/ Cronaca

Cronaca | 07 ottobre 2019, 16:55

Multedo, i piani d’emergenza aggiornati dopo vent’anni di ritardo

Domani sera consultazione con la cittadinanza, presso la Scuola Conte di via Cialli. Intanto, sul dislocamento dei depositi si raffredda l’ipotesi foce del Polcevera. Si rischia di tornare al punto di partenza: ovvero lo zero assoluto

Multedo, i piani d’emergenza aggiornati dopo vent’anni di ritardo

Con un ritardo di oltre vent’anni rispetto all’ultima stesura, infine anche a Multedo stanno per essere aggiornati i piani di emergenza esterna delle industrie a rischio di incidente rilevante, il cosiddetto R.I.R. Meglio tardi che mai, verrebbe da dire.

Il quartiere del Ponente genovese, letteralmente circondato da porto petroli e depositi chimici - scalo delle navi a sud, Carmagnani a ovest, Superba a est ed Eni a nord - è sicuramente quello più esposto a rischi, ma in quanto all’aggiornamento dei piani di emergenza esterni arriva da buon ultimo. E già questo la dice lunga sulla considerazione avuta in questi anni dalle istituzioni.

Ad ogni buon conto, domani pomeriggio, 8 ottobre, alle ore 17, presso l’auditorium della scuola musicale ‘Giuseppe Conte’, in via Cialli a Pegli (lo stesso luogo dove il sindaco Marco Bucci venne nel novembre del 2017 a fare tutte quelle promesse per il quartiere, di cui finora non ne è stata mantenuta neppure una), si terrà un’assemblea pubblica sul tema, come prevede la prassi nella stesura di questi piani.

La popolazione verrà consultata, alla presenza di esponenti di Prefettura, Regione Liguria, Comune di Genova, Forze dell’Ordine, Vigili del Fuoco, Arpal, Asl 3, Servizio Emergenza Sanitaria, Capitaneria di Porto, Autorità Portuale e gestori degli stabilimenti (chissà poi perché non è stato incluso il Municipio VII Ponente, ovvero l’ente più prossimo sul territorio). I piani di emergenza esterni riguardano infatti tutte queste realtà e la loro stesura deve coinvolgere tutti. Terminato l’iter, si arriverà a un documento finale, come già accaduto per gli altri quartieri della città.

Intanto, perde quota l’ipotesi di spostamento di Carmagnani e Superba presso la foce del Polcevera, notizia che è stata anticipata la scorsa settimana dal quotidiano locale. Intanto perché la società Messina, concessionaria dell’area in questione, non è stata minimamente interpellata, e poi perché, venuta a conoscenza dalla stampa dell’eventualità, si sarebbe detta fortemente contraria. Fonti interne riferiscono che la frizione tra i Messina e gli enti coinvolti nel tavolo relativo allo spostamento sia molto alta.

A smentire, o almeno raffreddare questa indiscrezione, è anche un consigliere comunale (di maggioranza, per giunta), il leghista Maurizio Amorfini: “Durante la Commissione in Comune, abbiamo udito Paola Giampietri di Autorità Portuale, che ha confermato che le ipotesi di ricollocazione finora discusse sono state modificate a seguito di ulteriori confronti. In questo momento è in atto uno studio specifico per valutare diverse ipotesi e individuare le aree idonee a tali impianti. Non è stata presa, quindi, alcuna decisione e, anzi, si aprirà un percorso partecipato coinvolgendo anche l’Università di Genova”.

Se tramontasse anche l’ipotesi foce del Polcevera, sarebbe l’ennesima soluzione a essere bruciata, dopo gli spazi ex Enel sotto la Lanterna, dopo gli spazi ex Ilva a Cornigliano e dopo la diga del porto di Pra’.

Ma è ancora più incauto, a ben vedere, chi continua ad annunciare soluzioni, senza poi averne effettivamente in tasca un minimo straccio di certezza. Perché è come se una persona dicesse che vuole stabilirsi in casa di un’altra, senza averla preventivamente informata.

Non ha senso, per l’appunto. Così come non ha senso che il piano R.I.R. relativo al quartiere di Genova più esposto ai rischi venga aggiornato dopo oltre vent’anni.

Sarà il caso forse, tutti quanti, di recuperarlo, un minimo di buon senso?

Alberto Bruzzone

Ti potrebbero interessare anche:

Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium