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Cronaca | 23 agosto 2019, 15:24

Baby gang ruba tablet, tv e pc dai licei Colombo e Cassini, arrestati

La polizia, avvisata dalla preside dell furto, ha rintracciato una bada di sette ragazzi e recuperato la refurtiva: in tutto i giovani avevano portato via materiale per 20 mila euro

Baby gang ruba tablet, tv e pc dai licei Colombo e Cassini, arrestati

Genova - Sarebbe stato di certo un anno scolastico iniziato con l’amaro in bocca per gli studenti del liceo Cassini e Colombo di via Peschiera, se i poliziotti non avessero scoperto il covo della banda che, qualche ora prima, aveva razziato le aule della loro scuola.

Gli operatori sono intervenuti dopo la segnalazione di una collaboratrice scolastica che aveva trovato le porte delle aule aperte, nonostante lei le avesse chiuse la sera precedente.

Controllando l’intera struttura hanno appurato che ignoti avevano forzato una portafinestra con un piede di porco e poi avevano “visitato” tutte le aule, asportando 5 televisori da 55’’ pollici installati sulla parete, numerosi tablet e altro materiale elettronico per un valore totale di circa 20.000 euro, acquistato da poco per il nuovo anno scolastico.

Gli agenti hanno avuto un ‘intuizione quando, affacciandosi alla portafinestra forzata, hanno visto che questa dava su una vecchia struttura d’accoglienza in disuso, posta sotto pignoramento e munita di sigilli che erano stati strappati.

Insospettiti anche da una fievole luce, intravista da una delle finestre, hanno deciso quindi di dare un’occhiata all’interno dove hanno trovato i sette ragazzi tutti addormentati nei loro letti.

All’interno delle camere, in bella mostra, i televisori appena rubati imballati nelle loro scatole, 24 tablet posti sotto carica a cui erano state staccate le etichette riportanti il nome della scuola, 23 computer di varie marche, numerosi arnesi atti allo scasso e la chiave generale rubata dalla scuola

I ragazzi tutti di origine albanese, neomaggiorenni o poco più, per la maggior parte incensurati e regolari sono stati processati questa mattina con il rito direttissimo che, convalidato l’arresto, li ha condannati all’obbligo di firma.

Redazione

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