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Cronaca | 23 agosto 2019, 13:06

Telecamere a Marassi, Ferrante: "Utili a un percorso sociale per il recupero dei minori"

Installata ieri da Aster la quarta telecamera di videosorveglianza del Municipio Bassa Valbisagno. Si trova nei giardini di Via del Camoscio, zona a rischio droga

Telecamere a Marassi, Ferrante: "Utili a un percorso sociale per il recupero dei minori"

Da ieri a Marassi è comparsa una nuova telecamera di sorveglianza, la quarta in totale nel Municipio Bassa Valbisagno. Dopo quelle in Piazza Galileo Ferraris, in Piazza Martinez e a Passo Ferradini, infatti, è stata installata da Aster nei giardini di Via del Camoscio. A scopo preventivo, ma anche, e soprattutto, a completamento di un percorso di tipo sociale, come è, da anni, nella sensibilità del Presidente del Municipio Massimo Ferrante.

“Ho lavorato tanto per il recupero delle piazze, come la Martinez, a San Fruttuoso – spiega - mentre in questo caso si tratta dei giardini del Camoscio, borgo storico antico di Marassi, dietro la Chiesa di Santa Margherita, dove avevo già creato una palestra all’aperto, con cyclette e attrezzi, unica in città, come quella sulla passeggiata di Sestri Levante. Oggi i cittadini si prendono cura del giardino che, finalmente, da ghetto, è rinato”.

Quello che, però, preoccupa è il ritorno e l’incremento dell’suo dell’eroina, “sono state trovate molte siringhe nella piazza del Camoscio, per cui con la telecamere potremo capire se lì avviene anche lo spaccio, aiutando le Forze dell’Ordine”.

L’installazione della videosorveglianza, però, non è che l’atto finale di un lungo processo a monte, costituito da anni di impegno in ambito sociale, da parte di Ferrante, per il recupero dei minori; e infatti il suo Municipio è quello in cui le telecamere sono arrivate per ultime rispetto agli altri.

“Tutte e quattro sono collocate dove sappiamo esserci fenomeni di spaccio e consumo di droga e baby-gang; vogliamo togliere i ragazzini dalla strada”, e infatti negli stessi quartieri di San Fruttuoso e Marassi c’è da anni il “Centro Aggregazione Ragazzi”, dove appunto si fa Educativa di Strada, introdotta da Ferrante, e dove, grazie a cooperative e servizi sociali, bambini e adolescenti sono seguiti dagli educatori. “Il Municipio ha messo a loro disposizione due locali, che diventano il loro rifugio – continua - il luogo che personalizzano e dove incanalano positivamente le proprie energie e dove fanno attività, fino a impegnarsi loro stessi per il prossimo”. Perché si tratta perfino bambini, anche di soli 10 anni, abbandonati a se stessi, che rischiano di entrare in brutti giri.

Quindi telecamere come ausilio finale, dovute anche al fatto che “non riusciamo a recuperarli tutti e quelli che ti sfuggono compiono piccoli atti vandalici, per esempio ai giochi per bambini e alle panchine – spiega Ferrante – che diventano danni economici, perché il Municipio ha difficoltà a ripristinarli, e danni sociali rispetto alle persone che non possono usufruire del bene pubblico; in questo modo si evitano ulteriori danneggiamenti a beni che difficilmente riuscirei a sostituire”.

E i cittadini apprezzano molto la scelta di Ferrante, sia per le motivazioni sia per il criterio di distribuzione, equa e ragionata, della videosorveglianza. “Sanno che io non faccio lo 'sceriffo', e per esempio a Quezzi non ce n’è nemmeno una perché nel quartiere c’è controllo sociale”.

Medea Garrone

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