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Attualità | 16 settembre 2019, 15:41

Osservatorio Confesercenti sul crediti: calati di 45 miliardi in un anno i prestiti alle imprese

E per le microimprese con meno di cinque dipendenti, gli interessi pagati alle banche per ottenere un finanziamento sono tre volte superiori a quelli praticati alle altre imprese

Osservatorio Confesercenti sul crediti: calati di 45 miliardi in un anno i prestiti alle imprese

Al 30 giugno 2019 si sono registrati 45 miliardi in meno di prestiti alle imprese rispetto al 2018 -6,4%), con riduzioni dei finanziamenti a breve per liquidità di 9 punti percentuali e di quelli per investimento, oltre i 5 anni, del 7%. Questi i dati principali del report semestrale dell’Osservatorio curato dalla Confesercenti nazionale sul credito alle imprese.

Ma quello che più colpisce, del rapporto, è soprattutto lo sbilanciamento tra il rischio di sofferenze bancarie ed il costo dei prestiti per le imprese più piccole - le cosiddette “famiglie produttrici”, con meno di cinque addetti - e tutte le altre. Se, infatti, le prime hanno tassi medi di remunerazione dei prestiti pari al 3,03%, il tasso medio delle società (non finanziarie) è appena dell'1,35%. Un dato palesemente disallineato rispetto al rapporto tra sofferenze e finanziamenti (la cosiddetta "risk ratio"), perché la differenza tra imprese con meno di cinque dipendenti e quelle più grandi è appunto dello 0,5%, 9,9 punti contro 9,4. Di fatto, è come se le microimprese pagassero tre volte di più i prestiti bancari.

Non va poi dimenticato in questo contesto anche l’effetto distorsivo prodotto dalla crescita delle garanzie richieste da parte delle banche. "Senza il supporto della liquidità e degli investimenti, mancano le condizioni per una vera ripresa dell’economia reale - commenta Marco Benedettipresidente di Confesercenti Liguria -. Sulla perdurante congiuntura negativa pesano, in prevalenza, i criteri di ulteriore restrizione delle banche, cui va aggiunta anche una contrazione della domanda legata al contesto economico recessivo. Ma la questione di fondo è se il modello attuale di banca, dove le commissioni pareggiano quasi il margine d’interesse come fonti di profitto, sia in grado di poter assecondare i bisogni del nostro sistema produttivo e della sua ossatura, fatta di piccole e piccolissime imprese, comprese ovviamente quella della nostra regione".

Redazione

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