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Attualità | 11 settembre 2019, 17:16

Adriana Del Borghi, dall'Università di Genova alla Commissione per l'ambiente: "Sostenibilità al centro di ogni progetto"

E' appena stata nominata dal Ministro dell'Ambiente tra i 40 commissari di Via-Vas; è Adriana del Borghi, docente ligure che si occuperà dell'impatto ambientale e strategico delle grandi opere nazionali

Adriana Del Borghi, dall'Università di Genova alla Commissione per l'ambiente: "Sostenibilità al centro di ogni progetto"

Sono 40 tra ingegneri ambientali, geologi, biologi, geografi, agronomi, ma anche medici e giuristi (selezionati tra 1200 candidati). Sono i nuovi componenti della Commissione Via-Vas del Ministero dell’Ambiente, e tra questi c’è Adriana Del Borghi, docente di Teoria dello Sviluppo dei Processi Chimici ed Eco Design all’Università di Genova, con delega del Rettore alla sostenibilità. Ed è lei, con la collega Michela Gallo, partecipa, in qualità di osservatrice per l’Università, agli incontri sul clima che si tengono alle Nazioni Unite. Ci ha spiegato come, oggi più che mai, l’ambiente vada posto al centro di ogni progetto.

 

Lei è docente di “Teoria dello Sviluppo dei Processi Chimici”: in parole semplici, in che cosa consiste?

Si tratta di un corso fondamentale in Ingegneria Chimica, perché è legato allo sviluppo dei processi industriali, che devono tener conto di ogni aspetto, anche del rispetto dell’ambiente e della sicurezza; inoltre sono docente di Eco Design al corso di Environmental Engeneering. La sostenibilità, quindi, è trasversale ormai, per cui non dovrebbe esistere nessun corso che non tratti anche questi temi al proprio interno.

Il compito che l’aspetta nella Commissione Via-Vas quale pensa che sarà?

Penso che saremo suddivisi in sottocommissioni in base a specifiche competenze e dovremo valutare i progetti da sottoporre a procedura di VIA, cioè di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale, quindi progetti strategici e di VAS, cioè Valutazione Ambientale Strategica, di grandi impianti nazionali.

L’Italia è competitiva nei processi ecosostenibili rispetto agli altri Paesi?

Non siamo messi così male come si può pensare. A livello universitario ci sono classifiche internazionali in cui si valuta sia la metodologia che la sostenibilità e ogni ateneo è competente in un ambito specifico, come il Campus di Savona, che rappresenta un’eccellenza nel risparmio energico; ognuno in rete dà contributo per cecare di aiutare a risolvere problemi di altre Università. A livello internazionale facciamo quello che possiamo; a livello industriale e di ricerca le competenze ci sono. Ciò che è fondamentale è che l’ambiente sia considerato uno degli aspetti chiave dei progetti, degli impianti e della produttività, e non sia visto come un limite, ma come un’opportunità: se faccio qualcosa e la faccio meglio, ho un’impronta ambientale minore.

Relativamente a Genova e alla Liguria ci sono progetti di cui si occuperà la Commissione?

Immagino di sì, anche perché suppongo siamo stati scelti anche in base regionale e sicuramente la Liguria ha la necessità di essere valutata tenendo conto delle sue caratteristiche, e l’impatto ambientale è un aspetto centrale: per ogni grande opera bisognerà valutare le caratteristiche regionali.

C’è un progetto in particolare di cui si sta occupando?

Da Delegata alla sostenibilità dal Rettore, un progetto cui tengo molto è quello legato alla sostenibilità dell’Università. Siamo in 30 mila persone in quattro sedi, cioè in quattro città, tra studenti, tecnici e docenti, ed è importante valutare la nostra ‘impronta’, perché muoviamo persone, consumiamo carta ed energia, per cui dobbiamo essere sempre più attenti all’ambiente. Ne è un esempio il recente bando per le matricole lanciato per ridurre l’uso della plastica, da sostituire alle borracce: come Università abbiamo aderito all’invito del Ministero dell’ambiente, per evitare rifiuti plastici.

Medea Garrone

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