatizzano l’utilizzo del pallone di cuoio: “Ha devastato le fioriere, alcuni portoni. Noi abbiamo regalato ai bambini i palloni più leggeri, perché giocassero con quelli. Non vogliamo la piazza vuota, assolutamente, sarebbe un danno per tutti noi. Chiediamo solamente più rispetto e maggiore educazione. Ci dissociamo in tutti i modi dalla lettera dei residenti”.

La quale, peraltro, ha fatto scoppiare un altro piccolo caso: “Sono venuti a controllare i dehors, sembra che ora la colpa sia la nostra”. Ma il presidente del VII Ponente, Claudio Chiarotti, chiarisce: “Ho mandato io la Polizia Municipale perché mi sono stati segnalati dei possibili abusi. Cittadini da me personalmente ricevuti in Municipio hanno avuto da dire in proposito. È tutto verbalizzato. Non potevo non mandare i vigili, avrei commesso un reato per mancato controllo”.

Proprio il presidente Chiarotti è invocato pure dai commercianti: “Ha detto che vuole mediare e fare da paciere per risolvere la situazione? Benissimo, accogliamo con piacere la sua proposta. Proponiamo un incontro tra commercianti, residenti, genitori e Municipio, in modo da trovare soluzioni condivise. Tutti dobbiamo convivere e trovare un compromesso. Noi abbiamo sempre organizzato eventi in zona, anche grazie al Civ Riviera di Pegli, i bambini con i loro genitori sono intervenuti numerosi, garantendo il successo delle varie iniziative. Abbiamo pure sistemato le aiuole. Insomma, ad avere e mantenere la piazza ‘viva’ ci teniamo. Ma con delle regole”.

Quelle scritte sui cartelli, in maniera assai chiara ed elementare, dovrebbero bastare. Anzi, proviamo già a riscriverle: ‘Bimbi, giocate e divertitevi rispettando chi vi sta intorno. Adulti, aiutate i vostri figli a capire come comportarsi in modo corretto’.

È decisamente tempo di un bel ripasso. Per tutti.

Alberto Bruzzone

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