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Attualità | 19 agosto 2019, 13:57

Cristina Lodi: "Dati aeroporto preoccupanti, spia di una Genova che soffre"

La consigliera comunale fa appello al presidente del consiglio comunale affinché venga convocata una commissione sul tema: "Giunta priva di un progetto per lo sviluppo economico e il lavoro in grado di portare Genova fuori dalla crisi post-Morandi"

Cristina Lodi: "Dati aeroporto preoccupanti, spia di una Genova che soffre"

Secondo la consigliera comunale del Partito Democratico Cristina Lodi i dati sui flussi di passeggeri che si servono dell'aeroporto di Genova sono fortemente preoccupanti, sia per la tenuta dello scalo, sia perché sono il sintomo di un malessere diffuso nella città, che giorno per giorno dopo il crollo del ponte Morandi va impoverendosi di lavoro e occupazione. 

"Ho sollecitato oggi il presidente del consiglio comunale affinché finalmente si dia seguito alla mia richiesta di un'approfondita commissione sul tema, capace di dare  Genova un progetto a sostegno del lavoro e delle grosse criticità che oggi pesano sul futuro dell città - ha spiegato l'esponente del Pd -. Sentiamo continue dichiarazioni sul numeri positivi in relazione allo scalo aeroportuale, ma a ben guardare i dati pubblicati la realtà è un'altra, e desta preoccupazione".

"E' evidente secondo gli stessi dati pubblicati sul sito dell'aeroporto che il maggior flusso di passeggeri e la tendenza alla crescita riguardano esclusivamente la bella stagione, proprio in corrispondenza con il periodo di maggior richiamo turistico - precisa Lodi -. Tutte queste tratte tendono a essere in implemento, a fronte però di un calo del settore business, che va da ottobre a maggio". Per la consigliera comunale del Pd si tratta di un problema che riguarda la tenuta e il rilancio dell'aeroporto stesso, ma anche di una spia del calo della vivacità del tessuto economico del territorio, che attrae meno imprenditori e uomini d'affari.

"Ho chiesto una commissione che si occupi dell'andamento dello scalo aeroportuale genovese più di due mesi fa - ricorda Lodi -, perché occorre approfondire questi temi alla presenza dell'Autorità Portuale, della Camera di Commercio, della Regione, delle associazioni di categoria e dei sindacati. Ci sono due livelli da affrontare: il primo riguarda le infrastrutture necessarie alla riqualificazione del settore business, e il secondo la complessiva sofferenza del mondo degli affari e del lavoro genovese. Prendendo ad esempio il collegamento con Roma, esiste di sicuro un problema legato ai costi eccessivi dei biglietti, a cui tuttavia non si può imputare del tutto la scarsa presenza di passeggeri al di fuori della stagione turistica, visto che un'azienda impegnata a curare degli investimenti o delle attività economiche redditizie non dovrebbe avere problemi ad affrontare la spesa di un viaggio aereo; evidentemente il problema riguarda anche il calo degli interessi e delle attività economiche che fanno capo a Genova. Lo scalo del capoluogo ligure rischia di assomigliare a quello di Olbia, che vive solo di turismo".

La tendenza stagionale dei passeggeri al Cristoforo Colombo poi sarebbe anche un fatto chiaro al management, tanto da invitare i lavoratori a chiedere le ferie in periodi precisi dell'anno: "Mi sono arrivate segnalazioni del fatto che si chiede ai lavoratori di dirottare le loro ferie verso i periodi in cui c'è meno traffico - spiega Cristina Lodi -. Quindi in qualche modo questa criticità è riconosciuta dalla struttura, anche se poi non emerge. Ci sono continui proclami sul futuro dell'aeroporto,che noi leggiamo sulla stampa, ma nessuno viene poi in aula a spiegare quello che sta succedendo: si parla spesso di successi celando una parte problematica della realtà".

"Noi ribadiamo la richiesta di una commissione per fare chiarezza sulla situazione e confrontarsi con il calo di business che sta colpendo Genova, a fronte del fatto che da parte di questa giunta non c'è un ragionamento specifico sullo sviluppo economico e sul lavoro. Il crollo del ponte sul Polcevera richiede di condurre un approfondimento, attraverso i dati della Camera di Commerci e di Confindustruia, Spediporto e organizzazioni sindacali, per capire come il mondo del lavoro si sia modificato e adattato dopo la tragedia del Morandi. Su questo va poi elaborata una proposta precisa di interventi, da sottoporre al governo per chiedere ulteriori finanziamenti finalizzati al rilancio del tessuto economico cittadino dove più è in sofferenza. Per ora la sensazione è che ora siamo di fronte a un fiume di dichiarazioni altisonanti che mostrano come Genova non sia in crisi per tutelarne comprensibilmente l'immagine, ma dietro non c'è un vero lavoro di progettazione. Si potrebbe lavorare in questa direzione proprio a partire dal Cristoforo Colombo, dove i problemi ci sono e sono sintomatici di tematiche più generali".

Carlo Ramoino

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